REGISTRATO PRESSO IL TRIBUNALE DI AREZZO IL 9/6/2005 N 8
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 Anno V n° 6 GIUGNO 2009    -   FATTI & OPINIONI


Dallo stenografico della Camera dei Deputati
Mario Baccini - Repubblicani Regionalisti Popolari -Dichiarazione di voto
Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice e degli atti di indagine. Integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche



Signor Presidente, signor Ministro, in questo momento di crisi economica e sociale la priorità è quella di ristabilire un equilibrio armonioso e armonico in favore dei cittadini, e questo è possibile attraverso un'azione incisiva che miri al benessere e al bene comune nel rispetto della convivenza civile e delle regole democratiche, ma soprattutto nel rispetto dei cittadini e della loro privacy. Non dimentichiamo mai che, dietro ogni scelta politica e amministrativa, c'è una persona in carne ed ossa. Per questo riteniamo che questo disegno di legge voglia essere funzionale a questo scopo, ergendosi al di sopra della conflittualità tra i poteri dello Stato che, negli ultimi anni, hanno caratterizzato il dibattito politico e parlamentare, e che sicuramente non giova all'immagine del Paese, tanto meno alla democrazia. Io voglio premettere, signor Ministro, che l'uso delle intercettazioni è uno strumento di investigazione necessario nel nostro Paese, ma non è indispensabile. Occorre disciplinarne l'uso per rendere credibile che, dietro la politica, c'è l'interesse del cittadino.
Ritengo che in questi ultimi anni sia stata fatta politica giudiziaria e investigativa, anziché una giusta attività giudiziaria e investigativa. Tutto ciò per preparare l'opinione pubblica, probabilmente, a condividere teoremi che nulla hanno a che fare con i giusti processi e con l'attività investigativa. Questo credo che sia uno dei nostri problemi.
Sulla responsabilità dei giornalisti, signor Presidente Fini, credo che potevamo fare qualcosa di più: bastava dire, signor Ministro, che nessun cronista citasse il nome del pubblico ministero inquirente e buona parte del provvedimento in esame, probabilmente, sarebbe stato superfluo.
Su queste basi e su questi principi ritengo che si debba costruire un nuovo rapporto anche con il Parlamento.
Siamo convinti, per concludere, che sia giusto operare nel migliore dei modi per la tutela degli interessi degli italiani e per questo riteniamo opportuno sostenere tutte quelle iniziative che vanno in questo senso. Dunque, per queste ragioni, esprimeremo voto favorevole sul provvedimento in esame su cui è stata posta la fiducia.



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