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 Anno V n° 10 OTTOBRE 2009    -   PRIMA PAGINA



Nobel a Obama

Di Giacomo Nigro



La Casa Bianca non si aspettava l'assegnazione del premio Nobel per la pace a Barack Obama. Lo hanno affermato alcuni funzionari dell'amministrazione americana interpellati dalla Cnn. Tanto che il portavoce presidenziale Robert Gibbs, a chi gli chiedeva una reazione a caldo, ha risposto ai media con una mail contenente solo un'esclamazione di sorpresa (WOW!), scritta a lettere maiuscole e col punto esclamativo.

Il Presidente è stato insignito del Nobel per la Pace "per i suoi sforzi straordinari nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli". Barack Obama si è detto "onorato" per il Premio Nobel assegnatogli. Obama entra così a far parte di una lista prestigiosa di vincitori. Tra questi Martin Luther King Jr. vincitore nel 1964, Henry Kissinger nel 1973, Madre Teresa di Calcutta nel 1979, Nelson Mandela nel 1993, nel 1994 il premio fu assegnato a Yasser Arafat, Shimon Peres e Yitzhak Rabin. Un altro Presidente USA ebbe l'onore di vincere il premio: Jimmy Carter nel 2002.
Il presidente del comitato per il Nobel norvegese, Thorbjoern Jagland, ha dichiarato che forse ad alcuni l'assegnazione al neopresidente americano potrà sembrare prematura, precisando che per statuto il premio va assegnato a chi ha fatto il massimo per la pace nell'anno precedente.

Solo assai raramente qualcuno è riuscito come Obama a catturare l'attenzione del mondo e a dare una speranza per un futuro migliore”, si legge nella motivazione diffusa dal Comitato, che spiega come la diplomazia del Presidente statunitense sia “basata sul concetto che coloro che guidano il mondo debbano farlo sulla base di valori e atteggiamenti condivisi dalla maggioranza della popolazione”.

Il Comitato ha concluso sottolineando la speciale importanza del progetto e dell'impegno della Casa Bianca per un mondo senza armi nucleari: “Come Presidente, Obama ha creato un clima nuovo nella politica internazionale: la diplomazia multilaterale ha riguadagnato una posizione centrale, con un'enfasi sul ruolo che le Nazioni Unite e le altre organizzazioni internazionali possono svolgere”.

Il premio verrà consegnato ufficialmente il 10 dicembre a Oslo, nell'anniversario della morte del fondatore, l'industriale e filantropo svedese Alfred Nobel. Il riconoscimento consiste in una medaglia, un diploma ed un assegno da 10 milioni di corone norvegesi (circa un milione di euro).

La decisione dell'Accademia ha in effetti stupito molti. E le reazioni internazionali sono contrastanti. Il nostro presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha riferito dell'applauso tributato dal Consiglio dei ministri al leader Usa, l'ex presidente finlandese Martti Ahtisaari (premiato l'anno scorso) ha affermato che questo riconoscimento vuole incoraggiare il presidente a "proseguire" il cammino intrapreso "sui temi di cui stiamo parlando". Secondo Lech Walesa (Nobel per la pace nel 1983), invece, il premio è arrivato troppo presto. “Non ha ancora avuto il tempo di mantenere le promesse” ha spiegato l'ex presidente polacco.

Un portavoce dei talebani in Afghanistan ha invece condannato l'attribuzione del Premio Nobel per la pace al presidente degli Stati Uniti. “Non abbiamo percepito alcun cambiamento di strategia per la pace, non ha agito per la pace in Afghanistan, non ha deciso alcun provvedimento per questo o per rendere il Paese più stabile”, ha spiegato Zabihullah Mujahid. Diversa la posizione del presidente Hamid Karzai: “Ci congratuliamo con Obama per aver vinto il premio Nobel. Il suo lavoro frenetico e il suo progetto per nuove relazioni internazionali, la sua volontà e i suoi sforzi per creare un'atmosfera di amicizia e buone relazioni, oltre che per la pace nel mondo, ne facevano la persona adatta per ricevere il premio Nobel per la pace”.

Speriamo che il premio lo inciti a perseguire la via che porta alla giustizia nel mondo”, ha commentato invece Ali Akbar Javanfekr, uno dei consiglieri del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. “Noi non siamo contrari e speriamo che ricevendo questo premio, cominci a intraprendere dei provvedimenti concreti in modo da porre fine all'ingiustizia nel mondo” ha aggiunto il funzionario iraniano.

La famiglia keniota del presidente americano è invece in festa. “È un onore per tutta la famiglia. Siamo così felici che uno di noi abbia ricevuto un simile onore. Congratulazioni a Baraci” commenta il fratellastro del leader Usa, Said Obama.

L'Accademia di Svezia ama stupire, si sa, credo infatti che con la sua decisione è riuscita a caricare sulle spalle di Obama un notevole fardello che, speriamo, sia di stimolo per il proseguimento di un sogno di cambiamento, che comincia a dare qualche segno di avvio alla normalizzazione; chi ha seguito la recente intervista televisiva di Fabio Fazio a Condoleeza Rice avrà notato che l'ex Segretario di Stato americano ne ha difeso l'operato in politica estera.



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