L'idrogeno non è la soluzione alle necessità di mobilità personale.

di Giovanni Gelmini

Più o meno sono su posizioni simili;non ritengo l'idrogeno la panacea da utilizzare domani o dopo domani; questo comunque vuol dire la morte del motore a scoppio (qualcuno pensa ancora che l'idrogeno sia un sostituto del metano o del gas liquido per motori simili agli attuali) . Sicuramente sarà un elemento della rivoluzione energetica. La condizione perché si possa parlare di "utilità ambientale" è che l'energia elettrica sia prodotta da fonti rinnovabili, ma a questo punto perché non pensare che altri tipi di tecnologie possano integrare il sistema delle celle ad idrogeno?

Cito alcuni elementi che già tecnologicamente sono disponibili e utilizzabili.

- Celle fotovoltaiche sul tetto delle automobili. Nel giro di pochi anni la ricerca ha reso disponibili celle fotovoltaiche su supporto flessibile e con una resa energetica doppia rispetto alle celle tradizionali. Si calcola ad esempio che 40 mq sono sufficienti a rendere il bilancio energetico di una famiglia autosufficiente; si possono prevedere ulteriori miglioramenti.

- Batterie con celle di nuova concezione (es. nano tecnologie) leggere e non di grandi dimensioni. Questi prodotti, nati da una ricerca commissionata dalle case automobilistiche, sono già sul mercato, ma il loro costo attualmente è elevato e quindi vengono utilizzati per le protesi biomediche.

- Il metanolo può essere non prodotto da petrolio o da carbone, ma da biomasse e quindi all'interno dell'equilibrio dell'anidride carbonica ed essere utilizzato solo per percorsi lunghi o quando gli altri sistemi non sono disponibili. .

- Se fosse disponibile un'energia nucleare pulita, è anche pensabile che possano esistere "pile atomiche" miniaturizzate, come sono state prodotte per le sonde spaziali andate all'esterno del sistema solare. E quindi, se fosse così, non servirebbe né l'idrogeno, né il metanolo.

Voglio ancora sottolineare una cosa: la necessità di mobilità si sta riducendo in continuazione. Solo abitudini e tradizioni obbligano le persone "ad andare in ufficio" ogni giorno. Sembrerà strano, ma già oggi risolvo i miei problemi con il fisco e con l'Inps tranquillamente con Internet (e siamo in Italia) e ho una collaboratrice a 300km di distanza, mai conosciuta di persona, con cui lavoro benissimo e senza problemi. Figuriamoci fra dieci anni. È molto facile che l'uso dell'auto si riduca drasticamente; a questo punto il problema dell'inquinamento non sarà più tanto legato ai mezzi di trasporto, quanto alla produzione di energia in assoluto.

In particolare penso allo spreco energetico dei sistemi di riscaldamento in inverno e di condizionamento estivo , quando è più economico e più produttivo per l'ambiente isolare meglio le nostre case ed aumentare l'efficienza dei sistemi , eliminando le caldaie più o meno tradizionali; riciclare i materiali anziché buttarli, risparmiando così l'energia contenuta in essi (specialmente per i materiali polimerici).

Quello che io sostengo è che il modello di consumo usato nell'ultimo mezzo secolo è insostenibile ; ritengo improbabile che l'idrogeno risolva i problemi dei piccoli trasporti, ma in altri casi può essere perfetto . Penso però che sarà un modello di uso e distribuzione dell'energia completamente diverso dall'attuale, come il sistema degli anni appena passati, dal 1950 ad oggi , è stato completamente diverso da quello della prima metà del secolo XX° . Ipotizzare soluzioni su singoli elementi senza aver chiaro il nuovo modello tecnologico che si sta preparando vuol dire solamente cercare di mantenere in vita cose destinate a morire; esattamente quello che, a mio avviso, sta facendo la lobby dei petrolieri.


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