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 Anno III n° 6 GIUGNO 2007    -   FATTI & OPINIONI


Sono indignato
Le posizioni delle chiesa cattolica su Pedofili e DICO sono contro il comune sentire
Appare un comportamento di copertura e protezionismo verso chi è pedofilo e fa gravissimi danni ai giovani, mentre c’è una chiusura non comprensibile verso chi ha un rapporto normale di reciproco affetto ed aiuto, senza compromettere la sanità altrui
Di Silvano Filippini


Sono indignato per l’assurda opposizione della Chiesa Cattolica per la presa di posizione (errata) sulla questione dei preti-pedofili e alla proposta parlamentare sui DICO.

Pedofilia
Quello che, invece, va contro natura è l’atteggiamento dei pedofili i quali compaiono, in percentuali diverse, in tutti i ceti sociali. Proprio per questo sono indignato contro la forma di protezionismo instaurata dalla Chiesa cattolica che si è scatenata contro i media per difendersi. Appare lapalissiano che questa forma di corporativismo non fa bene alla Chiesa, anche perché nessuno ha mai osato pensare che tutti i preti siano pedofili. Essendo uomini, hanno le medesime debolezze del genere umano e nulla tolgono ai fulgidi esempi di amore per il prossimo che altri preti hanno dimostrato, rischiando anche la propria vita per gli altri. Semmai quello che dobbiamo imputare a molti Vescovi è il fatto di aver tentato di mettere a tacere le denunce piovute da più parti nei confronti di alcuni sacerdoti che molestavano sessualmente i bambini a loro affidati. Anziché allontanarli dalla comunità ecclesiastica, si sono limitati a spostarli in altre parrocchie con il risultato che costoro hanno continuato a far danni.
E’ lo stesso problema che si è verificato in alcune scuole italiane dove gli insegnanti sospettati di pedofilia sono rimasti ad insegnare o, al massimo, sono stati spostati in altre scuole nella speranza illusoria che non reiterassero il reato. Se la burocrazia dello Stato e l’eccessivo protezionismo dei sindacati consentono certe anomalie, mi sarei aspettato un atteggiamento ben diverso dalla Chiesa. Se non altro per dare il buon esempio!

DICO
Nessuno di loro ha capito che queste forme di convivenza civile non sono assolutamente un pericolo per la famiglia classica.
Non lo sono semplicemente perché la famiglia costituita attraverso il matrimonio (civile o cattolico) non ha nulla da spartire con altre forme di convivenza: ufficializzata o meno. Tra l’altro ogni coppia, etero o omo, ha sempre avuto la possibilità di scegliere un tipo di convivenza in base alle proprie convinzioni filosofiche e religiose ricorrendo alle svariate forme concesse dalla società e dalla costituzione italiana. Costituzione che, oltre tutto, non specifica neppure il sesso dei “coniugi” e, in ogni caso, tutte le convivenze possono venire legalizzate, ricorrendo, con modica spesa (300 €), ad un avvocato o ad un notaio che stipulano un contratto su misura in base alle richieste della coppia. L’importante è che tuteli l’unione di fatto, proteggendo la parte più debole. Tra l’altro nell’accordo possono venire inserite tutte le varianti relative alle spese da sostenere, all’abitazione, ai diritti ereditari, alla responsabilità solidale, al mantenimento dei figli, ecc.

Appare del tutto scontato che se entrambi hanno un profondo credo religioso sceglieranno il matrimonio cattolico o di qualsiasi altra religione di appartenenza. Se, invece, l’approccio con la religiosità appare sbiadito o uno dei coniugi è reduce da un divorzio, si ricorrerà al matrimonio civile, con grande indignazione della Chiesa e dei cattolici bigotti che non ammettono la dissolubilità del legame. Ma che, nei fatti, è sempre più dissolubile! A proposito di sacramenti, sono ancor più indignato con l’ipocrisia della Chiesa cattolica in questo campo: com’è possibile negare il battesimo al figlio di una coppia in cui la madre non ha potuto contrarre un nuovo matrimonio a causa del rifiuto di divorzio del precedente compagno? Non solo, siccome la stessa signora frequenta l’università cattolica, in questo caso le tasse universitarie vengono calcolate su entrambi gli stipendi della nuova coppia anche se non viene riconosciuta né dalla Chiesa, né dallo Stato. Un’incongruenza! Anche le decisioni della Sacra Rota puzzano di ipocrisia in quanto appare fin troppo evidente che la gran parte degli annullamenti dei matrimoni religiosi sono “suggeriti” dalle disponibilità economiche dei coniugi, riportandoci ai tempi dei simoniaci.
A questo punto tre domande sorgono spontanee.
- La prima è: il matrimonio in Italia è quello della Costituzione o quello della Chiesa?
La risposta sembra scontata, trattandosi di uno “Stato laico”.
- La seconda domanda è: che bisogno c’è di ricorrere ai dico?
Considerando tutte le possibilità concesse dalla costituzione appena illustrate, mi pare del tutto superfluo stabilire per legge una forma di convivenza che, oltre tutto, non sempre risponde alle esigenze specifiche della coppia.
- Il terzo quesito riguarda l’unione dei gay: perché due omosessuali non possono stabilire un’unione garantita?
Gli stessi sacerdoti sono concordi nel definire l’omosessualità come una forma dell’amore di Dio! Persino la scienza che sino a poco tempo addietro l’aveva considerata come una deviazione genetica, ha dovuto ricredersi dopo aver studiato i gemelli omozigoti (con lo stesso patrimonio genetico) che risultavano con tendenze sessuali diverse in percentuale superiore rispetto ai fratelli non gemelli a conferma che la combinazione “ambiente-predisposizione genetica” ha effetti importanti nell’orientamento sessuale. Orientamento che non va assolutamente contro natura, come erroneamente prospettato dai cattolici, ma è una variante naturale ben più diffusa di quanto si pensi: 11% tra gli umani e assai più ampia nel mondo animale.



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