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![]() REGISTRATO PRESSO IL TRIBUNALE DI AREZZO IL 9/6/2005 N 8 |
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Anno II n° 12 del 22/06/2006 - IL MONDO - cronaca dei nostri tempi |
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*** Mi puoi spiegare in poche parole il “lavoro sul campo” che l’AMREF svolge?AMREF dalla fine degli anni ’80 si è impegnata in importanti progetti in Kenya, Tanzania e Nord Uganda. In quest’ultimo l’emergenza dei campi profughi, nati in seguito alla guerra, ha fatto si che le condizioni igieniche e umane siano a tutt’oggi a un livello a malapena sostenibile. Si è impegnata nella costruzione di reti idriche nei campi già esistenti, , e nella collaborazione per la costruzione di nuovi campi profughi. L’obiettivo è ridurre al minimo il problema delle pessime condizioni di vita a cui parte degli abitanti di questo Paese sono costretti. Ma, in generale, AMREF cos’è? Oltre alla costruzione di pozzi per il sostentamento idrico, di cosa si occupa? AMREF è un’associazione atipica, in quanto è stata costituita, nel ’57, a Nairobi. Parliamo quindi di un’iniziativa rara, perché nata direttamente in Africa e non in Europa. AMREF International è quindi un’associazione africana che nell’arco di poco tempo è riuscita a divenire fulcro di una rete molto più vasta, con molteplici sedi nel continente. Solo successivamente sono nate le sezioni AMREF europee. Oltre ai progetti idrici, per i quali vengono dedicate serate come questa, l’associazione porta avanti altre iniziative quali ad esempio Flying Doctors, ovvero i “dottori volanti”, che intervengono nelle situazioni di emergenza e con programmi di visita e di vaccinazione.
Vi è inoltre un grosso progetto che si occupa delle giovani generazioni di Nairobi che crescono in bidonville, e ha come meta l’aiuto per migliorare le prospettive sociali e di vita. Nel Sudan, dove vi è stata una guerra per vent’anni, AMREF si occupa della formazione di personale locale con il progetto di Scuola Assistenti Medici che forma figure professionali sanitarie intermedie che si possono collocare tra l’infermiere e il medico. Per ultimo, in Turcana, che è una zona settentrionale del Kenya (confinante con il Sudan e l’Etiopia), sosteniamo il popolo nomade, la cui unica attività principale è l’allevamento di bestiame, ostacolato dalla carenza di acqua. Che ruolo ha AMREF in Europa? E cosa vuole comunicare? L’associazione cerca di mostrare la vera immagine dell’Africa, a volte stereotipata dagli europei. L’Africa è un continente vasto, con vaste potenzialità: l’aiuto che possiamo dare non è semplice “carità”, ma un sostentamento per la formazione in loco di personale e alla realizzazione di strutture locali che permettano tale lavoro. *** Permettetemi di concludere questo articolo con una licenza poetica, molto poco “giornalistica”.Un pozzo è fatto di singoli mattoni e ogni iniziativa piccola o grande che sia, contribuisce alla sua realizzazione. Non è possibile in poche righe scrivere tutte le problematiche legate alla mancanza d’acqua, ma vorrei poter sottolineare che il pericolo maggiore è l’uomo stesso. Come nell’antica civiltà dei Maya, i conquistadores depredavano l’oro alla popolazione indigena, così ora l’uomo depreda il pianeta dall’oro blu. Per saperne di più: www.amref.it
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