REGISTRATO PRESSO IL TRIBUNALE DI AREZZO IL 9/6/2005 N 8
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 Anno V n° 10 OTTOBRE 2009    -   FATTI & OPINIONI


Durante la discussione sullo “Scudo Fiscale”
Accusa di Mafia alla Camera dei Deputati


Prendo atto che il presentatore accetta la riformulazione e non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Paladini n. 9/2714/16, accolto dal Governo come raccomandazione, purché riformulato limitatamente al dispositivo.
Chiedo al presentatore se accetti la riformulazione dell'ordine del giorno Barbato n. 9/2714/17, accettato dal Governo limitatamente al dispositivo, purché riformulato

FRANCESCO BARBATO.(IDV) Signor Presidente, per la verità, su temi di riciclaggio di danaro proveniente dalla criminalità organizzata non ci può essere una politica grigia. Infatti abbiamo visto che oggi la mafia è nell'economia oggi la mafia è l'economia. Proprio ieri abbiamo letto un'analisi fatta dal Censis secondo la quale a Napoli su 100 persone ne vengono uccise 2,6 all'anno. La media nazionale è di 0,2 per cento. In altre parole ci sono zone del territorio che sono completamente controllate dalla mafia. Napoli e Caserta per il 95 per cento del territorio sono controllate dalla camorra. I cittadini abitano per il 95 per cento in un territorio controllato dalla camorra. Quindi quasi tutto il territorio è controllato dalla camorra e i cittadini vivono in un territorio completamente controllato dalla camorra.
Ecco perché dobbiamo essere molto netti su questi temi. L'Italia sta diventando peggio del Liechtenstein, della Svizzera, stiamo diventando un Paese off-shore. Su questo dobbiamo essere molto determinati, altrimenti diventiamo dei criminali innanzitutto noi, perché favoriamo la criminalità. A volte, si fanno delle tempeste in un bicchiere d'acqua. Lo abbiamo visto anche ieri sera: sull'informazione, su Annovero è stata fatta tanta confusione. Alla fine, si è acclarato che abbiamo un Premier «escortiere» e nulla più di tanto.
Però, avere un Premier «escortiere», è una cosa passibile, ma non è passabile che il Parlamento, sui temi della legalità, della difesa dei cittadini, della sicurezza pubblica, del contrasto vero alla mafia e alla criminalità organizzata, che oggi non opera con la coppola e con la lupara, come vi ha fatto vedere simbolicamente ieri Di Pietro.
Oggi la mafia è ben altra cosa, oggi la mafia è economia, è nelle società, è nelle aziende, la mafia determina chi deve aprire negozi di abbigliamento a Berlino. Voi oggi state consentendo anche un saldo alla mafia, perché vi sono delle operazioni di trasferimenti di capitali che vengono chiamate money transfer. Per queste operazioni è necessario pagare una commessa del 10 per cento. Addirittura, oggi fate un bel saldo alla mafia, perché avete previsto un'aliquota del 5 per cento. Lo Stato oggi è in saldi per la mafia.
Questa è la cosa più ridicola di una maggioranza parlamentare, che diventa mafiosa e criminale (Proteste dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania)! Perché, ancora una volta, state dando una mano alla mafia! State aiutando la mafia con atti legislativi...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Barbato...

FRANCESCO BARBATO. ...avete portato la mafia nel Parlamento (Proteste dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania)! Berlusconi non è un Premier «escortiere» e puttaniere...

PRESIDENTE. Onorevole Barbato...

FRANCESCO BARBATO. ...ma un Premier mafioso e criminale!

PRESIDENTE. Onorevole Barbato, le tolgo la parola. Onorevole Barbato, la richiamo all'ordine. Le parole che ha usato in quest'Aula non sono consone all'Assemblea, né alla sua dignità, né e a quella delle persone.

ITALO BOCCHINO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ITALO BOCCHINO (PDL). Signor Presidente, credo che le parole dell'onorevole Barbato non richiedano soltanto una censura posticipata da parte sua, ma un provvedimento (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania). Si è rivolto al Presidente del Consiglio...

