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 Anno II n° 4 del 02/03/2006    -   TERZA PAGINA


Visto per voi
TransAmerica
Transvolate decisive
Di Daniela Losini


Stralunato e originale viaggio on the road di un padre (divenuto transessuale e in procinto di completare l’agognata trasformazione in donna con l’intervento chirugico) che scopre di avere un figlio nato da una relazione senza importanza. Il ragazzo è in carcere, luogo d’approdo dopo la fuga da una madre suicida e un padre adottivo più che manesco. Bree (si guadagna tutta la nostra incondizionata ammirazione Felicity Huffman: corpo, voce (parlo della voce originale non doppiata) e dedizione commovente al personaggio) deve obbligatoriamente sciogliere i nodi del passato o non sarà possibile ottenere dalla terapista l’autorizzazione necessaria all’operazione. Un equivoco rende l’incontro più morbido del previsto ma verrà il tempo di scoprire segreti sotto alle gonne lilla e spargere i germogli di un legame.

Il racconto, con punte ironiche, surreali e qualche tocco di commozione, riesce a scollarsi dal puro voyeurismo e dalla strumentalizzazione, instillando genuina curiosità per l’estenuante percorso di transizione - in gergo Bree è definita una “invisibile” - ed empatia non scontata quando si scoprono i cadaveri eccellenti del passato: una madre agghindata in blu cobalto, bizzarra amalgama di manie religiose, controllo e teatralità concupiscente (Fionnula Flanagan, indimenticabile), un padre frastornato e fissato col sesso (ricordate il Paulie di “Rocky Balboa”? Beh rieccolo), una sorella sagace e stranita. Tutti in coro a sentenziare alla nuova sorella ex fratello/figlia/figlio “Ti amiamo ma non ti rispettiamo”.

L’identità sessuale in evidente disaccordo con un corpo sbagliato, la lenta e dolorosa costruzione/scoperta della propria essenza, sono ulteriore tramite per puntare una luce sulla necessità di scovare uno scopo per se stessi. Cosa urla la melma – inascoltata - dei nostri fondali? Vivida, intelligente, insolita trans-versata che cattura con delicatezza naif.



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