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 Anno III n° 1 GENNAIO 2007    -   TERZA PAGINA



LA STREGA

Di Diamanta


Vivevo in un tipico villaggio delle terre del nord, una terra dura e nel contempo generosa se sapevi amarla.
Fin da piccola ero diversa, troppo silenziosa, in disparte.
Anche fisicamente in qualche modo non assomigliavo a loro, capelli troppo neri e mossi che spiccavano tra le teste biondo sole.
Mi azzuffavo con gli altri bambini perchè non riuscivo a reggere, se pure innocente, la loro crudeltà con gli animali, solo Lui mi difendeva, mi aiutava a rialzarmi e a pulirmi.
Gli altri mi deridevano e lui mi sorrideva.
Stavamo sempre insieme, sempre...
almeno finchè non sono cresciuta. Anno dopo anno il tempo scivolava su di noi, da piccola bambina diventai una ragazza, troppo diversa e troppo bella.
In un tempo imprecisato tra il XII o il XIII secolo.

°°° °°° °°°

Cacciata, cacciata via.
Solo perché non sono come voi, solo perché vedo dove voi non vedete, solo perché avete paura di quello che vedo.
Vedo il candore, il sole, il bello di ognuno di voi e vedo le brutture, le meschinità, le cattiverie e i pensieri osceni.
Cacciata via perché vedo l'inferno che brulica dentro voi, perché senza che voi apriate bocca, solo con uno sguardo e a volte neppure con quello sento il demone maligno e cosa vi porterà a fare.
Cacciata via per impedirmi di vedervi.
Cacciata via per la vergogna, la vostra per voi stessi.Lacrime e rabbia che si confondono, dolore che le impasta.

Solo Lui, mi apre il cuore, solo Lui non ha paura di me.

E mi segui nel profondo bosco, e accarezzi i miei capelli spettinati e scompigliati, asciughi le mie lacrime e mi dici che niente e nessuno ti terrà lontano da me... niente e nessuno.

Ti supplico non lo fare, cacceranno via anche te, ti supplico per l'amore che ti porto lasciami al mio destino, ti supplico.

No, niente e nessuno ti terrà lontano da me.

E io mi abbandono, non mi importa degli altri, non mi importa di nulla, sono forte abbastanza da sola e tu alimenti la mia forza.

Una sola condizione, una sola, perché non voglio che tu soffra, non voglio che abbia la mia sorte.
Ti aspetterò dopo il calar del sole, ti aspetterò la notte, ti aspetterò quando gli altri non sanno e non vedono che giungi a me, ti aspetterò sempre, ti aspetterò per sempre...

Mi guardi e mi stringi, non vuoi, ma accetti questa unica imposizione che ti faccio, questo unico obbligo.
A me basta sapere che niente e nessuno ti terrà lontano da me. Voglio solo il tuo amore, voglio solo amarti.

°°° °°° °°°

Vivo nel bosco, le piante non hanno segreti per me, le mie giornate scorrono serene, raccolgo erbe, le lavoro, mi nutro con ciò che il bosco mi dona e con quello che guadagno con la gente del villaggio. Odoro di buono, di fresco, di pulito, l'acqua del ruscello è si gelida, ma mi accarezza la pelle.
Quando vivevo al villaggio era diverso, maleodoranti olezzi di sporco, di marciume, ammorbavano l'aria, toglievano il respiro. La gente del villaggio viene da me, vuole la mia magia, l'erba che toglie il dolore, quella che fa riposare, quella che calma il prurito o il mal di denti.
La gente del villaggio viene da me, di nascosto senza farsi vedere dagli altri.
La maggior parte sono donne, vengono per loro, per i loro figli e i loro uomini.
In fondo non mi sono nemiche e a volte ridono con me, scherzano, sorridono prima di andarsene.
Mi fissano come per dirmi non è colpa mia, io non avrei voluto ma...
che posso fare, non posso nulla, sarei finita come te.
Ma non sanno che io sono felice.
Vivo la mia vita da libera e la notte sono le sue mani ad accarezzarmi, arriva sempre dopo il calar del sole, quando gli altri si rinchiudono nelle case, apre la porta e posa le sue mani sul mio volto. Altre donne, poche per la verità, mi guardano con disprezzo, ma hanno bisogno di me e in cambio di cibo, di un vaso o di una stoffa prendono ciò che gli porgo, guardandomi con odio come se sapessero i pensieri dei loro uomini quando giungono qua.

Gli uomini del villaggio che giungono fin qui, mi guardano e mentre chiedono l'unguento che li aiuti, l'intruglio che gli serve, mentre con malcelata superiorità mi chiamano strega, vedo i loro occhi che scorrono su ogni parte di me.
A volte non li sopporto e mentre preparo veloce ciò che vogliono in cambio di qualche manufatto, volto loro le spalle per non vederli.
Ma anche così li sento, li percepisco, osceni pensieri, lascivi mi scorrono sul corpo e con distusto trattengo il vomito.

Osceni umani, mi chiamano brutta strega e nel frattempo, mentre volto loro le spalle, scorrono le loro voglie sul mio corpo, si lo so mi prenderesti a forza su questo tavolo ruvido, mi strapperesti le vesti di dosso, mi lasceresti struprata nell'anima e nel corpo sulla ruvida terra.

Ma la paura della strega li ferma, perchè di spalle li sento, e sussurro piano "non ci provare, o tua moglie vedrà tornare a casa non più un uomo, ma un maiale".

