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 Anno V n° 1 GENNAIO 2009    -   EVENTI



OLTRE IL PAESAGGIO
A Pieve di Soligo nella Villa Brandolini, dal 15 febbraio al 19 aprile 2009. Il primo appuntamento di un progetto pluriennale di approfondimento intorno al Paesaggio nelle arti visive contemporanee a Pieve di Soligo, Villa Brandolini, 15 febbraio – 19 aprile 2009



 

 Villa Brandolini, sede della mostra

Questo è il primo appuntamento di un progetto dedicato all’approfondimento del tema “Paesaggio” nelle arti contemporanee, messo a punto dal professor Dino Marangon, su invito del Comune di Pieve di Soligo. Sede del ciclo di esposizioni (che si terranno a cadenza annuale) è la settecentesca Villa Brandolini, a Solighetto. Immersa tra le colline delle prime Prealpi Venete, la Villa e l’esteso Parco si presentano come l’epicentro di uno dei luoghi paesaggisticamente più interessanti e incontaminati del Veneto e sono perciò la sede ideale di un progetto di ricerca che del paesaggio fa il proprio oggetto.

Obiettivo ulteriore del progetto è quello di “far emergere”, facendole per la prima volta uscire dalle stanze private o dai caveaux, importanti testimonianze delle numerose collezioni d’arte contemporanea presenti sul territorio.
Il tema che Marangon ha scelto come centro della sua indagine è quello del Possibile Paesaggio: ovvero una ricerca sia sulla difesa che sul superamento delle tradizionali categorie della veduta, dell’immaginazione simbolica, della visione prospettico-realistica, naturalistica o lirico fantastica. Il tutto in relazione allo spazio e all’ambiente della creatività e dell’esistenza umana Dalle Prealpi alla Laguna, con una particolare attenzione ai multiformi esiti, via via affiorati dalla metà del secolo scorso fino ad oggi, specie nell’area mediana del Veneto, che gravita attorno ai centri storici, culturali ed economici di Treviso e di Venezia.

L’esigenza di affrontare, con adeguati approfondimenti, una tematica così complessa e in continua metamorfosi, - afferma il curatore - ha portato ad articolare il progetto di cinque appuntamenti in un arco pluriennale, anche nell’intento di rendere Pieve di Soligo e Villa Brandolini, un punto di riferimento per quanti intenderanno avvicinarsi alla problematica del Paesaggio contemporaneo nelle arti visive.

 
 Ennio Finzi: Rosso su verde, stelle nei miei occhi, tempera su faesite, 135x120cm
In questo contesto, nella primavera del 2009, l’iniziativa prenderà il via con Oltre il Paesaggo, rassegna volta a esemplificare la tendenza al superamento di ogni referenzialità esterna, attraverso la costruzione di un ambiente inteso come spazio cromatico, come analisi dei mezzi stessi della pittura, come sedimentazione alchemica, come esplorazione dei nuovi media.

La rassegna comprenderà diversi nuclei di opere a partire dalle creazioni di alcuni artisti, formatisi o operanti per un certo periodo nel capoluogo veneto, e attivi, nell’immediato dopoguerra, nel cosiddetto Gruppo degli Otto, tra i quali Afro, Renato Birolli, Giulio Turcato ed Emilio Vedova.
 

 Renato Birolli, La terra è verde, 1965

Considerando quindi Guidi come il principale centro di irradiazione delle nuove ricerche, la mostra potrebbe altresì comprendere una serie di dipinti degli artisti partecipi o attratti dalle nuove tematiche dello Spazialismo veneziano: Mario Deluigi, Vinicio Vianello, Edmondo Bacci, Gino Morandis, Luciano Gaspari, Bruna Gasparini, Tancredi .
Il centro dell’esposizione riguarderà le differenti personali ricerche di artisti come Ferruccio Bortoluzzi, Giovanni Korompay, Leon Gischia, Bruno Blenner, Ennio Finzi, Riccardo Licata, Saverio Rampin, Alberto Biasi, Franco Costalonga, Pope, Paolo Patelli, Gino Silvestri, Giovanni Soccol, Nino Memo, Raoul Schultz, Maurizio Cosua.
Fondamentali poi, per un nuovo approccio all’ambiente e al paesaggio appaiono, le esperienze di Germano Olivotto.

