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 Anno III n° 10 OTTOBRE 2007    -   IL MONDO - cronaca dei nostri tempi


In Europa cresce l’adesione alle leggi anti-fumo…
Il fumo fa male anche alla pelle
Una recente ricerca condotta dal Dipartimento di Fisiopatologia cutanea del San Gallicano di Roma scopre l’acne da fumo
Di Sara Giostra


Che fumare comportasse seri rischi per la salute è ormai un fatto certo: cancro, asma problemi cardio-circolatori sono i danni maggiori, ad essi si aggiungono quelli meno gravi come l’invecchiamento della pelle e l’insorgenza di rughe e macchie.
Ora sappiamo anche che l’acne da fumo è una patologia che colpisce chi fuma. Sul British Journal of Dermatology, un'importante rivista scientifica inglese ha pubblicato lo studio, questa volta tutto italiano, su acne da fumatori. Una recente ricerca condotta dal Dipartimento di Fisiopatologia cutanea del San Gallicano di Roma, diretto da Mauro Picaro.

La ricerca condotta in un gruppo di 1000 donne di età compresa tra i 25 e i 50 anni ha rivelato che il 41% delle donne fumatrici è affetta da acne, contro il 10% delle non fumatrici e aggiunge che la pelle si presenta spesso colpita da comedoni e microcisti, localizzati in prevalenza su guance e fronte.
I ricercatori hanno osservato, inoltre, che l'abitudine al fumo già in età adolescenziale, quadruplica la possibilità di avere l'acne in età adulta, una patologia piuttosto frequente in quanto il 12-14% delle donne adulte ne sono affette.

Un nuovo “male” causato dall’abuso di nicotina, la sostanza nociva contenuta nelle sigarette e dannosa per la salute umana perché modifica la capacità di aggregarsi delle cellule dello strato superficiale della pelle e altera la composizione delle sostanze antiossidanti del sebo. Insomma chi fuma non solo rischia di avere frequenti problemi di tosse e respirazione, danni cardiocircolatori,ma anche seri problemi alla pelle.

Il fumo provoca gravi danni all'organismo: idrocarburi aromatici policiclici, nitrosamine, benzopirene, benzoantracene sono tutte sostanze sicuramente cancerogene in grado di provocare tumore.
Ecco perché è diventato ormai da alcuni anni un dovere delle istituzioni politiche adottare provvedimenti per cercare di tutelare i cittadini dai danni del fumo da sigaretta.
Anche l’Unione Europea si è dimostrata attenta al problema e attraverso il Commissario Europeo per la Salute, Markos Kyprianou, ha lanciato la campagna HELP con più di 100 eventi nazionali in tutta Europa che fornisce informazioni su come smettere di fumare e su come prevenire il vizio da sigaretta. Gli obiettivi di questa campagna sono in primo luogo rispettare il diritto alla salute di chi non fuma facendo informazione.
Il divieto di fumare nei luoghi pubblici chiusi e nei posti di lavoro e il divieto di acquisto di sigarette bandito ai minori di 18 anni sono solo alcune delle disposizioni previste nelle leggi anti-fumo ormai adottate in molti paesi d’Europa.
Anche la Slovenia recentemente si è conformata a questa linea anti-fumo. In questo paese secondo un sondaggio di Eurobarometro, il 23 percento degli sloveni fuma, e altrettanti hanno smesso di fumare e il 93 percento degli sloveni è favorevole al divieto di fumare nei luoghi pubblici chiusi. Di qui l’attuazione da parte del parlamento sloveno di una nuova legge che disciplina il divieto di fumare e che sembra aver trovato un ampio consenso tra i cittadini. Intanto anche nel lontano Oriente c’è chi mette al bando il fumo.
Il Comitato organizzatore dei Giochi di Pechino ha deciso che, da ottobre, non sarà più possibile accendersi una sigaretta nei taxi della capitale. La decisione è stata presa in occasione delle Olimpiadi "verdi" del 2008. Il divieto verrà poi esteso a tutti i mezzi di trasporto e agli uffici.
Il fumo da sigaretta non è una semplice abitudine nè un vizio, ma una vera e propria dipendenza da tabacco inserita nella lista dei disturbi legati all'uso di sostanze farmacologiche. Ad affermarlo è l'OMS nella decima revisione della classificazione internazionale delle malattie: ICD X -International Classification Disease.
Non è più così sconcertante affermare che il fumo rientra nella categoria delle tossicodipendenze. Anzi in una società in cui ansia e stress e preoccupazioni per un futuro incerto la fanno da padrone, il ricorso alla sigaretta come antistress potrebbe essere sempre più frequente. Inoltre la TV e il cinema diffondono sempre più spesso immagini e modelli con la sigaretta accesa.
Un'indagine all’interno della campagna antifumo del Ministero della Salute italiano "Liberi di respirare" 2005 condotta dall'Istituto Superiore di Sanità su cinque televisioni nazionali ha rilevato che “ogni 26 minuti viene trasmessa un'immagine che mostra personaggi che fumano. Nei programmi più visti dai giovani, età a rischio in cui si è più inclini a seguire l'esempio altrui, la frequenza aumenta: la sigaretta appare addirittura ogni sette minuti.” Quasi come se fumare fosse un simbolo di sicurezza e di orgoglio o segno di stupido trend


Per approfondimenti http://www.ministerosalute.it/servizio/campagna.jsp?idarc=1



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