Spaventati si fermano, mentre il loro pensiero mi giunge "E proprio una strega abbiamo fatto bene a cacciarla, è un demone che legge nel pensiero delle persone, è colpa sua è lei che mi induce in tentazione, lei è un demone tentatore, la strega mi ha fatto un maleficio e potrebbe trasformarmi in quel che dice".
Piccoli stupidi uomini, prigionieri della loro ignoranza, carcerieri di se stessi.

Per fortuna ci sei tu amore mio, tu che leggi nel mio cuore, come io leggo le persone.

A volte ho paura amore mio, paura di perderti, paura che ti facciano del male.
Ma quando seria ti confesso i miei timori, ti prendi gioco di me, mi abbracci e ridi, e mi ripeti "Niente e nessuno ti terrà lontano da me".

Mai una volta che tu mi faccia sentire diversa, mai una volta che tu mi faccia sentire sola.
Ti osservo quando disteso accanto a me, riposi e il tuo respiro tranquillo mi dice che stai dormendo.
Allora alzo il capo, mi siedo sul letto e ti osservo.
Il fuoco fa brillare ancor di più i tuoi capelli lisci e biondi, cosi diversi dai miei lunghi e neri, che ribelli non vogliono rimanere a posto.
Ti osservo e il sapere che ci sarai sempre al mio fianco fa di me la donna più forte di questa terra.

Il sole ti porta via, forse per questo amo così la notte, forse per questo anche tu ami la ami allo stesso modo.
E' un guscio che ci accoglie e ci separa dal villaggio.
Il sole che comunque amo, ti riporta nel villaggio dove nessuno sa, dove nessuno pensa che tu il più cercato, il più desiderato dalle donne, tu ami la strega.
Dove gli uomini ti parlano e vedono in te uno come loro, mentre non sanno che sei oltre loro.

Non vedono, non vedono, non vedono e non capiscono e hanno paura di quello che non capiscono.

Quanto tempo è che vivo questa vita così, quanto tempo è che vivo nel mio bosco, strega di giorno, amata donna la notte.

E poi accade, come ogni cosa nulla rimane immutato.

Non so chi sia stato, una donna gelosa delle tue non attenzioni, o un uomo a cui ho sussurrato con voce roca "non ci provare".
Non lo so chi ti ha seguito, chi ci ha spiato, ma a questo punto non ha importanza.


Sei al centro del villaggio, in piedi, circondato dagli uomini e dalle donne, altri sono venuti a prendermi e strattonandomi mi hanno portato dinanzi a te e all'uomo che ti è a fianco.

Urlano, gridano e quando arrivo, l'uomo accanto a te li zittisce, ti guarda e anche io ti guardo, hai gli occhi abbassati.

Amore mio, non avrei voluto che ciò accadesse, amore mio non volevo che tu subissi la mia sorte, amore mio sarai cacciato anche tu.

L'uomo accanto a te, a voce alta, mentre ti guarda ti chiede "Conosci questa donna, conosci la strega? E dunque vero che la strega è la tua donna? E dunque vero che tu ti congiungi con un demone? Dunque anche tu come lei sei un un essere immondo? Rspondi dunque, conosci questa demone, riconosci in questa lasciva strega la tua donna?"

Alzi lentamente gli occhi mi guardi...
ed io mi spezzo in due.

Non sento più nulla, non vedo più nulla, solo i tuoi occhi, la tua espressione, tutto il resto crolla, la gente urla, sbraita ma non odo altro che la tua voce:
"Conosco questa donna, come la conoscete voi, conosco la strega solo perchè come voi so che abita nel bosco.
Come potete pensare che io possa amare un demone, come potete pensare che io mi congiunga con lei, con un essere immondo e infernale?".


Niente e nessuno ti terrà lontano da me...

Ed io mi sgretolo dentro.

Niente e nessuno ti terrà lontano da me...



Il mondo mi scivola addosso.

Niente e nessuno ti terrà lontano da me...

Non ha più senso nulla.

Niente e nessuno ti terrà lontano da me...

Un'intero villaggio non mi ha piegato.

Niente e nessuno ti terrà lontano da me...

Un tuo sguardo mi ha spezzato.

Niente e nessuno ti terrà lontano da me...

Alzo lo sguardo sulla gente che ti sta intorno, sull'uomo che ti è accanto, vi guardo tutti negli occhi, e nessuno di voi fa lo stesso con me.

Ti fisso intensamente e solo allora mi guardi.
Occhi da cane bastonato, il mio cuore che scoppia di dolore, ma stai li immobile. Non servono parole, non sono mai servite tra noi.


E capisci.
Mi hai portato alle stelle solo per farmi cadere da un'altezza che non permette la salvezza, codardo, ridevi delle mie paure, alimentavi il mio amore per abbandonarmi nel vuoto della tua mancanza.

Ed io ti amo ancora...
ma non ti voglio più vedere, non ti voglio più vedere, non ti voglio più vedere... abbassi gli occhi.

Cè silenzio intorno a me, non un brusio, non un rumore se non il vento che solleva la polvere dalla terra, un'ultimo sguardo fiero e pieno di rabbia, duro.
Mi giro, mi allontano lentamente, ritorno nel bosco, nel mio bosco.

°°° °°° °°°

Ho vissuto fino alla fine dei miei giorni nel bosco, sola, con le mie erbe e i miei animali.
La gente del villaggio ha continuato a cercarmi per i miei filtri magici e il loro mal di denti.

Non ho più sorriso a nessuna donna.
Non ho mai smesso di sentire dolore.
Non ho più voluto vederti.
Non ho mai smesso di amarti.



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