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 Anno V n° 2 FEBBRAIO 2009    -   IL MONDO - cronaca dei nostri tempi


L’Istat ha fatto il conto
Incidenti stradali nel 2007 in Italia
Ogni giorno in Italia si verificano in media 633 incidenti stradali, che provocano la morte di 14 persone e il ferimento di altre 893, con un costo, nel 2007, di 30.386 milioni di euro, cioè circa il 2% del Pil
Di Il Nibbio



Ogni giorno in Italia si verificano in media 633 incidenti stradali, che provocano la morte di 14 persone e il ferimento di altre 893.” Così inizia il rapporto dell’Istat, pubblicato nel dicembre scorso e prosegue: “Nel complesso, nell’anno 2007 sono stati rilevati 230.871 incidenti stradali, che hanno causato il decesso di 5.131 persone, mentre altre 325.850 hanno subito lesioni di diversa gravità.. Rispetto al 2006, si riscontra una diminuzione del numero degli incidenti (-3,0%) e dei feriti (-2,1%) e un calo più consistente del numero dei morti (-9,5%).

Anche se la pericolosità delle strade sta diminuendo, il numero di morti e di feriti resta ad un livello inaccettabile per un paese civile e il costo che la società deve pagare, oltre al dolore delle famiglie coinvolte, è enorme. Si deve anche rilevare che, per quanto riguarda la diminuzione dei morti a causa di incidenti stradali, non possiamo certo metterci tra i virtuosi: infatti tutti i “grandi” d’Europa hanno da tempo agito per ridurre questa vera carneficina.

 Morti in incidenti stradali nei Paesi dell’U.E. – Anni 2006-2007

 

 Valori assoluti

 Variazioni percentuali

 PAESI

 2000

 2006

  2007

 2007/2000

 2007/2006

 Germania

 7.503

 5.091

 4.949

 -34,0

 -2,8

 Spagna

 5.777

 4.104

 3.823

 -33,8

 -6,8

 Francia

 8.079

 4.709

 4.620

 -42,8

 -1,9

 Italia

 7.061

 5.669

 5.131

 -27,3

 -9,5

 Atri paesi

26.039

21.373

21.920

 

 

 Totale UE

 56.459

 42.952

 42.450

 -24,8

 -1,2

  road accidents database), Commissione Europea, Direzione Generale Energia e Trasporti


É importate quindi cercare di individuare le cause di questo massacro e devo subito smentire l’esagerazione che è stata fatta recentemente dai mass media: la principale causa di incidenti stradali non sono alcool o droga, ma la distrazione, la velocità e la mancanza del rispetto della distanza di sicurezza: cioè la mancanza di cultura della sicurezza.Non possiamo dimenticare che tutti gli incidenti causano problemi alla persona e possono essere “mortali”. L’obiettivo fissato dall’Europa è la riduzione del 50% dei morti sulle strade entro il 2010; solo tra il 2006/2007 l’Italia ha avuto una riduzione importante (-9,5%) e si deve sperare che non sia casuale,anche se per noi l’obiettivo sembra essere ancora lontano.

Dove avvengono gli incidenti?

l’Istat ci dice che il maggior numero degli incidenti è sulle strade urbane, che producono in assoluto il maggior numero di feriti (238.712 su un totale di 325.850 e più del 50% dei morti); ma se vediamo la pericolosità degli incidenti, la mortalità è del 1,3%, ben inferiore a quella delle strade extra urbane e delle autostrade. Ma gli incidenti in città procurano un numero di feriti simile agli incidenti sulle altre strade (134,9 feriti ogni 100 incidenti). Sarebbe interessante poter suddividere gli incidenti anche per la gravità dei feriti, ma questo non è dato saperlo. Si deve presumere che molti siano di lieve entità; dobbiamo ricordare che se uno dopo un incidente si sottopone ad una vista medica, ha grande probabilità di avere una prognosi di qualche giorno, anche in presenza esiti minimi. Statisticamente quindi questo numero appare poco confrontabile con le tipologie di incidenti più gravi.



Soffermiamoci quindi sull’ indice di mortalità degli incidenti. Questo stranamente è più elevato sulle strade statali (5,85), mentre e inferiore sulle Autostrade (3,9%). L’Istat ci dice che, malgrado il numero di incidenti in autostrada sia aumentato, la mortalità è diminuita; secondo l’istituto di statistica, questo è da attribuire all’introduzione del “Tutor” che controlla la velocità. L’affermazione dell’Istat conferma sicuramente l’importanza del controllo della velocità, che condividiamo in toto. Aggiungiamo solo una segnalazione doverosa: sulla A4 nel tratto Milano –Bergamo, tratto considerato il più pericoloso d’Italia, da anni erano in corso lavori per aggiungere la quarta corsia. Questi lavori elevavano ulteriormente gli incidenti, ma questi sono terminati e gli incidenti sono drasticamente diminuiti.

L’Istat fornisce molti dati di dettaglio, ma sono di difficile interpretazione non disponendo della consistenza della rete, nelle varie tipologie e dei volumi di traffico.

Quando avvengono gli incidenti?

Gli incidenti del venerdì e del sabato notte- ci dice l’Istat - sono pari al 44,6% del totale degli incidenti notturni; analogamente, i morti e i feriti del venerdì e sabato notte rappresentano, rispettivamente, il 44,4% e il 46,5%. Gli incidenti notturni, rilevati negli altri giorni della settimana (fatta eccezione quindi per il venerdì e il sabato notte), costituiscono complessivamente il 56,2% di tutti gli incidenti della notte.
L’indice di mortalità degli incidenti avvenuti durante la notte è pari a 4,3 decessi ogni 100 incidenti.


