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Camera dei Deputati Resoconto stenografico Seduta n. 195 di mercoledì 1 luglio 2009

Intervento di Antonio Di Pietro (IDV)

Informativa urgente del Governo sul tragico incidente ferroviario occorso presso la stazione di Viareggio



Signor Presidente, signor Ministro, conosco la situazione perché mi sono trovato nei suoi panni prima di lei, quindi so bene che in casi come questi non possono esserci né comportamenti di sciacallaggio, ma neanche di deresponsabilizzazione; né passerelle, ma neanche menefreghismo. Per questo motivo, noi dell'Italia dei Valori ribadiamo che le responsabilità ci sono eccome e devono essere raffrontate ai vari livelli. Certamente ci sono responsabilità tecniche ed amministrative che dobbiamo lasciare alla commissione d'inchiesta che lei prontamente ha formato e di cui le diamo atto. Comunque, facciamo formale richiesta affinché mano a mano che la commissione d'inchiesta produce risultati li porti a conoscenza della Commissione competente, quindi del Parlamento. Ci sono anche le responsabilità penali (se e in quanto ci sono), delle quali se ne deve occupare la magistratura e vogliamo che solo essa se ne occupi, senza che altri «vi mettano il cappello sopra» né da una parte, né dall'altra (soprattutto sul piano politico).

Ci sono, inoltre, delle responsabilità politiche che non possono essere ascritte a questo Governo o al precedente, perché davvero la responsabilità politica in questo caso va oltre il nostro Paese e il tempo di una legislatura. Si tratta di responsabilità politiche che attengono alle regole del gioco scritte nel corso degli anni da varie amministrazioni e a vari livelli a seguito delle liberalizzazioni. Qui ribadiamo ancora una volta il nostro appoggio alle liberalizzazioni e la nostra contrarietà che a queste segua la deregulation, ovvero la deregolarizzazione dei controlli. È un problema che deve essere affrontato soprattutto a livello europeo e a livello internazionale.

Per questo motivo, signor Ministro e signori del Governo, vi preghiamo di farvi promotori per conto dell'Italia presso l'Unione europea e presso la comunità europea e internazionale affinché vi sia una regola chiara: che con le liberalizzazioni non si liberalizzano anche i controlli, bensì il mercato, mentre i controlli devono rimanere sempre in mano pubblica, o comunque in mano terza.

Veniamo ora al problema italiano oltre che europeo. Ricordiamoci, infatti, che a livello europeo manca un authority indipendente addetta ai controlli e alle verifiche di ciò che succede nel campo dei trasporti. Si tratta di un sistema di controlli che troppo spesso viene lasciato in mano al gestore e così capita in Italia. Le Ferrovie dello Stato, infatti, sono ad un tempo gestori come società privata che fa mercato (quindi si mette in competizione con gli altri gestori del mercato) e nello stesso tempo fa controllo, regolazione e verifica.

È evidente che non si può essere ad un tempo controllori e controllati. Questo è un problema che deve essere affrontato, ma certamente - torno a ripeterlo - non è questa la sede per fare sciacallaggio chiedendosi perché non avete provveduto, altrimenti dovrei chiedere perché non abbiamo provveduto noi, non hanno provveduto gli altri e gli altri ancora. Forse è il caso che in Italia affrontiamo un tema serio, che è quello dei servizi in regime di monopolio, che allo stesso tempo operano sul mercato ed esercitano anche il controllo su ciò che fanno loro e gli altri. Quindi, c'è bisogno di un intervento normativo che regolarizzi questa posizione, anche a livello europeo laddove, proprio con riferimento al sistema dei trasporti, abbiamo la necessità di stabilire chi deve fare i controlli. Quest'idea di delegare il controllo a ciascun Paese, con sistemi diversi da un Paese all'altro e non con un sistema codificato dei controlli (come, ad esempio, avviene in alcuni casi per il sistema aeronautico, ossia a livello europeo) è un problema che dobbiamo affrontare.

Ecco perché noi dell'Italia dei Valori, oltre ad esprimere tutta la nostra solidarietà alle famiglie, in questo momento ci sentiamo in obbligo e in dovere di proporre cosa fare, piuttosto che arrampicarci sugli specchi per stabilire chi ha più colpa rispetto ad un altro.

Riteniamo che si debba intervenire sul sistema specifico e sulla normativa, affinché si facciano le verifiche sulle ore di lavoro effettivo e non sugli anni di attività. Riteniamo che in Italia si debba distinguere il ruolo di gestore dell'attività privata delle Ferrovie dello Stato dalla titolarità dei controlli, che si debba separare, una volta per tutte, il sistema dei controllori dal sistema dei controllati, e che bisogna destinare più soldi e più fondi per il servizio di manutenzione delle Ferrovie dello Stato rispetto a quanto avviene attualmente. Quando dico attualmente, non lo dico con riferimento a questa legislatura, ma con riferimento a vent'anni di attività, perché molto spesso, per cercare fondi per fare nuove cose, si finisce per togliere risorse dove c'è necessità che ci siano.

Allora, concludo il mio intervento ribadendo la posizione dell'Italia dei Valori. A seguito di questa esperienza emerge la necessità di intervenire immediatamente sulla legislazione italiana e sulla quella europea: sulla legislazione italiana, per dividere la funzione del controllore da quella del controllato; su quella europea, per proporre al più presto l'istituzione di un'authority indipendente che si occupi del sistema dei controlli, laddove la liberalizzazione ha prodotto un sistema di deregolarizzazione totale in mano a privati, che molto spesso, per i profitti personali, mettono da parte la sicurezza (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

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