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![]() REGISTRATO PRESSO IL TRIBUNALE DI AREZZO IL 9/6/2005 N 8 |
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Anno I n° 8 del 13/10/2005 - LENTE DI INGRADIMENTO La storia dell'abitare |
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Se passo davanti alla casa dove abito, posso dire "abito là" ma non posso dire di abitare tutti i luoghi allo stesso modo, e non tutti i luoghi evocano la stessa memoria. Abitare e ricordare non sono attività disgiunte e non sempre abitiamo un luogo consapevoli del carico (talora del sovraccarico) emotivo che esso comporta. E’ chiaro che, volendo, tutto può diventare "luogo della memoria", non soltanto i luoghi che si possano toccare o visitare materialmente. Tutto è fruibile in questo immaginario museo del ricordo: i luoghi della grande Storia, come quelli della piccola nostra storia. I ricordi e la memoria ci abitano.
Di seguito sono illustrate le varie fasi di costruzione di un trullo tipico. Ecco la prima fase della costruzione di un trullo. Si possono notare le nicchie ricavate dallo spessore del muro e da usare come ripostigli. Gli archi a tutto sesto, costruiti con l’utilizzo di centine di legno, che verranno poi rimosse, saranno utili per lo scarico e il riequilibrio dei pesi delle masse pietrose. Il trullo viene costruito su una base di roccia facilmente messa a nudo dato la scarsità di terra superficiale, ha solitamente pianta quadrata. Il vano principale é il nucleo iniziale del trullo su cui si affacciano a mezzo di ampi archi gli altri vani, in genere alcove e cucine. Le chiancarelle sono pietre piatte che vengono usate per rivestire il pavimento e costruire il cono del trullo.
La seconda fase della costruzione del trullo comprende l' edificazione dei muri e la costruzione del tetto a cono rovesciato. I muri sono edificati senza malta, a secco, con pietre calcaree trovate nei campi ed adattate all'incastro. L'interno e l'esterno sono imbiancati con latte di calce. Alla base della cupola viene istallato un tavolato di legno che serve da magazzino e a cui si accede con scale di legno. Il passaggio dal perimetro quadrato al cerchio alla base della cupola si ottiene formando un ottagono con l'aiuto di 4 «trombe» di sostegno. Questa è l'ultima fase, quella della rifinitura della costruzione. Il frontone costituisce uno dei tanti elementi decorativi del trullo, oltre al pinnacolo, che si trova sopra la porta di ingresso. La cupola viene costruita con cerchi di pietre sempre più piccoli fino ad arrivare alla chiave di volta. Infine viene rivestita dalle chiancarelle e sulla punta del cono viene posto un pinnacolo che identifica il trullaro o il proprietario, frequentemente il frontone viene adornato da decorazioni magiche, spirituali e scaramantiche.
La zona piu' importante dei Trulli è la Valle d'Itria. Qui la città di Alberobello (BA), avendo un intera area cittadina edificata con queste costruzioni, rappresenta a tutti gli effetti la "Capitale dei Trulli". Altre zone di particolare importanza sono rappresentate dalle campagne circostanti di Locorotondo (BA), Martina Franca (TA), Cisternino (BR), Ostuni (BR) e Ceglie Messapica (BR) . Costruzioni simili sono presenti anche nella zona settentrionale del promontorio della Murgia, nelle zone di Monopoli (BA) e di Polignano a Mare (BA): piu' vicine al mare ed utilizzate per altri scopi, hanno evidenti particolari architettonici diversi. Accanto al trullo si può trovare infatti una lamia, tipica costruzione in pietra con il tetto a "testuggini". Nonostante nelle zone di sviluppo dei Trulli si rinvengano reperti archeologici di epoca preistorica, o fondazioni di capanne in pietra risalenti all'età del bronzo, non esistono Trulli particolarmente antichi: questo è giustificato dal fatto secondo cui piuttosto che provvedere alla riparazione dello stesso in caso di dissesto, si preferiva abbatterlo e ricostruirlo per motivi economici, come è stato già detto. I Trulli sono stati dichiarati dall'UNESCO patrimonio dell'intero pianeta.
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