Un’ulteriore sezione sarà incentrata sulle ricerche video di Fabrizio Plessi, Guido Sartorelli, Claudio Ambrosini, Michele Sambin, Luigi Viola e Paolo Fassetta , e ancora sui progetti e le videoinstallazioni di Fabrizio Plessi. Uno spazio sarà riservato anche ai dipinti di Bill Congdon – uno dei protagonisti della Scuola di New York – con le sue straordinarie visioni di Venezia, ai suoi emozionanti paesaggi dell’anima.

Realizzata nell’ambito di tutta una serie di convegni, iniziative e incontri sui più diversi aspetti del Paesaggio promossi dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pieve di Soligo, “Oltre il paesaggio” si propone quindi all’attenzione di chi voglia riflettere su questa essenziale tematica, aprendosi anche all’emozione di proposte nuove e sorprendenti, ma sempre di grande qualità intellettuale e creativa, la cui conoscenza appare per molti aspetti indispensabile, se è vero che, come si intitola una delle opere esposte, L’uomo si ciba di paesaggio.


“OLTRE IL PAESAGGIO”
Pieve di Soligo (Treviso)
Villa Brandolini d’Adda (Piazza Libertà 7)
Dal 8 febbraio al 19 aprile 2009.
Mostra promossa dal Comune di Pieve di Soligo - Assessorato alla Cultura, dalla Regione del Veneto e da Euromobil.
A cura di Dino Marangon. Catalogo a cura di Dino Marangon, con interventi di Michele Beraldo e Franca Bizzotto.

Informazioni e prenotazioni: 0438985335
www.comunepievedisoligo.it
www.pievecultura.it


Il progetto pluriennale di approfondimento intorno al Paesaggio nelle arti visive contemporanee

Il ciclo produrrà poi la seconda rassegna di
Possibile Paesaggio che sarà intitolata La difesa dell’immagine e sarà aperta da una sezione riservata alle opere di maestri come Guido Cadorin, Giuseppe Cesetti, Filippo De Pisis, Leone Minassian, Zoran Music, Bruno Saetti, Pio Semeghini e ancora di Giovanni Barbisan, Luigi Cobianco, Nando Coletti, Gina Roma, Nino Springolo.
A questa vasta panoramica si accompagnerà una rapida ricognizione sulla perdurante attività, dopo il 1950, degli artisti della cosiddetta Seconda Scuola di Burano: Gigi Candiani, Eugenio Da Venezia, Carlo Dalla Zorza, Neno Mori, Marco Novati, Luigi Scarpa Croce, Fioravante Seibezzi, Mario Varagnolo, mentre un adeguato spazio sarà dedicato anche agli artisti di matrice neorealista: Armando Pizzinato, Alberto Gianquinto, Albino Lucatello, Cesco Magnolato, Giovanni Pontini, Antonio Zigaina.

Il terzo appuntamento è intitolato Il canto della natura e sarà volto a dare spazio sia all’immediatezza della sensazione che alle molteplici possibilità liriche e fantastiche, esplorate nelle opere di Corrado Balest, Saverio Barbaro, Renzo Biasion, Renato Borsato, Gustavo Boldrini, Giorgio Celiberti, Luigina De Grandis, Giorgio Di Venere, Sergio Franzoi, Giuseppe Gambino, Carlo Hollesch, Bepi Longo, Giovanni Palminteri, Giorgio Dario Paolucci, Gherardo Pittarello, Lorenzo Viola. A tali multiformi, poetiche espressioni potrebbero, per contrasto, essere accostate le singolari esperienze, di sottile ispirazione Pop o Iperrealista, di Franco Beraldo, Giovanni Cesca, Ludovico De Luigi e Nino Ovan.

In seguito, sotto il titolo di
Nuovi Paesaggi, si prevede di considerare le opere di artisti ancor giovani, ma ormai alle soglie della piena maturità come: Brigitte Brand, Paolo Del Giudice, Gino Di Pieri, Loreto Martina, Francesco Michielin, Nata, Agostino Perrini, Ileana Ruggeri, Lina Sari, Gianni Sartor, Francesco Stefanini, Claudia Steiner, Giancarlo Venuto.

E infine, il ciclo di mostre sul
Possibile Paesaggio potrebbe completarsi e trovare una prima conclusione con un’ampia rassegna sulla Fotografia di Paesaggio: un settore della creazione artistica che, da Ferruccio Leiss a Fulvio Roiter a Giovanni Chiaramonte, ha avuto un ampio sviluppo e differenti e spesso straordinari esiti nel nostro territorio”.



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