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 Anno I n° 3 del 07/07/2005    -   PRIMA PAGINA


Lo Sbuffo
L’esternazione di Galloni riapre un’altra ferita degli italiani: il caso Moro; siamo veramente una colonia USA?
Calipari ed oggi il caso dell’Imam e la “riapertura” del caso Moro,una sequenza di fatti inquietanti che ricordano il disastri dell Itavia e del Cermis
Di Giovanni Gelmini


Le dichiarazioni di Galloni (ma come mai proprio adesso sente la necessità di esternare?), rilanciano il problema delle interferenza USA in Italia. Un problema con cui mi sono spesso confrontato e per questo sono stato anche tacciato di essere antiamericano. Bene: non accetto nessuna etichetta di “anti”, io sono “per” e non sono certo contro nessun popolo. Però se mi si dice che devo accettare supinamente una serie di prepotenze, allora sì: sono “anti” e sono contro il governo americano se è lui a commetterle o a coprirle.

Purtroppo le “interferenze” del governo americano in Italia sono state tantissime; alcune possono essere classificate “amiche”, cioè facente parti del fatto che si appartiene alla Nato, ovvero quell’organizzazione che si è occupata della difesa dell’occidente da una possibile occupazione armata da parte della Russia. Altre invece sono molto gravi e non trovano nessuna giustificazione, ma si configurano forse come “diritto del Principe”. Evidentemente quelle che conosciamo non sono la totalità, ma sono quelle che hanno fatto storia. La prima grave è, a mia memoria, il “disastro Itavia”. È inutile ripercorrere un iter ormai noto a tutti: depistaggi, invocazione di un segreto militare insistente, ecc. La realtà è che ci sono tanti morti senza sapere perché e percome, e su questo la reticenza Usa è acclamata. Poi il disastro del Cermis: assolti i piloti per aver ucciso! .

Ultimo fatto grave il caso Calipari. Su questo si innestano le ultime polemiche sul rapimento dell’Imam e sulle accuse di Galloni di infiltrazioni della CIA e del MOSSAD nelle Brigate Rosse ad insaputa dell’Italia. L’affermazione di Galloni però ci pone due quesiti. Il primo: ma se i servizi segreti di queste due potenze erano infiltrati nelle Brigate Rosse -e poi mi sembra che avessero anche influenza in altre organizzazioni come Gladio- non è che tutta la strategia che ha caratterizzato il periodo dal ’68 in poi sia stata ben seguita da questi signori? Non è che per Piazza Fontana, il Disastro dell’Italicus, ecc magari allora sappiano molto, ma tacciano? Il secondo: ma perché proprio adesso si apre una campagna dei mass media contro la Cia? Strano perché solo poche settimane fa con il caso Calipari c’erano solo delle divergenze limitate allo specifico. .

La sensazione che provo è sgradevole e pone quello che nella mia adolescenza era “l’esempio” di libertà in una luce non proprio solare.



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