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La cattiva finanza ha colpito ancora


Di Giacomo Nigro

Quando noi persone “normali” veniamo investite da notizie come quelle che riporto in breve qui di seguito veniamo colte da un lieve senso di panico, quello che ci coglie normalmente davanti ad eventi che un po’ sfuggono la nostra comprensione e un po’ c’indignano per la loro ineluttabile automaticità che non può minimamente essere oggetto di un nostro controllo diretto.

Le notizie di cui parlo riguardano l’intervento della Banca centrale europea, che negli ultimi giorni ha deciso di mettere in circolazione 94,8 miliardi di euro per fronteggiare la crisi dei mutui USA e quella determinata dall’annuncio di una grande banca francese, Bnp-Paribas, della sospensione dei rimborsi di tre fondi d’investimento per un valore di 2 miliardi di euro.

Nonostante la massiccia quantità di denaro messa a disposizione in un lasso di tempo così breve, alle banche non bastava, la loro richiesta era superiore, ben 110 miliardi di euro. Per fronteggiare la crisi, anche altre Banche centrali sono intervenute immettendo liquidità. La Fed americana ha immesso nel sistema 38 miliardi di dollari (che si sommano ai 24 miliardi di dollari pompati in precedenza), la Banca del Giappone l'equivalente di 6,2 miliardi di euro e la Reserve bank of Australia l'equivalente di 3 miliardi di euro.

Per la Banca d'Italia non c'è alcuna ragione particolare per temere un contagio della crisi dei mutui non primari all'Italia. "Stiamo seguendo da vicino la situazione. In ogni caso, non ci sono motivi di allarme riguardo alle specifiche condizioni dei mercati e degli intermediari in Italia" dicono fonti di via Nazionale. Chissà se stanno riconsiderando con maggior senso di responsabilità la questione della cessione di parte delle riserve auree di cui di discuteva animatamente nei giorni scorsi.

Da parte sua il Fondo monetario internazionale frena l'allarme, definendo "gestibili" le conseguenze sistemiche dell'attuale volatilità dei mercati. "I fondamentali che sostengono la forte crescita globale" rimarranno, secondo il Fmi, "intatti".

Tutte queste rassicurazioni non allontanano un pensiero che frulla libero nella mente: e se nei nostri portafogli noi italiani non avessimo l’euro? Sì, l’euro, quella vituperata moneta che molti ci avevano predicato essere la rovina dell’Italia e che combinazione è attualmente la moneta forte del mondo che contende, con forza, la palma del primo al mitico dollaro statunitense.

Di fronte a queste tempeste monetarie la nostra liretta del vecchio conio avrebbe subito uno strattone epocale, ammesso che fosse sopravvissuta allo sconquasso provocato da Parmalat e bond argentini.

Tornando al presente vorrei capire perché la cattiva gestione delle banche, siano esse americane o europee, deve sempre e comunque coinvolgere i nostri risparmi e per quale motivo i nostri amici del sindacato italiano tanto si sono battuti per mettere nelle mani di quest’ultime il nostro TFR.

Forse lor signori sono sprovveduti come noi singoli cittadini e sono disorientati da queste continue azioni di cattiva finanza delle banche? Se così è chi gli impedisce di tornare ad essere cittadini senza obbligo di rappresentanza?

Argomenti: #attualità , #crisi finanziaria , #finanza , #moneta , #politica monetaria , #ue , #usa

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