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Bocchino, anticipare le sanzioni è un po' difficile, gli interventi anticipati sono un po' complicati (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

ITALO BOCCHINO. Signor Presidente, mi lasci parlare, per cortesia. L'onorevole Barbato ha detto che il Presidente del Consiglio è un mafioso. Questo è reato (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà)! Come lei sa, dire questo è reato. Siamo nell'Aula della Camera dei deputati e le chiedo di intervenire utilizzando il Regolamento, e non di dire, alla fine dell'intervento, che le parole usate non sono consone all'Aula. Lei ha il diritto e il dovere di richiamarlo una prima volta, una seconda volta, e di procedere all'espulsione dall'Aula, quando si fanno affermazioni così gravi (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà), che violano norme, ma, soprattutto, violano le elementari norme comportamentali che devono vigere all'interno di quest'Aula. Non possiamo accettare che un parlamentare dell'opposizione possa dire in un'Aula del Parlamento che il Presidente del Consiglio è mafioso, non possiamo accettare che dica che la maggioranza è mafiosa, e non possiamo accettare che la Presidenza, al termine dell'intervento, dica semplicemente che le parole non sono consone (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania)!

PRESIDENTE. Onorevole Bocchino, evidentemente nel caos dell'Aula lei non ha compreso perfettamente le mie parole. Io ho espressamente richiamato all'ordine l'onorevole Barbato.

MARCO GIOVANNI REGUZZONI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO GIOVANNI REGUZZONI (Lega Nord). Signor Presidente, ovviamente concordo con le parole del collega Bocchino, però volevo far notare che il fatto (Proteste dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania)...

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia! Prego, onorevole Reguzzoni.

MARCO GIOVANNI REGUZZONI. Credo...(Il deputato Barbato espone un cartello recante la scritta«Agenda rossa di Borsellino» - Proteste dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania )...

PRESIDENTE. Onorevole Barbato, tolga quel cartello (Dai banchi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania si grida: «Fuori! Fuori!» - Il deputato Zazzera espone un cartello che riproduce un'agenda rossa)! Onorevole Zazzera, per cortesia! I commessi provvedano a requisire i cartelli esposti dagli onorevoli (Il deputato Di Pietro espone un cartello che riproduce un'agenda rossa)... Bene, onorevole Di Pietro, complimenti, complimenti!
Sospendo la seduta.

La seduta, sospesa alle 10,45 è ripresa alle 10,50.

MARCO GIOVANNI REGUZZONI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO GIOVANNI REGUZZONI. Signor Presidente, dopo quello che si è ulteriormente verificato in quest'Aula, credo che il senso del mio intervento non ci sia più. Ringrazio per non aver consentito a un parlamentare della Repubblica, in questo caso al sottoscritto, di poter svolgere il suo intervento. Chiedo, però, di parlare per chiedere scusa, da parte di tutti noi, a quei bambini che occupavano la tribuna destinata al pubblico a cui è stato dato un esempio veramente pessimo delle istituzioni democratiche (Applausi dei deputati dei gruppi Lega Nord Padania e Popolo della Libertà).

ROBERTO GIACHETTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROBERTO GIACHETTI.(PD) Signor Presidente, se l'Assemblea me lo consente, vorrei ringraziarla e dire con pacatezza all'onorevole Bocchino - rivolgendomi anche, se per una volta fosse possibile, a ciascun deputato - che può prendere il Regolamento, leggerlo e vedere cosa prevede e poi valutare serenamente il comportamento della Presidenza, in questo momento dell'onorevole Bindi.
Il nostro Regolamento, per fortuna, disciplina tutto quello che accade dentro l'Aula. Lo dico all'onorevole Bocchino perché ho stima di lui e credo che questa volta potrà dare un contributo positivo in supporto a quanto fatto dalla Presidenza, invece di attaccarla senza alcuna motivazione.
L'articolo 59 del nostro Regolamento afferma, al comma 1, prevede che se un deputato pronuncia parole sconvenienti oppure turba col suo contegno la libertà delle discussioni o l'ordine della seduta, il Presidente lo richiama nominandolo. Ciò è esattamente quello che ha fatto il Presidente Bindi non appena ha sentito le parole del collega Barbato: lo ha richiamato nominandolo (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori). Ringrazio, il Presidente per averlo fatto, ma vorrei dire che ha fatto anche di più: ha tolto la parola al collega Barbato, senza che ciò sia previsto dal Regolamento.
Inoltre, vorrei dire al collega Reguzzoni, poiché anch'egli si lamenta, che è disciplinato anche quanto si è verificato. Sa cosa dice il Regolamento, all'articolo 61 comma 1, primo periodo, onorevole Reguzzoni? «Quando sorga un tumulto nell'Aula» - esattamente quello che è accaduto quando il collega Barbato e i colleghi dell'Italia dei Valore hanno esposto i cartelli - «e riescano vani i richiami del Presidente, questi abbandona il seggio e ogni discussione s'intende sospesa». Non c'è mai stata in quest'Aula e in questi giorni un'applicazione più cogente di quello che prevede il nostro Regolamento.

