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 Anno VI n° 2 FEBBRAIO 2010    -   MISCELLANEA


Organizzata dal Gruppo Astronomico Tradatese
L'esplorazione del Sistema Solare
Continua, fino al 30 maggio 2010, la grande 9° edizione della rassegna unica in Europa sui pianeti a Tradate



 

Giorgio de Chirico, La Commedia e la Tragedia, 1926

Una buona idea è destinata a durare nel tempo. Questo è il caso della mostra triennale dedicata a “L’ esplorazione del sistema solare”, che, creata nel 1980 dal GAT, Gruppo Astronomico Tradatese, è ormai arrivata alla 9° Edizione, in programma a Tradate (locali della Villla Comunale di via Mameli 13) dall’ 8 Dicembre ’09 al 30 maggio 2010.

La fortuna di questa mostra, unica nel suo genere in Italia, è legata allo scopo primario con cui è stata concepita fin dall'inizio: colmare, ogni tre anni e mediante l'uso di appetibili immagini fotografiche, la cronica incapacità dei mezzi di informazione di rendere partecipe la gente comune e il mondo della scuola delle straordinarie scoperte realizzate dalle decine di sonde spaziali, che l'uomo ha lanciato verso quasi tutti i corpi del Sistema Solare. Inevitabile che la mostra si ingigantisse a dismisura negli anni: basti dire che la 9° edizione conta ormai quasi 10.000 immagini, tutte dotate di diciture esaurienti e fortemente interattive. Inevitabile anche che questo ponesse seri problemi non solo per gli organizzatori ma anche per il pubblico dei visitatori. Per questo abbiamo voluto creare un archivio completo e facilmente accessibile, inserendo tutto il materiale in un singolo DVD la cui consultazione è molto facile e intuitiva: questo ne permette una proficua utilizzazione sia da parte degli appassionati in genere che, soprattutto, da parte del mondo della scuola.

Il materiale è suddiviso in 14 sezioni: 11 dedicate al Sistema Solare vero e proprio (pianeti, comete, asteroidi), una dedicata all’ Universo visto dallo Space Telescope ( con particolare riguardo alla ricerca si sistemi planetari extrasolari), una dedicata alla storia dell’esplorazione spaziale (con particolare riguardo alle macchine che hanno permesso l’esplorazione degli oggetti principali del Sistema Solare), una (particolarissima e spettacolare) dedicata al Sole e alle 7 eclissi totali che il GAT ha seguito in varie parti del mondo negli ultimi 20 anni (la prima fu quella dell’ 11 Luglio ’91 in Messico, l’ultima è stata l’eclisse ‘cinese’ del 22 Luglio 2009). L’ambiente espositivo MODULARE (12 locali separati su due piani di villa Truffini a Tradate) è di importanza fondamentale per favorire un’impostazione didattica e interattiva ottimale.

Mercurio ripreso dalla sonda Messenger, 6 ottobre '08
L’ edizione ‘galileiana’ della mostra ossia la 9° edizione, che abbiamo voluto far partire quest’anno in Dicembre per inserirla in IYA2009) conserva una filosofia di fondo che l’ha sempre caratterizzata fin dall’inizio: quella secondo cui l’ esplorazione del Sistema Solare, pur incredibilmente motivante per ragioni intrinseche, è anche il metodo migliore per conoscere meglio il pianeta che più ci preme, vale a dire la Terra. Per questo, proprio la Terra è il pianeta che introduce la mostra, nel senso che è il primo pianeta che i visitatori sono obbligati a visitare. Per almeno tre ragioni: una geologica, una ambientale ed una biologica.

 

La superficie di Venere-(Radar della Magellano) e le sue impenetrabili nuvole (Mariner 10)

Alla parte geologica sono dedicate decine di immagini radar, le uniche in grado di penetrare insormontabili ostacoli ottici (nubi, ghiacci polari, sabbie dei deserti), evidenziandoci immediatamente le regioni ad alto rischio sismico e vulcanico .
Un rilievo particolare viene dato all’ Italia, uno dei paesi a massimo rischio vulcanico ( Vesuvio…) e sismico (nella zona dello stretto di Messina si verificò un secolo fa il terremoto più distruttivo della storia recente…).
Le tecniche radar satellitari sono le stesse con le quali la sonda Magellano ha perforato, all’inizio degli anni 90, le nubi di Venere e con le quali la sonda Cassini sta a poco a poco svelandoci i misteri della superficie di Titano, resa invisibile da una cappa di smog organico simile a quella della Terra primordiale.
Nel caso terrestre il radar ha anche permesso di migliorare la statistica dei crateri da impatto (in gran parte nascosti sotto i ghiacci polari o le sabbie dei deserti), al punto che, ormai, predomina l’idea che siano state prodotte dalla caduta di asteroidi di 2-10 km le cinque maggiori estinzioni di massa degli ultimi 600 milioni di anni.
Da qui uno stimolo maggiore allo studio ravvicinato dei NEO (Near Earth Object), ossia degli asteroidi potenzialmente pericolosi, cui la mostra dedica uno spazio molto importante sia per quanto riguarda Eros, il maggiore dei NEO conosciuti (mappato integralmente dalla sonda orbitale NEAR nel 2000-2001), sia per quanto riguarda Itokawa, un incredibile ‘mucchio di sassi’ senza crateri, su cui si è posata la sonda giapponese Hayabusa, con lo scopo di prelevarne campioni superficiali.

