REGISTRATO PRESSO IL TRIBUNALE DI AREZZO IL 9/6/2005 N 8
Articoli letti  10311828
   RSS feed RSS
Vedi tutti gli articoli di Giovanni Gelmini
stampa

 Anno VI n° 5 MAGGIO 2010    -   RECENSIONI


Letto per voi
Storia della camorra di Francesco Barbagallo
Un libro avvincente che ci fa conoscere cosa sia la Camorra e... che si può combattere, togliendogli il suo scudo: la politica.
Di Giovanni Gelmini


Si parla in continuazione di mafia e di Camorra, ma credo che pochi sappiano veramente cosa sia, quale sia il suo potere, quali siano le sue connessioni e quali siano i suoi punti deboli. bisogna conoscerli. Per ottenere questo occorre che qualcuno ci spieghi cosa sono. Ecco perché si continua a sottolineare che si deve parlare sempre di questi poteri quasi occulti e non accettare gli inviti di chi vuol far tacere chi ce rivela come sono organizzati, come agiscono e come si rapportano con gli altri poteri.

Quello che si vede, spesso è solo una piccola parte della loro realtà. Così oggi ho scelto “Storia della Camorra” di Francesco Barbagallo molto attuale e utile per conoscere.

Il libro lo possiamo dividere in due parti logiche, con capitolo di collegamento: la prima comprende i primi cinque capitoli, circa un terzo del volume, e parla della camorra dall'Unità d'Italia al fascismo; il VI° capitolo tratta della Camorra e del Fascismo; quindi la seconda parte, dal capitolo VI° al XIII°, che va dall'ultimo periodo bellico ad oggi.

Scopriamo così che la Camorra nel periodo dei Borboni si occupava di esigere “tasse” dai traffici, ma la sua rocca forte erano le carceri, ove imperava taglieggiando i prigionieri.

Il primo salto di qualità avviene proprio con la caduta del Regno delle due Sicilie, quando ai camorristi, che a differenza delle strutture dello stato borbonico avevano il controllo del territorio di Napoli e dintorni, vengono affidati gli incarichi per il governo del territorio. Da questi avvenimenti si comprende molto bene come lo sviluppo del potere della criminalità organizzata non può non essere scisso da un rapporto stretto con il potere e la politica.

Essa sostiene sempre il candidato vincente, perché si accoda al candidato forte o, più spesso, quando ne ha la forza, fa vincere il suo candidato.
Noi forse pensiamo che certi rapporti con il potere siano relativamente recenti e invece no: sono così fin dall'inizio. Inoltre, fin da allora, chi è colluso tenta di sminuire l'esistenza del potere criminale. Ecco un brano preso dal libro:
Mi meraviglio che lei, magistrato, e dovrebbe quindi ben conoscere l'organizzazione della camorra e della mafia, dica che è un'organizzazione fantastica. Che un magistrato creda questo è veramente doloroso, e quasi io rinunzierei a parlare, disperando della giustizia del mio paese dopo che un magistrato, e non degli ultimi, ha affermato che la camorra è un'organizzazione fantastica!
Potrebbe sembrare una frase detta in qualunque talk-show di una trasmissione televisiva di oggi; invece è una frase detta dal deputato clerico-moderato di Napoli-Chiaia, il marchese Alfredo Capece Minutolo di Bugnano, dopo una secca interruzione del deputato giolittiano di Isernia Edoardo Cimorelli, all'inizio del '900.

Un'ulteriore prova del legame di necessità tra mafie e potere lo troviamo nella “Storia della camorra”. Barbagallo ci racconta come, quando il potere vuole e si sgancia da questo legame, la criminalità perde forza e torna ad essere un potere locale limitato. Scopriamo così che, all'inizio del novecento, la Camorra “con i colletti bianchi” quella che non si sporca le mani con le imprese di piccolo cabotaggio e imita la classe superiore, ha creato un forte disagio nella Nobiltà del Regno. Questa agisce quindi in sua opposizione e, controllando i politici, la elimina. L'altra Camorra, quella più tradizionale, invece sarà invisa al fascismo, che provvederà a ridurla a poca cosa. Quindi quando il potere vuole le mafie si possono vincere, se questo non avviene è solo perché il potere non lo vuole.

