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 Anno II n° 2 del 02/02/2006    -   TERZA PAGINA


Visto per voi al cinema
Le cronache di Narnia
La battaglia tra il Bene e il Male? Non esiste
Di Daniela Losini


Tratto dalla saga fantasy scritta da C.S. Lewis, partiamo direttamente dal secondo libro di sette (il primo è “Il nipote del mago”) che descrivono le avventure dei fratelli Pevensie. Approdiamo al ghiacciato e algido mondo di Narnia, seguendo la curiosità della piccola Lucy. La piccola attrice che la interpreta, la coppia di castori parlanti e l’inappuntabile Tilda Swinton (interpreta l’ex Regina Jadis trasformata nella tirannica Strega Bianca) sono le uniche vere luci presenti. La ragazzina è l’ultima di quattro fratelli: Edmund, Susan e Peter. Insieme, attraverso il passaggio costituito da un guardaroba nella casa dell’enigmatico professor Kirke, giungono alla scoperta di Narnia, terra popolata da fauni, creature magiche e animali parlanti.
I fratelli, identificati come i probabili protagonisti di una salvifica profezia, con l’aiuto di Aslan il leone, potrebbero riportare il calore e la serenità dopo cento anni di gelido dominio. Genere schematico per eccellenza il fantasy (da una parte i buoni e dall’altra i cattivi) è visivamente raffigurato in modo accattivante e congeniale, ma il racconto cinematografico è didascalico al limite del sopportabile e della più scontata superficialità. Addio alle sfumature. Mai un’incertezza né un dubbio. Quelli suggeriti dalla trama, come il tradimento del fratello più capriccioso che meriterebbe altro che la remissione dei suoi errori, o il gesto estremo del Leone, sono prevedibili e tarpano ogni lecito o illecito desiderio di evasione e attenzione.
Concetti come il sacrificio, la redenzione, il tradimento e il perdono hanno il suono sinistro della forzatura e dell’interpretazione elementare. Discostandosi da qualunque rapace interpretazione religiosa o pseudo religiosa, affiora un allestimento poco ispirato nonostante il potenziale insito nelle fiabe quando la raccontano giusta e non consolano. Cosa dire poi di un’improbabile sorta di Babbo Natale che indossa i panni di Mister Q (il factotum di James Bond colui che crea tutte le armi e gli ammennicoli speciali) che consegna ai ragazzini armi, scudi e pozioni? Premio ad una delle battaglie peggio gestite per manifesta incompetenza. E l’eterno scontro tra il Bene e il Male? Fiacco e stanco.



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