MASSIMO POLLEDRI.(Lega Nord) Non c'era tumulto!

ROBERTO GIACHETTI. Mi auguro che possa arrivare un applauso da parte di tutta l'opposizione e la maggioranza per il comportamento di un Presidente che ha difeso i diritti dell'Assemblea e di ogni singolo deputato e non vedo per quale motivo ingiustificatamente debba essere messo sotto accusa (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico, Italia dei Valori e Unione di Centro)

PIER FERDINANDO CASINI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIER FERDINANDO CASINI (UDC). Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare alcune considerazioni. La prima è di condivisione delle parole appena pronunciate dall'onorevole Giachetti. Credo anche l'atteggiamento dell'onorevole Bindi - e lo dico anche da ex Presidente della Camera - sia stato impeccabile nell'applicazione del Regolamento.
La seconda è una considerazione che voglio rivolgere, proprio perché nella contrapposizione politica di queste ore non bisogna mai perdere il senso delle dimensioni, ai colleghi del Popolo della Libertà e al Presidente del Consiglio di solidarietà per le parole inqualificabili che sono state pronunciate dal collega dell'Italia dei Valori (Applausi dei deputati dei gruppi Unione di Centro, Popolo della Libertà, Lega Nord Padania e di deputati del gruppo Partito Democratico).
L'ultima considerazione la voglio rivolgere ai colleghi dell'opposizione. Colleghi, colleghi dell'opposizione, colleghi che insieme a noi fate opposizione e che pochi minuti fa avete costretto, assieme a noi, sulla difensiva e in minoranza la maggioranza: il fatto che in un momento come questo di massima difficoltà numerica e anche politica della maggioranza l'Italia dei Valori assuma questo atteggiamento è il segno dell'opposizione di comodo e dei grandi favori a Berlusconi che al di là delle affermazioni rituali essi costantemente fanno (Applausi dei deputati dei gruppi Unione di Centro e Partito Democratico). Se continua così l'Italia dei valori, Berlusconi rimarrà al Governo per altri sessant'anni, perché questi sono atteggiamenti irresponsabili, irresponsabili e infantili politicamente (Applausi dei deputati dei gruppi Unione di Centro e Partito Democratico - l'onorevole Di Pietro espone un cartello riproducente un'agenda rossa)!

PRESIDENTE. Onorevole Di Pietro, per favore! Mi consenta di dirle che come capogruppo questo suo atteggiamento è veramente condannabile, più che da parte di qualche altro deputato!

MASSIMO DONADI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MASSIMO DONADI (IDV). Signor Presidente, vorrei innanzitutto far presente al collega Reguzzoni della Lega, che ha così a cuore la sensibilità dei bambini, che forse se avesse, lui e il suo gruppo, un po' più di sensibilità per quei bambini dei barconi che ogni giorni respingono nelle galere del dittatore libico (Proteste dei deputati del gruppo Lega Nord Padania - Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà), forse sarebbe un po' meglio, e forse sarebbe qualcosa che farebbe bene alla dignità di questa Paese (Proteste dei deputati dei gruppi Lega Nord Padania e Popolo della Libertà - Dai banchi del gruppo della Lega Nord Padania si grida: «Scemo! Scemo!»)...

