Commento di Roberto Filippini Fantoni

Dopo aver letto l’articolo di Gelmini ho pensato di fare qualche precisazione sul problema dell’idrogeno, un problema che ho già discusso tempo fa con lui e sul quale non siamo totalmente in sintonia.
Che le celle a combustibile, quelle che producono energia per ossidazione di idrogeno o altre sostanze facilmente combustibili, siano probabilmente le fonti di energia del futuro pare che non ci siano molti dubbi, al di là di quanto si possa e si deve fare per sfruttare al meglio le fonti naturali (eoliche, solari, maree, ecc.). La combustione del metanolo nelle celle a combustibile è sicuramente qualcosa di sfruttabile con una certa sicurezza ma, a prescindere dalla necessità di trovare la possibilità di fonti di metanolo che non richiedano consumi energetiche, fornisce ancora, come prodotto della combustione, il maledetto biossido di carbonio e quindi siamo ancora nella medesima situazione della combustione classica.

Per contro l’idrogeno brucia fornendo acqua come unico prodotto e quindi il processo è di un’estrema pulizia.

Esistono i problemi evidenziati da Gelmini e cioè la possibilità che le perdite di idrogeno intacchino la fascia di ozono con le ben note conseguenze e poi c’è il grosso problema della difficoltà di gestire un gas tanto pericoloso come è l’idrogeno.

Le fonti dell’idrogeno da considerare non sono necessariamente quelle che generano insieme all’idrogeno il biossido o l’ossido di carbonio, bensì i processi di elettrolisi dell’acqua, fonte da questo punto di vista che si rigenera naturalmente: dall’acqua si genera idrogeno che bruciando nelle celle a combustibile rigenera acqua. Il discorso è al momento utopico perché il costo energetico dell’idrolisi è altissimo e impossibile da considerare: infatti per generare l’energia necessaria all’idrolisi dovremmo, utilizzare le fonti attuali e quindi ci troviamo con il classico gatto che si morde la coda.

Penso che sarà possibile utilizzare idrogeno e celle a combustibile in tutti i mezzi di trasporto terrestri e navali solo se soltanto se si saranno soddisfatte le seguenti condizioni:

(1)               Imbrigliamento della fusione nucleare per ottenere energia pulita a bassissimi costi. Quindi dismissione delle fonti di energia primaria via petrolio, in costante diminuzione fino ad esaurimento.

(2)               Produzione di energia con celle a combustibile alimentate  a idrogeno per usi nel settore trasporti terra e mare.

(3)               Studio di sistemi di assoluta sicurezza per poter trasportare idrogeno sui mezzi di locomozione: la tecnologia può fare progressi notevoli sotto questo punto di vista come fece a suo tempo con il trasporto dell’energia elettrica sotto potenziali altissimi (linee di alta tensione).

Come potete vedere si tratta di obiettivi ambiziosi ma non impossibili da essere perseguiti anche se il sottoscritto, ormai vicino alla sessantina, non avrà il piacere di poterli sfruttare. Auguri ai nostri giovani!

In definitiva non mi sembra il caso che Gelmini ritenga a priore impossibile lo sfruttamento minuto delle celle a combustione di idrogeno perché la storia della scienza ha dimostrato che quello che ieri sembrava impossibile oggi è di sfruttamento quotidiano: proprio lui che ha lavorato con i computer a schede e oggi viaggia, dopo meno di quattro lustri, su internet a velocità spaventose non dovrebbe avere preclusioni verso nessuna delle possibili opzioni.

 

                                                                                                      Roberto Filippini Fantoni

São Paulo - Brasil - 30.08.2003


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