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 Anno VI n° 2 FEBBRAIO 2010    -   FATTI & OPINIONI


Dal Resoconto stenografico della Seduta della Camera dei deputati n. 277 di mercoledì 3 febbraio 2010
Michele Giuseppe Vietti (UDC)- Dichiarazione di voto finale
Dibattito sulla legge "Modifica all'articolo 420-ter del codice di procedura penale in materia di impedimento a comparire"



Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'UdC non voterà a favore di questo provvedimento, pur non rinnegandone la paternità, sia pure in una versione che si è «geneticamente modificata». L'UdC si asterrà. Nonostante ciò, rivendichiamo alla nostra iniziativa politica l'aver offerto una via d'uscita rispetto ad una situazione di stallo indotta dall'iniziativa della maggioranza sul processo breve.
Abbiamo individuato un passaggio, nelle pieghe delle pronunce della Corte costituzionale, stretto che ha consentito di costruire un ponte stretto tra legittimo impedimento da un lato, tassativamente e transitoriamente normato, e riforma costituzionale dall'altro. Il rischio era quello di precipitare nel burrone del processo breve. Le perplessità sul merito del provvedimento rimangono. Sul ponte si è cercato di far transitare qualcosa di più e di diverso da Berlusconi, e solo grazie all'Unione di Centro si è evitato di caricare quel ponte di pesi impropri che lo avrebbero messo a rischio di crollo immediato. Non c'è stata - lo lamentiamo - una formale rinunzia del processo breve, anche se non possiamo ignorare che la sua calendarizzazione a lungo termine ne lasci intendere l'accantonamento che avevamo fortemente richiesto.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, non abbiamo difficoltà a dire che questo provvedimento non ci entusiasma. In un Paese normale non se ne discuterebbe, ma questo, ahimè, non è un Paese normale; questo è un Paese in cui il Presidente del Consiglio, al centro di una intricata rete di interessi talora confliggenti con il suo ruolo istituzionale, si considera, a torto o a ragione (dico a torto o a ragione, sul punto ciascuno ha le sue opinioni), vittima di una sistematica e annosa persecuzione giudiziaria. Perciò Governo e maggioranza sono continuamente stressati dalle pressioni per inseguire i processi del Premier con soluzioni che a loro volta stressano continuamente il sistema giudiziario. L'ultima trovata è appunto quella del processo breve, processo che a dispetto del nome «breve» ha solo la prescrizione, prescrizione che condanna a morte migliaia di processi per colpirne uno, in barba ai colpevoli impuniti, agli innocenti beffati, alle parti offese dimenticate, alle pendenze scaricate sul versante civile, all'incentivo a non ricorrere più ai riti alternativi e ad appellare sempre per non arrivare mai alla fine.
Allora, colleghi dell'opposizione - lo dico facendomi carico anche della dialettica che c'è stata in questo dibattito - vi chiedo: voi preferireste oggi essere qui a votare, soccombendo visti i numeri, il processo breve e a lamentarvi retoricamente dei disastri che il processo breve provoca sull'intero sistema giudiziario, oppure preferite essere qui a lamentarvi - giustamente, come facciamo - sul fatto che rinviamo due soli processi sospendendo la loro prescrizione e consentendone la ripresa al termine del mandato? Non è, colleghi, una domanda retorica.
Per quanto ci riguarda la logica del «tanto peggio, tanto meglio» non ci appartiene (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro), e anche a costo di incomprensioni e di attacchi concentrici di cui anche in questa occasione (evidentemente è il nostro destino, è il destino dei centristi) siamo stati fatti oggetto (ma a cui abbiamo fatto ormai le ossa), anche a costo di non lucrare sulla demagogia di un giustizialismo a buon mercato, di cui l'onorevole Di Pietro ci ha appena dato un esempio di scuola, ebbene noi ci siamo assunti le nostre responsabilità e abbiamo detto in pubblico quello che tutti dicono in privato: il «re è nudo», il re sotto processo mette sotto scacco le istituzioni, e la paralisi che ne deriva danneggia il Paese.
La rimozione di quello che l'onorevole Casini ha chiamato il macigno dei processi di Berlusconi, che qui vengono accantonati e non cancellati, consente di rimuovere gli alibi che ammantano questa paralisi che fa da anni del nostro Paese una sorta di bosco della bella addormentata, in cui tutti dormono e nulla si muove. Senza l'alibi dei processi Berlusconi deve governare, deve dimostrare di saper affrontare i problemi gravi dell'Italia, deve offrire soluzioni senza scappare dalla crisi con la scusa di scappare dai giudici. Senza l'alibi dei processi Governo e maggioranza devono affrontare i nodi delle riforme uscendo dalla spirale perversa per cui non si fanno le riforme costituzionali, perché non si può fare contestualmente la riforma della giustizia e non si fa la riforma della giustizia perché si interferirebbe con i processi di Berlusconi: spirale perversa. Senza l'alibi dei processi di Berlusconi la maggioranza deve uscire dalla retorica degli annunci sull'immunità e deve formulare finalmente una proposta su cui discutere.
Tutti siamo consapevoli che l'abolizione dell'autorizzazione a procedere ha lasciato la politica esposta alle iniziative giudiziarie, anche le più infondate e destabilizzanti senza filtri e senza garanzie. La reintroduzione di un ammortizzatore tra ordine giudiziario e rappresentanza popolare è un'esigenza non di Berlusconi ma del sistema democratico. È inutile piangere lacrime di coccodrillo sul calvario giudiziario di uomini come il nostro Mannino, se poi non si fa nulla per evitare che si ripetano (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro). È inutile, colleghi, ripetere la litania della ragionevole durata dei processi, se poi ci si culla nel sortilegio del bosco incantato in cui, finché non si risveglia Berlusconi dall'incubo dei suoi processi, tutti sono legittimati a dormire. La nostra iniziativa non è solo un'iniziativa di limitazione del danno. Vuole essere anche una provocazione a svegliarci, a fare il nostro dovere di legislatori, di riformatori, di uomini solleciti del bene comune in un Paese finalmente normale (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro - Congratulazioni).



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