PRESIDENTE. Colleghi, per favore! Colleghi, per cortesia! Credo che l'onorevole Donadi abbia il diritto di concludere il suo intervento. Prego, onorevole Donadi.

MASSIMO DONADI. Anche se le mie parole fanno male alla Lega, credo di averlo lo stesso questo diritto. All'onorevole Casini, che ha così a cuore, improvvisamente, la fine del Governo di Berlusconi ricordo, al di là del fatto che lo ha sostenuto per quindici anni, che non mi pare che con le azioni politiche sul territorio l'Unione di Centro - guardando un po' di qui e un po' di lì - stia poi dando una gran mano a delineare una possibile alternativa in questo Paese (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
In conclusione, vorrei affermare che se sicuramente mi sento di ringraziare il Presidente della Camera per il suo corretto e attento richiamo al Regolamento, altrettanto sicuramente con questo provvedimento, che stiamo regalando oggi, non gli si potrà dire di più ma Berlusconi sta facendo davvero un grande regalo alla mafia (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori). Del resto, da qualcuno che il procuratore generale di Palermo, pochi giorni fa, ha detto esserci certo uno stalliere che veniva in Brianza dalla profonda Sicilia non perché capiva qualcosa di agricoltura (Proteste dei deputati dei gruppi Lega Nord Padania), né perché capiva qualcosa di cavalli ma solo perché lì stava per essere funzionale agli interessi della mafia, qualche riflessione, mi consenta, da questi banchi di facinorosi noi la facciamo (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori - Proteste dei deputati del gruppo Lega Nord Padania).

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIANFRANCO FINI (ore 10,50)

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, onorevole colleghi! Invito gli onorevoli colleghi ad assumere un atteggiamento più consono al luogo in cui ci troviamo! Mi riservo di sospendere la seduta se dovessero continuare atteggiamenti che - lo ripeto - offendono, in primo luogo, chi se ne rende responsabile (Commenti del deputato Polledri). Onorevole Polledri, si calmi, si segga e taccia per favore! Questo vale per lei come per altri deputati.

Signori, dopo l'intervento dell'onorevole Donadi credo che sia opportuno ritornare all'ordinato svolgimento dei nostri lavori e prima di passare alla votazione dell'ordine del giorno Barbato n. 9/2714/17, in ragione di quanto è accaduto testé, desidero innanzitutto ribadire quanto già è stato detto da alcuni colleghi circa l'ineccepibile conduzione dei lavori dell'Aula da parte del Vicepresidente Bindi (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico, Unione di Centro e Italia dei Valori), che ha in modo inequivocabile applicato alla lettera il nostro Regolamento. Aggiungo che alcune espressioni che sono state usate dall'onorevole Barbato saranno oggetto delle conseguenti valutazioni da parte dell'Ufficio di Presidenza (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà, Lega Nord Padania e Unione di Centro).
Come sanno tutti i colleghi che conoscono il nostro Regolamento, non è prerogativa del Presidente disporre alcunché, se non nominare il deputato che si rende responsabile di atteggiamenti irriguardosi, se necessario togliergli la parola, e in caso di tumulto sospendere la seduta.
Il Presidente non può fare alcunché. L'Ufficio di Presidenza valuterà la, a mio avviso, oggettiva gravità di quel che è stato detto e deciderà in quella sede gli eventuali necessari provvedimenti di tipo disciplinare.
Passiamo ai voti...

GENNARO MALGIERI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. A che titolo, onorevole Malgieri?

GENNARO MALGIERI. Per un richiamo al Regolamento.

PRESIDENTE. Per i richiami al Regolamento concederò la parola al termine della fase relativa agli ordini del giorno (Proteste del deputato Malgieri). Onorevole Malgieri, tra le responsabilità della Presidenza c'è anche quella di rendere possibile l'ordinato svolgimento dei nostri lavori in una fase politica, come è a tutti noto, caratterizzata da una forte e più che legittima dialettica di tipo politico. Quindi la invito a cogliere il senso delle mie affermazioni.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Barbato n. 9/2714/17, non accettato dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).



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