REGISTRATO PRESSO IL TRIBUNALE DI AREZZO IL 9/6/2005 N 8
Articoli letti  10456309
   RSS feed RSS
Vedi tutti gli articoli di Concetta Bonini
stampa

 Anno V n° 11 NOVEMBRE 2009    -   RECENSIONI


Letto per voi
Emmaus
La metafora eterna della nostra cecità nel romanzo di Alessandro Baricco
Di Concetta Bonini



Emmaus, ovvero tutta l’umanità in una sola parola.
L’ultimo libro di Alessandro Baricco è una discesa agli inferi. Le sue pagine perdono la sublime leggiadria della favola, per immergersi in più torbido senso della tragedia, quello, per intenderci, che sarebbe stato più probabile aspettarsi in Horbny o in Ammanniti.
Ma Baricco non tradisce –mai- l’aspettativa di arrivare all’ultima pagina e di voler ricominciare da capo, anche subito, anche se si è del tutto frastornati, anche se è notte fonda, per tornare a dissetarsi al fiume limpido delle sue parole così dense di corpo, rotonde, così fluenti di vita e di verità.
Emmaus non è solo un luogo biblico, nè solo un luogo dell’anima. E’ la metafora eterna della nostra cecità. Una cecità che è una condanna ineludibile, come un peccato originale e, in un modo spietato, un principio di democrazia. Essa è identica per quegli “altri”, i ricchi, quelli che “apparentemente non credono a niente”, quelli per i quali “la chimica della vita non produce formule esatte ma spettacolari arabeschi”, quelli che dispongono di “una certa capacità di destino, e in particolare di destini tragici”. E per noi, i normali, i “credenti e cattolici”, che “il tragico non ce lo possiamo permettere, forse un destino nemmeno”.
Andre appartiene ai primi, e alla morte. Luca, Bobby e Il Santo si pensa appartengano ai secondi, e alla vita, come il protagonista che non ha un nome, ma è solo memoria, è solo in funzione di tenere tra le mani i fili di questa memoria.
Hanno sedici, diciassette anni. Poi, ad un tratto, i destini sembrano mescolarsi, invertirsi, e, tutti, mano a mano, sconfinano, oltre il loro naturale sentire, si inquinano di quella tragedia dei quali si credevano incapaci, ignari.
E’ come a Emmaus. “Cuori piccoli – li nutriamo di grandi illusioni, ciechi, al fianco di amici e amori che non riconosciamo –fidandoci di un Dio che non sa più di se stesso”.
E’ come a Emmaus. “In tutta la storia, ognuno non sa”.
E come a Emmaus. “Alla fine si chiedono: come abbiamo potuto? ”.


Titolo: Emmaus
Autore: Baricco Alessandro
Editore: Feltrinelli
Data di Pubblicazione: Novembre 2009
Collana: I narratori
ISBN: 8807017989



Argomenti correlati:
#baricco, #libro, #recensione, #romanzo
Tutto il materiale pubblicato è coperto da ©CopyRight vietata riproduzione anche parziale

RSS feed RSS

Vedi tutti gli articoli di Concetta Bonini
Condividi  
Twitter
stampa

Il sito utilizza cockies solo a fini statistici, non per profilazione. Parti terze potrebero usare cockeis di profilazione