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 Anno I n° 13 del 22/12/2005    -   PRIMA PAGINA


Lo sbuffo
Le ferrovie: un disservizio unico!
Scorpioni ed incidenti! Invece di migliorare, tutto sembra diventare peggio di prima
Di Giovanni Gelmini


Il disastro di Roccasecca ripropone le cause, già viste, di quello di Crevalcore: la mancanza di sistemi di sicurezza!
Oggi, rispetto a ieri, il traffico è aumentato, molte linee sono oltre la loro “capacità nominale”, e il personale è ridotto rispetto a ieri, forse anche meno motivato. I guasti continui del materiale rotabile indicano una manutenzione insufficiente. Eppure oggi ci sono sistemi di controllo in grado di guidare i treni senza il conduttore. Allora perché dobbiamo assistere a cose così gravi?

I problemi sono gli stessi dello sporco sulle carrozze (ben segnalato dalla presenza di zecche, animali vari e peggio ancora, dalla fuoriuscita di “fanghi neri” puzzolenti dalle latrine): mancanza di investimenti!
Ma non solo questo porta al disastro del sistema ferroviario, a questo si deve aggiungere una gestione accentrata, un sistema degli appalti che probabilmente non ha controlli di qualità sufficienti, una burocrazia dalle molte teste, per cui difficilmente si riesce a trovare le soluzioni in modo rapido ed efficiente.

Nelle varie discussioni, a cui ho partecipato per affrontare la possibilità di sopravvivere del progettato Interporto di Bergamo, avevo individuato, anche in funzione della disponibilità di tracce sulle linee ferroviarie, una possibile attività di “carichi frigoriferi” di orto-frutta proveniente dal Centro-Sud Italia; la risposta degli operatori è stata netta:”impossibile, l’ortomercato inizia alle 6 del mattino e le ferrovie aprono lo scalo alle 8; il trasporto su gomma è per noi insostituibile”.

Una risposta così perentoria e così determinata indica la grave sfiducia verso la gestione del trasporto merci da parte di chi invece sarebbe molto contento se funzionasse e contemporaneamente indica il disinteresse dei vertici delle ferrovie al fornire il servizio chiesto dalle utenze.

Difficile uscire da questo labirinto, la mancanza di investimenti ha reso il servizio scadente e caro, i costi sono alti sempre perché non sono stati fatti in tempo gli investimenti per aumentare la produttività. La gestione delle ferrovie è autorereferente, con persone che si muovono all’interno di essa, cioè molto burocratizzata e a basso coefficiente di “fantasia creativa”, cioè quel pizzico che è necessario per non procedere ingessati in metodi superati da decenni.

Siamo il paese sviluppato con il peggior sistema ferroviario. Invece avremmo bisogno di un sistema ben più efficiente degli altri, visto il sistema orografico che ci caratterizza. I Governi non hanno mai preso in considerazione in modo adeguato questo problema, prima forse per la pressione di chi costruiva automobili, poi per l’incapacità di comprendere le necessità e le dinamiche sottostanti.

Oggi si parla di grandi investimenti per le ferrovie, e nello stesso tempo non si ha il coraggio di inaugurare la nuova linea Napoli–Roma a causa del grave incidente di Roccasecca. Si caricano le Ferrovie della costruzione dell’inutile Ponte di Messina, invece di lasciare che, con quei pochi soldi a disposizione, migliorino l’efficienza globale della rete; e infine si propone la Tav in Val di Susa. Ritengo che questa sia necessaria, però senza che Trenitalia abbia la capacità di fornire un servizio adeguato per l’utilizzo, quell’investimento corrisponderà solo a soldi sprecati e ad un danno ambientale non giustificato.



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