"Fumatori neri" e vermi tubolari sul fondo del Pacifico (Batiscafo Alvin)
Sul tema dell’attività biologica della Terra, la mostra cerca di evidenziare come un fenomeno pur complesso come la vita sembra formarsi con facilità anche in condizioni estreme, purchè esistano fonti di acqua liquida (non importa se calda o fredda, acida o alcalina). Lo dimostrano le straordinarie colonie di creature idrotermali (bivalvi e vermi tubolari giganti), dotate di un metabolismo prima del tutto sconosciuto, che proliferano in maniera sistematica nei pressi dei ‘fumatori neri’(black smokers), geyser di acqua bollente che emergono dai fondali lungo le dorsali oceaniche. Lo dimostrano altresì i batteri primordiali scoperti nelle acque di certi laghi (come il Vostok) sepolti sotto i ghiacci antartici, oppure all’interno di coni vulcanici di altissima quota (come il Lincaburn, a oltre 6000 metri in cima alle Ande).

Il grande “el Niňo” del Dicembre ’97 in un mosaico di molte differenti immagini satellitari
Nella parte ambientale della Terra viene dato rilievo a due problemi fondamentali: l’effetto serra e il buco di ozono antartico, dimostrando che due fenomeni, in apparenza così differenti, sono alla fin fine indirettamente connessi. Tra le cause antropogeniche dell’effetto serra, gli incendi delle foreste equatoriali sono gli eventi più direttamente percepibili (davvero impressionanti le immagini satellitari infrarosse sia diurne che notturne). Più subdolo, ma non meno deleterio, è l’inquinamento luminoso (per generare corrente elettrica bisogna bruciare petrolio…) che le immagini spaziali mostrano diffuso in tutte le regioni più industrializzate. Tra le conseguenze dell’effetto serra, le più vistose si collocano nelle regioni polari: dai grandi icebergs che si staccano dalla banchisa polare antartica, alla diminuzione del 40% in 30 anni del ghiaccio residuo della calotta artica estiva.

Questa mostra è unica tra le varie manifestazioni indette per IYA 2009. Durante i sette mesi di apertura continuativa il GAT farà in modo che sempre ci sia qualcuno a disposizione per visite guidate. In questo modo le visite diventano didatticamente utili per studenti di qualunque classe. Anzi, l’ enorme quantità di materiale esposto, può servire agli studenti per ricerche approfondite su argomenti di vario tipo: le informazioni inserite in quasi 1000 pagine di diciture esplicative e fortemente interattive, costituiscono infatti un’autentica enciclopedia planetaria, impossibile da reperire altrove con la stessa completezza ed attualità.

Completano la manifestazione una lunga serie di conferenze pubbliche, la proiezione continuativa su grande schermo di immagini del satellite Meteosat (grazie ad un sistema dedicato di ricezione), alcuni modelli in scala del Sistema solare e di sonde spaziali fornite dall’ ESA. Non mancheranno infine osservazioni dirette del cielo e del Sole con strumenti posizionati nel grande parco della Villa Comunale di Via Mameli 13, dove la mostra si svolge.


L'esplorazione del Sistema Solare
La grande mostra sui pianeti

Tradate, nella Villa Comunale di Via Mameli 13,
dall'8 dicembre 2009 al 31 maggio 2010

Realizzata dal Gruppo Astronomico Tradatese, con la collaborazione di: Gruppo Astrofili A.& G. Bernasconi di Saronno, Gruppo Astrofili Antares di Legnano, Assessorato alla Cultura di Tradate, Provincia di Varese

Orario: tutti i giorni dal lunedì alla domenica, h9.30-12.30 e 14.30-18.30.
Ingresso: intero 5 €, ridotto 3 € per meno di 12 anni, gratuito per professori e soci del GAT

Prenotazioni per le scuole: oppure GAT-Segreteria della Mostra 0331-810117 Ufficio Cultura di Tradate 0331-840957

Ulteriori informazioni si possono trovare sul sito del GAT
www.gruppoastronomicotradatese.it,
oppure contattando il dott. C.Guaita, Presidente del GAT (tel. 0331-841150) - c.guaita@libero.it



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