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 Anno III n° 6 GIUGNO 2007    -   FATTI & OPINIONI



Gli incontri USA-Iran per ora non approdano a nulla
Per la pace in Iraq solo parole, le posizioni dei due Paesi sono difficilmente conciliabili e per ora non si vedono possibili aperture
Di Giacomo Nigro


Si stanno svolgendo in queste ore a Baghdad i colloqui tra gli Stati Uniti e l’Iran sulla sicurezza in Iraq. Lo ha reso noto la televisione iraniana. Si tratta del primo incontro formale tra i due Paesi, dopo la rottura dei rapporti intervenuta in seguito alla crisi che si determinò, nel 1979, per la presa di ostaggi all’ambasciata USA a Teheran; vi partecipano l’ambasciatore statunitense in Iraq Ryan Crocker e l’incaricato iraniano Hassan Kazemi Qomi.

La prima riunione si è svolta nella residenza del primo ministro iracheno Nouri al-Maliki, nella fortificatissima Zona Verde; Washington e Teheran hanno deciso evidentemente di mettere da parte, per il momento, il braccio di ferro sul programma nucleare iraniano.
L’incontro incentrato sulla questione della sicurezza in Iraq assume un’importanza particolare in questo periodo in cui si sta svolgendo in casa statunitense un braccio di ferro abbastanza sottotraccia ma evidente fra il Presidente Bush e il Parlamento uscito dalle elezioni di medio termine.
Questi incontri di alto livello fanno seguito al breve incontro di inizio maggio a Sharm el-Sheikh (Egitto) tra il segretario di Stato americano Condoleeza Rice ed il suo omologo iraniano Manucher Mottaki e si svolgono nonostante i rapporti tra i due Paesi si fossero fatti ulteriormente tesi negli ultimi giorni.

Teheran ha recentemente accusato Washington di avere organizzato reti di spionaggio incaricate di sabotare le sensibili regioni di confine. Da parte sua la Casa Bianca ha respinto l’idea di uno scambio tra cinque iraniani detenuti in Iraq e gli irano-americani detenuti in Iran. Tutto ciò aumenta l’importanza di questi colloqui.
Ci sono stati punti di vista conformi, in particolare sul sostegno a un Iraq democratico, sicuro, stabile e federale, che controlla la sua sicurezza e in pace con i suoi vicini”, ha dichiarato l’ambasciatore americano. Gli iraniani hanno d’altra parte proposto la formazione di una commissione trilaterale sulla sicurezza in Iraq, che comprenda Iran, Stati Uniti e Iraq, una proposta respinta da Crocker.

Appare chiaro quindi che, nonostante gli sforzi, le posizioni dei due Paesi sono difficilmente conciliabili. L’Iran considera, infatti, il ritiro delle forze USA dall’Iraq la prima irrinunciabile condizione per il ripristino della sicurezza nella nazione vicina, questo sottintende che Baghdad non dovrà essere un trampolino per minacce contro i Paesi confinanti.
Lo scopo iraniano è scongiurare ogni tentazione di intervento armato contro Teheran, giustificando la formazione di forze di sicurezza iraniane, con il permanere delle forze multinazionali in Iraq.

Una situazione di stallo quindi che fa pensare ad una sorta di stand-by comodo ad entrambe le parti in attesa di nuovi eventi che paiono non arrivare; intanto la guerra civile iraniana continua.



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