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 Anno I n° 7 del 29/09/2005    -   LENTE DI INGRADIMENTO


Racconto Breve
Marina di Pisa

Di Giacomo Nigro


Marina di Pisa: brutto tempo, zanzare, vu cumprà.
La sveglia ha il suono del clacson del camioncino del panettiere a cui si accoda il fruttivendolo (sia detto per inciso: due ladri patentati) che, dallo sterrato della pineta, chiamano a raccolta i pigri villeggianti, per la quotidiana rapina. Uno sguardo al cielo non promette nulla di buono: giornata piena di nuvole afose, sono le otto e le zanzare sono già fameliche; il pensiero di una mattinata in spiaggia alla mercè dell’afa e dei vu cumprà suggerisce una modifica al programma spingendoci verso una capatina a Pisa. Lancio l’idea e, incredibile a dirsi, raccolgo l’unanimità dei consensi, in particolare i bambini paiono entusiasti.

Pisa: divieto di sosta, vigile buono.
La mancanza d’organizzazione e l’improvvisazione danno sempre dei frutti avvelenati. Finché si tratta di centrare Pisa non ci sono problemi ma, senza cartina, non si può sperare di raggiungere il luogo desiderato al primo tentativo. Sembra infatti che la segnaletica turistica delle città italiche sia fatta apposta per depistare l’ignaro visitatore avventizio. Il furbo driver (io) segue l’indicazione centro e tutto sembra andare liscio: c’è un casino di traffico quindi tutto normale. Colpo di genio del grande driver (sempre io), esco dal casino con abile mossa; la rotonda mi suggerisce una deviazione, sempre verso il centro, ignorata, con tutta evidenza, dal gregge automobilistico. Incredibile! Trovo un rapido e succulento parcheggio, sembra aspettarmi, guardo bene, niente divieto di sosta e neanche parchimetro, mi stropiccio gli occhi e mi accomodo semiconvinto, esprimo fondati dubbi all’indirizzo di mia moglie. Lei medita e i bambini sono già scatenati sulla vetrina di un negozio di giocattoli e, con un’abile richiesta, fugano i miei dubbi (veramente li rimuovono di brutto): “Papà dacci un euro” (uno a testa naturalmente) le palline di Winnie the Pooh sono in agguato nel distributore automatico abilmente piazzato: un giocattolo costa troppo ma una pallina a sorpresa da un euro non si può negare. Mia moglie, solitamente più resistente alle richieste economiche dei pupi, continua a meditare e, stimolata dalla vista di un vigile, mi suggerisce di chiedere lumi sul parcheggio troppo facile. Colgo al volo il suggerimento e indirizzo al vigile un rapido: “Scusi, è parcheggiata bene, quella macchina la sotto la bandiera?”. Il bravuomo coglie al volo la situazione e scatta verso la sua collega che è già pronta, blocco e penna alla mano, nei pressi della mia Alfa. Con fare comprensivo nei confronti del turista imbranato ma onesto, dissuade la collega da una multa da 130 euro per transito e sosta in zona negata al traffico dei senza-permesso. Io con il sudore freddo alla fronte blatero un: “Si m’era parso di vedere un cartello che parlava di transito vietato il lunedì, mercoledì e venerdì; sa oggi è martedì… allora”. La vigilessa fa finta di non sentire ed il suo bravo collega glissa consegnandomi una cartina di Pisa insieme alle bonarie indicazioni per giungere alla Piazza dei Miracoli (tanto sa già che al turista medio è quello che interessa, il centro è riservato a quelli più scafati). Ringrazio moltissimo il mio salvatore mentre la sua collega mi guarda sempre più schifata, mi defilo con celerità e, raggiungo l’esterno della zona a traffico limitato, col cuore in gola: dove lo trovo un altro vigile così comprensivo? Mi giungono all’orecchio vaghi suoni del tipo: “Papà mi puoi aprire la pallina?”

Piazza dei Miracoli: un miracolo.
Guadagno il ponte sull’Arno sottolineato a penna dall’angelico vigile e giro a sinistra sul lungarno, un parcheggio a pagamento mi aspetta; stavolta la prudenza mi suggerisce di non avvicinarmi troppo all’obbiettivo, pochi metri ancora ed una coda a passo d’uomo mi avrebbe condotto verso un’improbabile parcheggio con vista Piazza. Percorriamo un tratto di strada a piedi e, subito dopo l’ingresso di un Pronto Soccorso, sbuchiamo nella spianata. Mi manca il fiato: la Piazza è veramente un Miracolo. La vastità non si lascia abbracciare dallo sguardo e mi vengono in mente tutte quelle immagini dalle linee snaturate dal grandangolo che ho sempre ammirato, neanche le macchine fotografiche riescono a contenere tutta questa meraviglia. Ammiro anche l’ordine discreto delle bancarelle che sono allineate su un solo lato della grande piazza a disposizione del brulicante popolo turista. Non riesco a piegare la truppa ad una visita completa, mi accontento di una visita esterna, approfondita e con servizio fotografico. La mia vecchia Pentax (un rudere al cospetto delle digitali odierne) mi conferma che la Piazza va sezionata. Ci sediamo sui gradini davanti all’incredibile Pendente dal 1185 e contempliamo questo meraviglioso merletto arabo di marmi chiari che ci circonda.

Pizzeria: vu cumprà, tavolo albanesi.
I bambini mi riportano al reale: “Papà andiamo a mangiare?”, m’accorgo d’aver fame anch’io e ci dirigiamo verso una pizzeria non lontana. Siamo fra i primi avventori e ne approfittiamo per un rapido ordine. Ci portano le bevande e rapidamente le pizze, mangiamo. Nel tavolo vicino si siede un terzetto dall’aria strana, capisco, osservandoli, che di tratta d’un italiano in compagnia di due albanesi. Ai tavoli si avvicendano i vu cumprà (anche qui!), declino le offerte di orologi ed altra mercanzia ed osservo il comportamento dei vicini di tavolo. Fingono d’essere interessati alle merci e sparano offerte d’acquisto ridicole. Vanno avanti finché il commerciante di turno non mangia la foglia invitandoli senza fronzoli ad andare a lavorare. Singolare molto singolare!

Ritorno: zanzare, baby disco.
Finito di mangiare, passeggiata digestiva verso l’automobile. Di più ai piccoli non posso chiedere, il turismo militante è di la da venire, per loro. Arriviamo al residence nel mezzo dell’assordante tornata dei balli di gruppo in piscina. Gli animatori, non c’è che dire animano. Appena mettiamo piede nel terrazzino dell’appartamento uno sciame di zanzare ci tende un agguato vendicativo. Non ci resta che una frugale cenetta e un liberatorio turno di baby disco che ci accompagni verso una notte fresca e ristoratrice.



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