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 Anno II n° 1 del 19/01/2006    -   LENTE DI INGRADIMENTO



Le origini di Santiago de Compostela

Di Ricardo de Oliveira (São Paulo – Brasile) Traduzione di Roberto Filippini


Duemila anni fa Giacomo (Tiago in spagnolo moderno, mentre nel passato era San’Jago, cioè Jacopus) e Giovanni vivevano nella regione della Palestina.
Erano associati con un altro paio di fratelli, Pietro e Andrea, nell’attività familiare della pesca, ai margini del lago di Genazaret.
Gesù li considerava discepoli essenziali.
Giacomo e Giovanni erano chiamati “figli del tuono”, quasi certamente per il loro ardimento e la loro decisione, capaci di mettere in gioco tutto senza tener conto delle conseguenze.

Con l’evento della risurrezione di Cristo, Giacomo andò a pregare nell’estremo ovest della penisola iberica, nella provincia della Galizia.
La lontana “Fine della Terra” romana, e precedentemente celta, era il destino di migliaia di persone che sentivano quel religioso orrore indotto dalla visione del sole che si spegneva nelle acque dello sconosciuto oceano.

Nell’anno 44 di Nostro Signor Gesù Cristo, Giacomo tornò a Gerusalemme dove divenne il primo apostolo a versare sangue per Cristo.
I suoi discepoli Teodoro e Anastasio decisero di traslare il suo corpo nel luogo dove il Santo aveva predicato.
S’imbarcarono in un leggendario viaggio attraverso il Mediterraneo, arrivando alla costa occidentale della Galizia, nelle vicinanze dell’antica città romana di Iria Flavia, dove a dodici miglia dalla spiaggia lo sotterrarono in un bosco, dando al bosco il nome di Libradón.

La definitiva dimora dell’apostolo errante fu poi dimenticata fino a quando, nell’anno 813, un eremita chiamato Pelagio, vide in una notte delle strane luci che sembravano cadere in un ben preciso punto del bosco.
Avvertito di tali luci mistiche il vescovo Teodomiro ordinò una verifica in quel luogo dalla quale scoprirono un’arca di marmo con le ossa dell’apostolo.
Il locale su chiamato Corpus Stellae e più tardi Compostela.
San Giacomo, in spagnolo San Tiago, da cui l’attuale Santiago de Compostela.

Il re Alfonso II ordinò la costruzione di una semplice chiesa sopra il sepolcro. Nel 899 Alfonso III erse una basilica sul rustico tempio edificato da suo padre.
Nel 1075 furono iniziate le opere dell’attuale cattedrale di Santiago.

I pellegrinaggi cristiani a Compostela divennero popolari a partire dall’anno 1000, e fecero sì che i villaggi da cui passavano i pellegrini si poterono sviluppare. La cosiddetta rotta Giacobea, si dotò di strutture urbanistiche come strade, ponti e stazioni di rifugio e ristoro. Si svilupparono pure le città che accolsero nuove classi urbane di artigiani e commercianti e sorsero alcuni dei molti ordini religiosi ospedalieri e guerrieri che il medioevo ci ricorda.
Delle grandi rotte sul territorio francese, una si riunisce a Saint Jean e entra in Navarra attraverso il famoso passo di Roncisvalle. Un’altra riunisce i cammini della Provenza e entra a Hesca attraverso Somport ed è il cosiddetto Cammino Aragonese. A partire dal Puente la Reina il cammino diventa unico e conosciuto come il Cammino Reale Francese.



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