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 Anno I n° 8 del 13/10/2005    -   LENTE DI INGRADIMENTO


Una città mai nata
‘Zingonia’ : esempio di nuovo insediamento urbano con carenze di programmazione sovracomunale
Il caso è significativo per individuare i guasti che la politica urbanistica, pura e semplice individuazione di aree e senza coordinamento ed integrazione dei servizi, può creare sul territorio
Di Giovanni Gelmini




Alla fine degli anni '50 l'architetto Zingone, con la sua società 'Zingone Iniziative Fondiarie S.P.A.', presentava un progetto di una nuova città 'Zingonia'. Nel 1965 i lavori erano già iniziati con la costruzione di stabilimenti e palazzi. Il progetto prevedeva l'utilizzo di 7.620.000 mq di cui 2.312.000 per attività industriali, 2.722.000 per abitativo semiestensivo e a villette e 780.000 per terziario. Inoltre era prevista la predisposizione di molteplici servizi pubblici: scuole primarie e secondarie, mercati coperti, centri per lo spettacolo e centri sportivi. Per i trasporti il progetto ipotizzava che per Zingonia fosse servita due linee metropolitane che la avrebbero collegata così con Bergamo e con Milano, passando per Monza e per Gorgonzola. Era previsto anche un porto canale servito dal canale Ticino Mincio.

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L'Architetto Zingone così scriveva nella presentazione dell'iniziativa: ..."Zingonia è prevista per una popolazione di circa 50.000 abitanti. Solamente così si può essere certi di raggiungere un livello di funzionalità urbanistica qualitativamente elevato, che offra alla società tutti i servizi e i conforti di prim'ordine, mantenendo tuttavia in evidenza i valori tradizionali, ambientali, umani ed estetici."...

L'ambizioso progetto prevedeva quindi di costruire la seconda città della provincia di Bergamo. Per fare questo erano state studiate attività integrate; quindi, per realizzare il progetto, era necessario che gli enti locali sviluppassero di conseguenza una serie di interventi coordinati. Questo non è avvenuto. I comuni interessati al progetto, Boltiere, Ciserano, Verdello e Verdellino, avrebbero probabilmente dovuto costituire un consorzio e sarebbe stato necessario anche l'intervento della Provincia e della Regione per la definizione dei servizi di loro competenza.

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Se oggi verifichiamo quanto è stato realizzato rispetto al progetto iniziale, ci rendiamo conto delle grandi differenze e degli squilibri presenti. Innanzitutto non si sono realizzati i collegamenti tra Zingonia e il resto del territorio (la metropolitana non è mai stata realizzata né è nei programmi futuri, i servizi pubblici sono praticamente inesistenti), i servizi alla persona (istruzione e tempo libero) non hanno trovato lo sviluppo indicato dal piano, la popolazione che nel 1965 era di 12.732 abitanti nel 1969, aveva raggiunto 14.350 abitanti ed ad oggi sono poco più di 21.000 abitanti (meno della metà di quanto previsto). (vedi tabella e grafico1) Non c'è stato quindi l'incremento necessario per garantire quell’equilibrio che l'architetto Zingone aveva previsto. In compenso le aree industriali sono state quasi completamente edificate fin dai primi anni, mentre è praticamente assente, rispetto alle previsioni, il terziario e l'abitativo semintensivo.



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L'evidente squilibrio ha causato, specialmente nei primi decenni, gravi difficoltà per le imprese che sceglievano di insediarsi in quell'area, in quanto questa si è degradata, attirando attività non floride. Per questo alle aziende di Zingonia risultava difficile ottenere credito dalle banche.

Non è facile stabilire cause ed effetti ed è probabile che la mancanza di coordinamento dei vari fattori, che influenzano il benessere sociale e la crescita economica, abbia iniziato una spirale di degrado obbligando ad abbandonare il progetto iniziale. Risulta comunque evidente in questo caso che la mancanza di coordinamento tra i servizi e le destinazioni urbanistiche non ha permesso di realizzare la valorizzazione e la crescita di un territorio.

Solo recentemente, dopo uno stimolo esterno, la possibilità di localizzazione dell’interporto di Bergamo nel 1995, i comuni si sono resi conto della necessità non solo di dialogare, ma di operare in modo integrato su una molteplicità di problemi. Così è iniziata una collaborazione sovra comunale e si sono costituite una serie di relazioni definite all’interno di una agenda 21. in più recentemente è stato approvato il Piano Provinciale di Coordinamento Territoriale , uno strumento in più per gestire queste problematiche.



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