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 Anno VI n° 2 FEBBRAIO 2010    -   FATTI & OPINIONI


Grave accusa di COLDIRETTI e DBV
5 catene della Grande Distribuzione controllano il 70% del mercato europeo
Sotto accusa i comportamenti commerciali, lesivi della concorrenza
Di G.G.



Il 27 gennaio 2010 s’è tenuto a Monaco un incontro tra il Presidente dell’Associazione degli agricoltori tedeschi (DBV), Gerd Sonnleitner, e il Presidente della Confederazione Nazionale COLDIRETTI, Sergio Marini. Nello scambio d’informazioni è emerso che, in Europa, la quota di mercato alimentare dei cinque principali distributori (GDO) è oltre il 70 per cento. La grande distribuzione commerciale - denunciano le due organizzazioni leader in Italia e Germania - sfrutta il suo potere di mercato nei confronti degli agricoltori attraverso compensi inadeguati, termini di pagamenti eccessivamente lunghi, vendite sottocosto a carico dei fornitori, contributi ingiustificati alle spese pubblicitarie e insistenza sulla fornitura esclusiva.

Le due associazioni denunciano questa è una situazione che non consente, in molti casi, agli agricoltori di coprire i costi di produzione, quindi sollecitano un intervento delle Istituzioni comunitarie per sanzionare un comportamento commerciale, lesivo della concorrenza, lungo la catena di approvvigionamento alimentare.

Per rafforzare la posizione degli agricoltori nell’ambito della catena alimentare si rendono necessari dei miglioramenti urgenti. Occorre porre rimedio alla situazione attuale, nella quale l’agricoltore è l’anello più debole della catena produttiva ed è soggetto alla forte pressione esercitata sui prezzi. Oltre alla modifica del diritto della concorrenza e a una maggiore trasparenza sul mercato, si impongono - precisano Coldiretti e DVB - anche dei miglioramenti a livello di aggregazione dei produttori e delle strutture di trasformazione e di commercializzazione.

Le due principali organizzazioni agricole in Italia e Germania concordano nell’indicare la commercializzazione regionale di prodotti agricoli e la creazione di circuiti economici regionali come fattori principali, ai fini di un consolidamento della posizione degli agricoltori e delle stesse zone rurali.

I prodotti agricoli tedeschi, italiani ed europei godono di un’eccellente reputazione e sono sinonimo di qualità, sapori regionali pregiati e freschezza. Essi sono ottenuti in maniera sostenibile e nel rispetto di norme che sono fra le più rigorose al mondo. A tal fine, è necessaria che la politica di qualità dei prodotti alimentari, richiesta oggi dai consumatori, sia praticabile per i produttori e i trasformatori.

Gli agricoltori europei svolgono inoltre molteplici funzioni, oltre la produzione di derrate alimentari, quali: la produzione di energia, la protezione del clima e la conservazione del paesaggio rurale.

La sicurezza di approvvigionamento alimentare per 500 milioni di cittadini europei con prodotti europei di grande qualità deve continuare a essere, anche in futuro, un obiettivo centrale e strategico per l’Unione europea. Per conseguire tale obiettivo, è necessaria una politica agricola europea solida e dotata di un finanziamento adeguato. Nelle discussioni sul finanziamento della politica agricola comune (PAC) occorre tener presente che, attualmente in tutta l’UE, soltanto lo 0,4% circa del PIL è destinato al settore agricolo.



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