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Perché nasce


Di Giovanni Gelmini

Nel convegno, che si è tenuto ad Assisi nell'ottobre scorso, si è a lungo dibattuto sulla libertà di stampa e sulla possibilità di internet di rendere più trasparente la comunicazione. Nella discussione ricordo di avere affermato che la libertà di stampa non è tanto il diritto del giornalista di pubblicare quello che crede, per fare questo sarebbe necessario che gli editori non definissero delle politiche editoriali, ma nel fatto che la stampa non sia omologata, cioè che si trovino opinioni e visioni dei fatti diverse.
La stampa cartacea ha costi molto elevati e quindi subisce condizionamenti, non solo direttamente dai vari poteri, ma anche dalla pubblicità, che è la sua fonte di reddito maggiore. Il meccanismo è semplice, se si pubblicano cose non gradite, la pubblicità non ti arriva e quindi ti trovi in difficoltà a far passare il tuo messaggio per mancanza di soldi.
Fatta l'esperienza di internet attraverso i vari siti che gestisco ed il blog, ho deciso di fondere la mia esperienza giornalistica, di comunicazione, di studi di scienza e la passione per l'arte in questo Magazin, sperando di fornire conoscenze che, almeno in alcune parti, non si trovano sulla stampa omologata. Per fare questo ho invitato collaboratori preparati e giovani entusiasti. Come potete vedere infatti la struttura base del periodico è fatta da due giovanissime, Concetta Bonini e Carolina Lio, che controbilanciano attivamente la mia vecchiaia avanzata. Nel convegno, che si è tenuto ad Assisi nell'ottobre scorso, si è a lungo dibattuto sulla libertà di stampa e sulla possibilità di internet di rendere più trasparente la comunicazione. Nella discussione ricordo di avere affermato che la libertà di stampa non è tanto il diritto del giornalista di pubblicare quello che crede, per fare questo sarebbe necessario che gli editori non definissero delle politiche editoriali, ma nel fatto che la stampa non sia omologata, cioè che si trovino opinioni e visioni dei fatti diverse. Nel convegno, che si è tenuto ad Assisi nell'ottobre scorso, si è a lungo dibattuto sulla libertà di stampa e sulla possibilità di internet di rendere più trasparente la comunicazione. Nella discussione ricordo di avere affermato che la libertà di stampa non è tanto il diritto del giornalista di pubblicare quello che crede, per fare questo sarebbe necessario che gli editori non definissero delle politiche editoriali, ma nel fatto che la stampa non sia omologata, cioè che si trovino opinioni e visioni dei fatti diverse. Nel convegno, che si è tenuto ad Assisi nell'ottobre scorso, si è a lungo dibattuto sulla libertà di stampa e sulla possibilità di internet di rendere più trasparente la comunicazione. Nella discussione ricordo di avere affermato che la libertà di stampa non è tanto il diritto del giornalista di pubblicare quello che crede, per fare questo sarebbe necessario che gli editori non definissero delle politiche editoriali, ma nel fatto che la stampa non sia omologata, cioè che si trovino opinioni e visioni dei fatti diverse.
La stampa cartacea ha costi molto elevati e quindi subisce condizionamenti, non solo direttamente dai vari poteri, ma anche dalla pubblicità, che è la sua fonte di reddito maggiore. Il meccanismo è semplice, se si pubblicano cose non gradite, la pubblicità non ti arriva e quindi ti trovi in difficoltà a far passare il tuo messaggio per mancanza di soldi.
Fatta l'esperienza di internet attraverso i vari siti che gestisco ed il blog, ho deciso di fondere la mia esperienza giornalistica, di comunicazione, di studi di scienza e la passione per l'arte in questo Magazine, sperando di fornire conoscenze che, almeno in alcune parti, non si trovano sulla stampa omologata. Per fare questo ho invitato collaboratori preparati e giovani entusiasti. Come potete vedere infatti la struttura base del periodico è fatta da due giovanissime, Concetta Bonini e Carolina Lio, che controbilanciano attivamente la mia vecchiaia avanzata.
Il Magazine avrà una ”Prima pagina”, una “Notizie varie”, una “Lente d'ingrandimento”, a carattere monografico e una “Terza Pagina” con rubriche sull'arte, letteratura, teatro ecc.. Oltre a queste vi potranno essere delle pagine “speciali” per notizie locali ed eventi. La cadenza sarà bisettimanale con uscita il giovedì sera.
Chi avesse idee, segnalazioni o articoli è invitato ad inviarle alla redazione. Anche questo tipo di intervento è un modo di moltiplicare la diversità della comunicazione garantendo una stampa più libera. Nel convegno, che si è tenuto ad Assisi nell'ottobre scorso, si è a lungo dibattuto sulla libertà di stampa e sulla possibilità di internet di rendere più trasparente la comunicazione. Nella discussione ricordo di avere affermato che la libertà di stampa non è tanto il diritto del giornalista di pubblicare quello che crede, per fare questo sarebbe necessario che gli editori non definissero delle politiche editoriali, ma nel fatto che la stampa non sia omologata, cioè che si trovino opinioni e visioni dei fatti diverse.



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