Se fanno impressione le “morti del sabato sera” questo è sicuramente da legarsi all’assurdità di tali morti, alla drammacità degli incidenti, ma le statistiche fornite dall’Istat non mettono in evidenza una sostanziale maggiore mortalità di tali incidenti, che supera la media solo dello 0,1%

Come avvengono gli incidenti

La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veicoli (76,8%), il 23,2% a veicoli isolati.
Negli tra gli incidenti tra veicoli, la tipologia più diffusa è lo scontro frontale-laterale (82.841i) con 1.371 morti ( indice di mortalità 1,7) e 119.800 feriti. Preoccupanti sono ovviamente gli scontri frontali (15766) che presentano un elevato indice di mortalità 5,4%.

Tra gli incidenti che coinvolgono un solo veicolo il caso più diffuso è la fuoriuscita o sbandamento del veicolo (20.963 incidenti) con 990 morti e 26.191 feriti. L’investimento di pedone rappresenta l’8% degli incidenti: si registrano 18.368 casi in cui hanno perso la vita 571 persone e 20.937 sono rimaste ferite, ma non è da sottovalutare l’urto con ostacolo accidentale che causa 8.023 incidenti con 367 morti (indice di mortalità 7,2%) e 9.737 feriti. Lo sottolineo perché questo deve metterci in guardia dal sentirci troppo sicuri quando siamo alla guida di un mezzo: l’imprevisto è sempre possibile.

Perché avvengono gli incidenti

I dati raccolti dall’Istat non mostrano che sia cambiato il quadro delle circostanze di incidente rispetto all’anno precedente. La causa principale è un errore nella guida: infatti un bel il 93% degli incidenti è imputabile al comportamento scorretto del conducente nella circolazione. Tre sono le cause più diffuse: il mancato rispetto delle regole di precedenza, la guida distratta e la velocità troppo elevata, che costituiscono da sole il 45% dei casi.

Anche per l’Istat lo stato psico-fisico alterato del conducente non rappresenta una percentuale elevata sul totale dei casi (3,1%), anche se aggiunge “va segnalato per la gravità degli eventi.
Se in questo gruppo l’ebbrezza da alcool ha un peso relativo importante (2,09%), l’ingestione di sostanze stupefacenti è molto preoccupanti (0,29%), per le sue implicazioni sociali, e non si deve trascurare il sonno e il malore che sono un altro 0,59%. Tutti questi incidenti potrebbero essere sicuramente evitati.

Anche i pedoni sono causa di incidenti: infatti l’Istat ci dice che il comportamento scorretto del pedone o il suo psico-fisico alterato pesa per il 3% sul totale delle cause di incidente.

Ancora ci sembra interessante segnalare che sulle strade urbane la prima causa di incidente è il mancato rispetto delle regole di precedenza o semaforiche (20,6%), mentre sulle strade extraurbane la causa principale è la velocità troppo elevata (19,3%).

Chi viene coinvolto?

Sembra ormai smentita la fola che il posto più pericoloso è quello vicino all’autista; infatti i conducenti rappresentano per ben il 71,0% dei morti e sono 69,8% dei feriti, i passeggeri trasportati rappresentano il 16,7% dei morti e il 23,9% dei feriti, i pedoni, che costituiscono un’utenza debole della strada, risultano il 6,3% dei feriti ma ben il 12,2% dei morti. Dobbiamo però rilevare che l’Istat non ci dice quanti incidenti sono con auto con il solo conducente, che sembrano essere la maggior tipologia d’uso delle auto.

Anche per l’analisi sulle età, non ci sembrano leggibili i risultati, perché non sono confrontati dalla frequenza d’uso degli automezzi. È molto facile che le fascie di età più colpite, tra 25 e 29 anni e tra 30 e 34 anni, siano anche quelle di chi usa in modo maggiore l’auto, sia per lavoro che per divertimento.

Allora cosa facciamo?

Il costo stimato degli incidenti stradali è molto elevato: per l’anno 2007 è stato di 30.386 milioni di euro, cioè circa il 2% del Pil. Questo dovrebbe far riflettere i nostri governanti.

Se è vero che le cause principali sono una mancanza di cultura della sicurezza (mancato rispetto del codice della strada, in particolare velocità, precedenze e semafori) e che l’introduzione del “totem” sulle autostrade è indicata come fattore che ha ridotto gli incidenti, è evidente che vi è, per controparte, un insufficiente controllo sulle strade, che le patenti vengono rilasciate con troppa facilità e che il sistema della patente a punti è insufficiente per alcuni sostanziali difetti. È incredibile che vi sia la possibilità di non dichiarare il conducente e che il recupero dei punti si possa fare con il semplice “acquisto di un corso” presso un’autoscuola.

Ma non è solo questo il punto. Troppe volte concausa di questi incidenti sono le strade inadeguate, la cattiva manutenzione, la segnaletica insufficiente o addirittura incomprensibile e questa è una pesante responsabilità delle amministrazioni, che tagliano bilanci per sostenere spese più importanti per loro, da un mero punto di vista elettorale.

Poi c’è ancora una volta da chiedersi il motivo per cui, malgrado i limiti di velocità, che esistono in tutta Europa, non permettano velocità superiori a 140 km/ora, nessun auto abbia una velocità massima congruente a questo limite. Credo proprio che non dovrebbero essere ammessi alla circolazione mezzi che abbiano una velocità massima superiore a 150 km/ora.
Infine c’è la cultura dello “sballo” che oggi ha invaso la nostra società:non è solo alcool o droga, ma spesso velocità, sorpassi azzardati, vivere pericolosamente e mancanza di valutare l’imprevisto, come la presenza non irrilevante di incidenti per ostacolo accidentale dimostra.


Tratto dalla pubblicazione dell’Istat: Incidenti stradali Anno 2007



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