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 Anno V n° 4 APRILE 2009    -   RECENSIONI


Un saggio di Tommaso Padoa-Schioppa
La veduta corta
In forma di conversazione con Breda Romano, lo studioso dei mercati finanziari, fornisce spiegazioni e spunti di riflessione sul “Grande Crollo della finanza”
Di Giovanni Gelmini



Nella quarta di copertina si legge:
Questo libro è il tentativo di capire e interpretare la crisi economico-finanziaria che si sta dipanando sotto i nostri occhi: la più sconvolgente da diversi decenni perché si tratta anche di una crisi politica, istituzionale e culturale. E' venuta meno l'intelaiatura di regole, controlli e azioni di governo che in un'economia di mercato fa da necessario complemento alla ricerca del tornaconto da parte degli individui e delle imprese. Ma soprattutto si è accorciato l'orizzonte temporale dei mercati, dei governi, della comunicazione, delle imprese, delle stesse famiglie, dei nostri atteggiamenti mentali. E' in questa "veduta corta", in questa incapacità di andare oltre il calcolo di breve periodo e di guardare il futuro lungo che sta la radice più profonda della crisi in atto, sostiene Tommaso Padoa-Schioppa nella sua lunga e ricca conversazione con Beda Romano.

Il libro si presenta non solo come una disamina delle cause immediate del crollo della finanza statunitense, che ha travolto tutto il mondo, ma anche una interpretazione importante del “perché nessuno se ne è accorto”, una domanda non retorica visto che i motivi di preoccupazione erano ben evidenti agli esperti di gestione del “tesoro”, che invece di controllare il mercato hanno lasciato fare, pensando che il mercato deregolato si sarebbe comunque messo a posto da solo; e invece no, è scoppiato con tutte le sue bolle, trascinando verso il fondo la più potente economia mondiale.

Padoa-Schioppa, definisce il modo con cui l’economia americana è cresciuta: “crescita senza risparmio”, una crescita quindi impossibile secondo le teorie del Kynes e infatti la crescita non c’era.

Ma come è stato possibile?
La colpa è... della Cina. Questo non lo dice Padoa-Schioppa, ma, in modo provocatorio, lo deduco. Invece ci spiega come l’inflazione negli USA dei prezzi dei beni di consumo non registrava impennate, grazie alla diminuzione dei prezzi dovuta alle importazioni dalla Cina di prodotti a basso costo.
In cambio i beni di investimento aumentavano continuamente il loro valore, spingendo sempre di più la bolla speculativa. Ma non solo, la Cina si è anche comprata il debito della pubblica amministrazione USA. I pochi tentativi fatti dai controller del tesoro americano di fermare questa spirale sono stati raggelati dai potenti finanzieri che, ovviamente, avevano forte ascolto invece presso l’amministrazione politica.

Ecco così il quadro dell’ambiente in cui si è generata la più incredibile défaillance dell’economia moderna. Tutti i meccanismi erano conosciuti, i sistemi di monitoraggio efficienti e sofisticati, ma nulla e nessuno ha potuto evitare il disatro; anzi quel modello è stato proposto anche a noi come virtuoso. Inutile ricordare quante volte il nostro ministro Tremonti ce lo ha proposto in passato. Padoa-Schioppa, comunque correttamente, non parla mai dei governi in cui non era presente.

Ma dopo aver fatto l’analisi di cosa è successo, Padoa-Schioppa ci segnala una cosa (N.d.R. come da sempre continuo a ripetere anch’io): questa è una crisi di sistema e non puntuale e che quindi la soluzione deve cambiare il sistema instauratosi.

Così, l’economista finanziario procede ad un interessantissimo confronto tra quello che è avvenuto in questi ultimi vent’anni e le crisi precedenti, cioè quel discorso che anche io ho fatto in articoli passati sui cicli lunghi, solo che la mia cultura da economista intersettoriale (leonteviano) mi ha portato a mettere in evidenza i cambiamenti delle tecnologie e dell’organizzazione dell’economia.

Padoa-Schioppa invece mette in evidenza le modifiche del sistema finanziario e del sistema mondiale degli Stati e i problemi del sistema monetario attuale. Ricorda che si è passati dagli “imperi coloniali” dell’800 , alle “nazioni” del novecento e quindi al sistema bipolare USA-URSS dell’ultimo mezzo secolo. Considera il periodo dagli anni ’50 alla caduta del muro di Berlino, quello della guerra fredda, come la “terza guerra mondiale”. Questo evento, la fine della terza guerra mondiale, ha prodotto le conseguenze attuali.

Le due guerre iniziate da Bush non sono finite, quella in Afganistan sta durando più della seconda guerra mondiale e questo ha complicato tutto. A questo punto l’autore si chiede quale sarà il futuro: per l’economia nel prossimo decennio i paesi emergenti (Cina, India, Brasile e Russia) non saranno in grado di trainare l’economia mondiale, ma l’economia americana, non più surriscaldata, non lo potrà. Questo porta quindi ad una previsione di minore crescita mondiale con conseguenti tensioni internazionali.

Affronta anche altri problemi, tra cui quale potrebbe essere il nuovo assetto monetario del mondo futuro, su come i vari tavoli “G” siano senza reale potere e quindi quasi inutili.
Si sofferma su un punto molto delicato: quale sarà la prossima politica estera degli USA?
Seguirà le teorie di Hobbes, cioè gli Usa vorranno essere ancora poliziotti del mondo, come hanno fatto Clinton e Bush o seguirà le teorie di Kant, cioè rispetto per le realtà locali e ricerca della mediazione politica, come hanno fatto Roosevelt e Eisenhower?

Padoa-Schioppa sostiene che per un corretto sviluppo in pace del modo si devono adottare politiche ispirate a Kant e, dai primi atti, sembra, per fortuna, che anche Obama la pensi così; ma i signori della guerra saranno contenti di questa svolta?

Infine Padoa-Schioppa fa una disamina sull’Europa incompiuta, sulla necessità di un “federalismo” per rispondere ai diversi livelli di interpretazione di “bene pubblico”, federalismo che però non sembra avere nulla a che fare con quello “fiscale”, oggi in fase di attuazione, ma che si rifà alle esperienze reali esistenti nel mondo occidentale: Stati Uniti, Germania e Svizzera.

Il sistema della “conversazione”, usato nel testo, rende questo argomento più aggredibile, l’ho letto velocemente e mi ha attirato perché riesce a spiegare bene certi misteri delle politiche monetarie e della finanza. Il prezzo è contenuto,14.00€ , quindi mi sento di consigliarlo, ovviamente a chi è interessato a conoscere questi argomenti.


La veduta corta
Di Tommaso Padoa-Schioppa
Editore: Il Mulino
Collana Contemporanea
Anno 2009
Pagine 192
Lingua Italiano
EAN 9788815130976
ISBN 978-88-15-13097-6
Prezzo diListino € 14,00



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