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 Anno III n° 2 FEBBRAIO 2007    -   IL MONDO - cronaca dei nostri tempi


Riflessioni
Da “Manuale d’amore 2”
Un film che facendoci riflettere porta ad alcune considerazioni su problemi oggi molto dibattuti, come i pacs
Di Giacomo Nigro


Le lezioni d’amore di Monica Bellucci e Riccardo Scamarcio dirette con leggerezza ferma da Giovanni Veronesi percorrono a volo d’uccello le tematiche principali dell’attuale società.
L’handicap, i PACS, la fecondazione assistita e l’amor quasi senile vengono trattati con rara sensibilità e profondità in un film che di leggero ha solo lo spirito comico di grandi attori come Antonio Albanese e Carlo Verdone.

La sensualità travolgente di Bellucci e Scamarcio, l’ironia pugliese di Sergio Rubini che alleggerisce un personaggio altamente drammatico così ben rappresentato nell’unica scena forte del film, quella del pestaggio del problematico gay che egli interpreta magistralmente ecco la forza di Manuale d’Amore 2 che esprime in definitiva l’eterna lotta fra eros e thanatos.
L’handicap superato dall’esplosione della vita della scena di sesso e amore sulla carrozzella, e l’estrema forza di volontà di Fabio Volo, donatore di spermatozoi debolucci di marito sterile, sono un completamento dell’impianto filmico.

L’aura della Spagna zapatera si spande su tutto il film: la fecondazione assistita a Barcellona, il matrimonio omosessuale in terra spagnola, la ragazza italo spagnola (Elsa Pataky) che fa perdere la testa al maturo e posato uomo italiano (Verdone) fino a condurlo ad un passo dalla separazione e dalla morte per infarto. Il filo senza soluzione di continuità che lega l’intero film lascia lo spettatore conscio di aver assistito divertendosi alla tragedia umana dell’eros incanalato dalla morale e dall’etica sociale.

Ecco che l'episodio "Il matrimonio" con Albanese e Rubini nelle vesti di due omosessuali, intenso e vero, sia nelle interpretazioni che nei dialoghi, è il manifesto di questo film che dimostra come sia sempre possibile far rivivere la nostra commedia con risate intelligenti e collegamenti diretti alla realtà contemporanea.

In effetti i nostri politici sono alle prese con questi temi oggi, più che mai; c’è un’intensa discussione nella coalizione governativa che sappiamo essere estremamente variegata e divisa in relazione a temi sociali ed etici come quelli della fecondazione assistita e dei PACS.

Chiariamo intanto cosa di intende per PACS o unioni civili, si tratta di tutte quelle forme di convivenza fra due persone, legate da vincoli affettivi ed economici ma che non accedono volontariamente all'istituto giuridico del matrimonio o che sono impossibilitate a contrarlo. Alcuni ordinamenti giuridici hanno dato rilevanza a questo fenomeno altri ne hanno riconosciuto uno status giuridico. La classe delle unioni civili è molto variegata nel mondo e comprende un'estrema varietà di regole e modelli di disciplina: in particolare, le unioni civili possono riguardare sia coppie di diverso sesso sia coppie dello stesso sesso.

In Spagna, col Governo Zapatero, si è avuta un’apertura legislativa senza precedenti per un paese cattolico e come abbiamo visto il film ne tiene ampiamente conto. Il Parlamento iberico ha approvato una legge che legalizza l'unione civile tra omosessuali, equiparandola a quella tradizionale. Il provvedimento, fortemente voluto dal premier socialista e votato il 30 giugno 2005, ha rivoluzionato l'istituto delle nozze, stabilendo che le unioni gay hanno lo stesso status di quelle eterosessuali, con tutti i diritti che ne conseguono: eredità, pensione e adozione di bambini.

La legge francese invece riconosce a due persone etero o omosessuali (non è specificato), molti diritti connessi al matrimonio, come il diritto-dovere alla reciproca solidarietà materiale. Il Pacs prevede la possibilità di lasciare eredità al partner, il vincolo a interpellare il partner da parte dei medici in caso di malattia dell'altro, la pensione di reversibilità, la possibilità di subentro nell'affitto dell'abitazione.

I testi sui quali si sta lavorando, in Italia, prevedono che il Pacs debba avere forma scritta e sia redatto davanti ad un ufficiale dello stato civile il quale provvederà a trascriverlo nei registri dello stato civile. Il patto verrebbe automaticamente sciolto in caso di morte o matrimonio di uno dei contraenti. In generale, si mira ad estendere ai conviventi di fatto alcuni istituti previsti per il rapporto fondato sul matrimonio, come la successione nel contratto di locazione e la possibilità di prendere decisioni in caso di malattia del partner.

Ma siamo in Italia e bisogna fare i conti con la Chiesa, il cardinal Camillo Ruini ha, in queste ore e per l'ennesima volta, pronunciato il suo no alla legge sulle unione civili riaccendendo lo scontro tra laici e cattolici, proprio mentre in Parlamento si comincia a discutere le otto mozioni presentate sulle coppie di fatto. Nella prolusione al Consiglio permanente della Cei, il presidente dei vescovi italiani ha chiuso la porta ad una apposita legge, visto che, egli sostiene, i diritti dei conviventi e dei loro figli sono già assicurati dal "diritto comune".

La maggioranza resiste affermando che la legge sarà fatta, il governo, infatti, lavora al disegno di legge che si è impegnato a presentare entro gennaio. E anche chi nel centrosinistra è normalmente allineato alle posizioni della Cei rivendica l'autonomia della politica rispetto alla Chiesa.

L'opposizione dal canto suo leva applausi nei confronti di Ruini apprezzandone le parole e le sue preoccupazioni sui pericoli che le coppie di fatto possano arrecare alla società. Insomma due contro uno, una prova titanica per il Governo Prodi che si trova già, dopo la defatigante approvazione della finanziaria, a fare i conti con il pesante tema delle pensioni e le continue polemiche sulla cosiddetta mala sanità.

Le punte dei cacciavite che Prodi, durante la campagna elettorale, aveva evocato in mano ai suoi ministri, cominciano ad essere arroventate da tutta una serie di manovre e contromanovre e dalla solita pletora di parole che tutti i giorni ci stordisce e ci allontana dalla politica.

A questo punto, tornando al film di Veronesi, temo che per un po’, ci toccherà invidiare i cugini spagnoli che, fra l’altro, attirando dai paesi vicini coloro che hanno una visione meno cattolica e rigida dell’etica sociale, hanno contribuito al rinnovamento della loro società senza trascurare gli effetti economici positivi che il fenomeno migratorio delle coppie di fatto ha prodotto.



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