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 Anno I n° 4 del 21/07/2005    -   PRIMA PAGINA


Lo sbuffo
Lunardi reinventa le "mucche" di Mussolini?
All’inaugurazione del raddoppio della ferrovia Bergamo –Treviglio viene fischiato dalla piazza e contestato perfino dall’Unione Industriali, malgrado le promesse di soldi per le opere pubbliche.
Di Giovanni Gelmini


La ferrovia Bergamo –Treviglio, per chi non lo sapesse, e stata per un secolo la spina nel fianco dei bergamaschi. Gli austriaci quando avevano costruito la Milano – Venezia l’avevano fatta passare per Bergamo e Bergamo era così collegata alla sua “capitale storica” Venezia ed alla sua capitale attuale Milano in modo adeguato. Poi qualcuno pensò che passare da Bergamo era una perdita di tempo per andare a Venezia, e così venne costruita la Treviglio –Rovato. Fino a qui, la cosa non piacque a i bergamaschi, ma in effetti non creava danno più di tanto. La cosa che li fece inalberare fu quando venne tolto all’inizio del ‘900 il doppio binario.
Da quel momento tutti si chiedevano, ma quando lo rimetteranno?
Sempre per chi non conosce Bergamo devo dire che dalla sua stazione partono giornalmente solo 20.000 pendolari verso Milano e Bergamo è la stazione “di provincia” che fa i più alti incassi per vendita di biglietti.

Finalmente nel 1998 un certo ministro Bersani, dopo aver visto la documentazione presentata dalla locale Unione Industriali venne a Bergamo nel caldo luglio e disse: “Il raddoppio della ferrovia si deve fare!”. Da quel momento tutto si mise in moto le Ferrovie dello stato dissero: “si per Giugno 2005!”. Sembrava un giorno troppo lontano, ma bisogna riconoscere che i tempi sono stati perfettamente rispettati.

Ma che centra Lunardi? Ecco appunto, non c’entra niente, ma con grande disinvoltura viene ad inaugurare l’opera! E da buon Babbo Natale porta regali: a voi regalo il “Tram delle Valli”, a voi la Tangenziale Sud, e a voi della Valle Cavallina, eh…siete stati cattivi, vedremo il prossimo anno!

Ma qui nulla si è mosso negli ultimi quattro anni, i cantieri sono all’opera da un decennio e quasi nulla arriva in porto. Addirittura il finanziamento di una strada importantissima è sparito nelle nebbia (ah a dire il vero, abracadabra, lo fa riapparire il Sior Ministro). Solo la circonvallazione di San Pellegrino e qualche km “Dell’Asse” sono stati conclusi.

Se il piano ANAS 2001-2003 non ha avuto il becco di un quattrino e nell’ultima operazione finanziaria non sono riusciti a rifinanziare tutto, se abbiamo assistito al “disastro” invernale della Salerno-Reggio Calabria, se i cantieri in corso sono “storici” risalgono a Di Pietro ministro o prima (magari Karisma ne può trovare traccia in qualche papiro egizio) come si fa a credere a queste promesse e non pensare che ovunque vada prometta sempre gli stessi soldi , ma per opere diverse? Ecco queste sono le “mucche di Mussolini”, cioè quel metodo, inventato dai gerarchi di allora, con cui: mucche, aerei, ed altro venivano spostati di volta in volta dove Mussolini si recava ad inaugurare qualche cosa.

Ecco che da tutti viene una dura contestazione alla politica delle “vane promesse”. Chi vivrà vedrà, dice il proverbio e vedremo nel 2007 se qualche impegno sarà stato effettivamente mantenuto o se non sia stato solo una vana promessa elettorale! Spero solo di portemi ricredere.



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