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 Anno III n° 10 OTTOBRE 2007    -   MISCELLANEA


Viaggiare in bicicletta
In bici lontano dal traffico in Val Brembana
Un percorso da Zogno a Piazza Brembana nella suggestiva valle bergamasca tra la natura e incredibili segni dell’uomo
Di Daniela Radici


L'escursione in Val Brembana offre al turista in bicicletta suggestioni molto varie, dagli antichi borghi ai segni dell'attività industriale antica e moderna, in un quadro ambientale di struggente bellezza.

Non si pedala certo lungo la trafficatissima statale 470, si seguono invece le tracce del trenino che fino al 1964 collegava Bergamo con Piazza Brembana, il cui sedime è stato trasformato in piacevole e sicuro percorso ciclopedonale, in via di ultimazione a cura della Provincia di Bergamo e della Comunità Montana di Valle Brembana.

Punto di partenza è Zogno: storico centro di mercato, capoluogo della bassa valle.
Dal centro del paese si scende verso il piazzale del mercato e si imbocca la pista ciclabile che si mantiene alta sulle acque verdi del Brembo, fino alla graziosa, ma fatiscente, stazioncina di Ambria.

Si supera il Brembo sul ponte di Spino e si prende subito a sinistra la stradetta che corre lungo la riva del fiume fino a Ruspino, dove una salitella sottopassa la nuova superstrada, in corrispondenza del ponte ferroviario ormai in disuso poco prima, proprio di fronte alle fabbriche di imbottigliamento della San Pellegrino, una fontana ci permette di dissetarci con l'acqua famosa nel mondo. Pedalando su quel che rimane del tracciato ferroviario e su 200 metri di strada comunale, dalla località Pregalleno si entra in San Pellegrino Terme, elegante cittadina nota per le sue acque minerali, sfruttate da secoli a fini curativi.

Si passa dietro al Grand Hotel, grandiosa costruzione del 1904, e si attraversa piazza Vittoria per riprendere il percorso dell'ex-ferrovia, che risale la valle con una serie di gallerie scavate nelle pareti rocciose.
Strette forre, intervallate da brevi conche e dagli innesti delle vallette laterali, si susseguono offrendo allo sguardo di chi pedala senza fretta scorci affascinanti.

Superata la strada che sale a Dossena dopo aver attraversato le frazioni Antea (che si può raggiungere con il bell'acciottolato che si incontra all'uscita da una galleria), S. Croce e Spettino, alla località Tre Croci si trova un bivio: a destra la ciclopedonale, che si snoda parallelamente ad un canale, raggiunge S. Giovanni Bianco nella zona dell'ospedale, mentre a sinistra seguendo il sedime dell'ex-ferrovia arriva in piazza Marconi, passa il ponte sull'Enna e la stretta galleria a traffico promiscuo (con semaforo).
La pista prosegue poi con viste mozzafiato sul Brembo fino a Camerata Cornello, dove di fronte al fabbricato della ex-stazioncina si trova un piacevole punto di sosta: un giardino con fontana, tavoli, servizi igienici.

All'uscita dalla galleria La Goggia si intravvede al di là della stretta gola scavata dal fiume la selvaggia Val Parina, alla località Scalvino una passerella di metallo porta sulla riva sinistra nel prato di un agriturismo, tra cavalli al pascolo e canoe. Alle prime case di Lenna si riattraversa il Brembo sull'antico ponte ad arco di Cornamena.

A questo punto la valle si apre e si ramifica, il nostro sguardo spazia sui boschi e le cime delle Orobie. La pista ciclabile supera il Brembo di Mezzoldo sul vecchio manufatto della ferrovia, poi segue l'ampia curva che sale verso Piazza Brembana, dove dopo una pedalata di 24 chilometri l'arrivo -alla fine di una lunga galleria ben illuminata- è nel piazzale della stazione.



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