REGISTRATO PRESSO IL TRIBUNALE DI AREZZO IL 9/6/2005 N 8
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 Anno V n° 11 NOVEMBRE 2009    -   FATTI & OPINIONI


Dichiarazioni di voto - Camera dei Deputati Resoconto stenografico Seduta n. 249 di mercoledì 18 novembre 2009
Intervento di Nicola Formichella (PDL)
Disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 135 del 2009: Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee (Approvato dal Senato) (A.C. 2997)



Signor Presidente, onorevoli colleghi, il provvedimento che ci apprestiamo ad approvare costituisce l'ennesima conferma dell'impegno del nostro Governo e della maggioranza per assicurare una tempestiva e sistematica attuazione degli obblighi comunitari da parte del nostro Paese. Il decreto-legge in esame adegua, infatti, il nostro ordinamento a ben tredici procedure di infrazione pendenti, di cui ben quattro per mancata attuazione di sentenze della Corte di giustizia. Con riferimento a queste ultime procedure, se il Governo non fosse intervenuto, la Corte avrebbe potuto comminare all'Italia ammende per un ammontare fino a 700 mila euro al giorno. In questo modo, prosegue la tendenza alla riduzione delle procedure di infrazione consolidatasi in questa legislatura grazie all'opera del Governo e delle Camere. Inoltre, il decreto-legge assicura l'attuazione di direttive e di regolamenti vigenti, prevenendo l'avvio di ulteriori procedure d'infrazione. Si tratta, dunque, di un passaggio essenziale per assicurare la conformità del nostro ordinamento a quello dell'Unione europea, proprio alla vigilia dell'entrata in vigore del Trattato di Lisbona.

Nel corso dell'esame in Commissione e della discussione sulle linee generali in Aula, alcuni colleghi dell'opposizione hanno, tuttavia, contestato il ricorso al decreto-legge cosiddetto salva infrazioni, rilevando, in particolare, che esso si sovrapporrebbe alla legge comunitaria pregiudicandone i contenuti e le funzioni. A questo riguardo, vorrei svolgere due considerazioni. In primo luogo, il ricorso a questo genere di decreti non costituisce certo una novità introdotta in questa legislatura; mi limito a ricordare che, nella passata legislatura, il Governo Prodi aveva anch'esso adottato, in poco meno di due anni, tre provvedimenti di questo genere. Evidentemente, il ricorso alla decretazione d'urgenza per l'adempimento degli obblighi comunitari evidenza l'obiettiva inadeguatezza della sola legge comunitaria in base alle procedure vigenti per assicurare la conformità del nostro ordinamento a quello europeo. La seconda considerazione, strettamente connessa alla prima, è che non è più rinviabile una riforma degli strumenti di attuazione degli obblighi comunitari.

Questa esigenza era del resto emersa con evidenza in sede di esame sia del disegno di legge comunitaria per l'anno 2008, sia di quello per l'anno 2009, i quali sono stati sottoposti alla Camera ben oltre il termine di presentazione del 31 gennaio prescritto dalla legge. La legge comunitaria per l'anno 2008 è stata approvata soltanto nella tarda primavera del 2009, mentre l'esame del disegno di legge comunitaria per l'anno 2009, approvato da questa Camera in prima lettura, è stato appena avviato al Senato. Ho già avuto modo di rilevare, in qualità di relatore del disegno di legge comunitaria per l'anno 2009, che questo ritardo discende soprattutto dall'assenza nei Regolamenti parlamentari di tempi certi e vincolanti per la conclusione dell'esame in ciascuna Camera.

Si tratta del resto di un fenomeno ormai endemico: nelle ultime tre legislatore il disegno di legge comunitaria è stato approvato nell'anno di riferimento in sole due occasioni. L'esigenza, quindi, di una modifica della disciplina esistente è poi resa ancora più urgente dall'imminente entrata in vigore del Trattato di Lisbona, che consentirà alla Commissione europea di chiedere ed ottenere in tempi molto più ristretti la condanna pecuniaria per gli Stati che non adempiano agli obblighi europei. La Commissione politiche europee ha già svolto una riflessione articolata su questo punto, svolgendo un'apposita indagine conoscitiva sulla legge n. 11 del 2005. Ci apprestiamo, come gruppo del Popolo della Libertà, a presentare una proposta di modifica organica di tale legge. Analoghe proposte sono, peraltro, già state presentate da altri gruppi. Sono pertanto certo che, con il contributo del Governo, la Commissione XIV, in sede di esame delle proposte di legge in questione, saprà apportare al quadro normativo vigente le modifiche necessarie ad adeguare la tempestività e la qualità degli strumenti di attuazione degli obblighi comunitari. Non possiamo, tuttavia, nascondere che, mediante la riforma della legge n. 11 del 2005, si porranno soltanto i presupposti per un più efficace esame parlamentare degli strumenti legislativi di attuazione del diritto dell'Unione europea. Lo snodo decisivo a questo scopo è in realtà costituito dalla modifica delle disposizioni del Regolamento relative all'esame del disegno di legge comunitaria. Occorre, in particolare, alla luce dell'esperienza consolidata, operare almeno in due direzioni: in primo luogo, l'introduzione di tempi certi per l'esame in Aula del disegno di legge comunitaria sul modello della sessione di bilancio e, in secondo luogo, l'eventuale attribuzione di una competenza referente forte alla XIV Commissione. L'attuale competenza referente debole della XIV Commissione, che può respingere gli emendamenti delle Commissioni di settore solo per incompatibilità manifesta con l'ordinamento comunitario, ovvero per motivi di coordinamento generale, non favorisce né la speditezza del procedimento né il rispetto del contenuto proprio del disegno di legge comunitaria.

Per questo motivo, in questo modo, il ricorso al cosiddetto decreto-legge «salva infrazioni» diverrebbe effettivamente residuale, configurandosi come extrema ratio in casi limitati. Subito dopo l'approvazione della riforma della legge n. 11 del 2005, intendiamo pertanto presentare anche proposte di riforma delle disposizioni del Regolamento della Camera su questa materia. In conclusione, signor Presidente, credo che il provvedimento che ci apprestiamo ad approvare confermi pienamente l'efficacia e la tempestività dell'azione del Governo e della maggioranza nell'attuazione degli obblighi comunitari, che è testimoniata - voglio sottolinearlo - da un dato incontrovertibile: all'inizio di questa legislatura, erano pendenti nei confronti dell'Italia ben centosettantanove procedure di infrazione, ad oggi ne sono in corso soltanto centocinquanta. Si tratta del dato in assoluto più basso dal 2000. Abbiamo dunque risolto ventinove procedure in appena diciotto mesi e con il decreto-legge al nostro esame, nonché con le modifiche alla legge n. 11 del 2005, sono certo che miglioreremo ulteriormente la situazione. Per tutti questi motivi, annuncio il voto favorevole del gruppo del Popolo della Libertà e la fiducia convinta al nostro Governo (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).



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