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 Anno V n° 9 SETTEMBRE 2009    -   PRIMA PAGINA


Lo sbuffo
… e tutto iniziò con Andreotti!

Di Giovanni Gelmini



Sono passati parecchi decenni da quando per la prima volta Andreotti, in carica come capo del Governo, partecipò ad una trasmissione TV. Per molti fu uno scandalo, ma la capacità di fare battute scherzose di quel politico raffinato, rese quegli incontri interessanti e piacevoli. Da allora il rapporto Politici al Governo e mass-media si è intensificato, ma nessuno poteva pensare di arrivare alla situazione attuale in cui i programmi vengono cambiati, forzati o costruiti ad hoc, per mostrare le grandi qualità di chi siede a Palazzo Chigi.

Ci siamo però dimenticati che dopo il ’22, in mancanza di Porta a Porta, il Duce parlava alla folla dal balcone di Palazzo Venezia e, per soddisfare la fremente voglia del popolo italiano di sentire le sue parole, vista l’impossibilità di far stare tutti nella non grande piazza, pensò di accontentarlo e trasmettere via radio i discorsi. Però pochi avevano la radio, allora i gerarchi fascisti locali provvedevano a convogliare la appassionata popolazione nella piazza principale del comune e lì, con potenti altoparlanti, la voce stentorea del Duce poteva, anzi doveva, essere ascoltata da tutti.

Oggi la cosa è più semplice, per soddisfare la voglia di sapere direttamente dal Capo del Governo la verità su quello che sta succedendo, basta sintonizzarsi su uno di ben cinque canali televisivi e lì avremo tutte le notizie complete e precise su come vanno bene le cose in Italia. Si deve però stare molto attenti perché ve ne sono due che non la raccontano giusta e diffondono notizie allarmanti e falsità. Così anche alcune testate giornalistiche in Italia e perfino all’estero, ma si sa che gli stranieri hanno paura della potenza italiana e così cercano di sminuire il genio italico.

Se una volta il Cavaliere poteva contare sulle squadracce, che con manganelli e olio di ricino potevano far capire la retta via a chi tentava di sminuire la sua grandezza, oggi questi sistemi sono aborriti da chi è al Governo: siamo in democrazia e questi sistemi non si usano di certo. Non ce n’è neanche bisogno, è più semplice usare le vie corrette: una bella denuncia per diffamazione con la richiesta di qualche milione di euro è una via corretta e legale per far tacere chi diffama. E poi chi parla male del governo è un disfattista ,che non merita di ricevere la pubblicità e cosi, come ha detto Berlusconi al direttore del “El Pais”, il giornale fallisce e non disturba più la quiete pubblica.

Anche certe trasmissioni, che, come “Report”, mettono in piazza le cose brutte che ci circondano, è bene che stiano più attente, ma non c’è bisogno di censurarle, basta togliere loro la copertura per la difesa in giudizio e vedrai che alla prima causa per diffamazione devono chiudere, anche se per ora in tanti processi sono sempre stati assolti.

Ci sono però dei momenti cruciali, in cui l’Italia deve gioire per il raggiungimento di un obiettivo straordinario e allora è opportuno che questi momenti esaltanti non siano disturbati da trasmissioni tendenziose; l’ideale è che queste trasmissioni siano sospese. Anzi sarebbe bene fare trasmissioni a reti unificate, ma sembra che questo sia un poco più difficile e per ora sia meglio soprassedere.

Come si vede la libertà di stampa in Italia c’è, specialmente per chi si comporta bene e non crea fastidi. Siamo una grande democrazia occidentale o no?



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