Nel libro scopriamo anche le differenze tra Mafia Siciliana, 'Ndraghta e Camorra e la capacità di quest'ultima di sfruttare ogni occasione per fare soldi, come dei veri imprenditori. Così è stato per il periodo dei “magliari” e così è per l'attività legata ai rifiuti. Insomma un bel libro che ci spiega molte cose anche del mondo di oggi. Per concludere riporto quanto è scritto sulla quarta di copertina:

    Francesco Barbagallo è stato il primo a raccontare il potere della camorra come potere imprenditoriale quando nessuno osava farlo, ancorandolo a un passato indispensabile per interpretare il presente. “Storia della camorra” è un libro fondamentale perché frutto degli studi di uno dei più grandi storici italiani, di un intellettuale che declina le dimensioni economica, criminale e imprenditoriale della camorra, attraverso il tratto umano che le è proprio e che la condannerà all'estinzione. Dalle catastrofi - dice Barbagallo - per fortuna si può emergere.
    Roberto Saviano


Storia della camorra
Barbagallo Francesco
Prezzo 18 €
Data uscita 01/04/2010
Pagine 304, rilegato
Editore Laterza
collana I Robinson - Letture
ISBN:8842092592
ISBN-13:9788842092599
EAN 9788842092599

Assurta agli onori della gloria mediatica con Roberto Saviano, soffusa di racconti e leggende sulle sue origini, a distanza di più di un secolo dalla sua nascita nei vicoli di Napoli la camorra non è mai stata studiata nel suo percorso. Questo è il primo tentativo di stilare una sua storia complessiva da inizio Ottocento fino ai giorni nostri, di seguirne i costumi, le regole, la mentalità, gli affari, gli intrecci con la politica e con le altre organizzazioni criminali, fino a tessere quella rete che oggi gestisce un enorme patrimonio e investe nei settori più redditizi dell'economia e della finanza. Dal tempo dei Borboni, quando inizia la sua attività delinquenziale e sì da un'organizzazione, l'onorata società gestisce le estorsioni su quasi tutte le attività produttive, i mercati, le case da gioco, la prostituzione. La storia sembra scivolarle addosso, nonostante le repressioni postunitarie e l'impegno dei grandi intellettuali che hanno lottato per portare la questione meridionale al centro dell'interesse del nuovo Stato unitario, nonostante ogni tentativo di farle terra bruciata attorno. Nel corso degli anni non cessa di evolversi tra corruzione e clientele, accaparrando nuovi spazi di azione e nuove forme ben più consistenti e di più ampio respiro rispetto ai suoi tratti storici. Oggi la camorra ha circa 6000 affiliati, i suoi utili sono calcolati in 13 miliardi di euro, in un quindicennio il suo fatturato si sarebbe quintuplicato. Non è il frutto del sottosviluppo, tutt'altro.

Francesco Barbagallo è ordinario di Storia contemporanea nell'Università di Napoli Federico Il. Dal 1983 dirige la rivista "Studi Storici". È autore di numerosi volumi di storia dell'Italia contemporanea e del Mezzogiorno, saggi su questioni di metodo, di storiografia, di storia del Pci e ha coordinato la “Storia dell'Italia repubblicana” (Torino 1994-1997). Tra le sue pubblicazioni: “Camorra e criminalità organizzata in Campania” (a cura di, Napoli 1988);“La modernità squilibrata del Mezzogiorno dItalia” (Torino 1994); “Napoli fine Novecento. Politici camorristi imprenditori” (Torino 1997); “Il potere della camorra 1973-1998” (Torino 1999); “Enrico Berlinguer” (Roma 2006); “Storia contemporanea. Dal 1815 a oggi” (Roma 2008); “L'Italia repubblicana. Dallo sviluppo alle riforme mancate”1945-2008 (Roma 2009).



Argomenti correlati:
#camorra, #mafia, #mafie, #recensione, #saggio, #storia
Tutto il materiale pubblicato è coperto da ©CopyRight vietata riproduzione anche parziale

RSS feed RSS

Vedi tutti gli articoli di Giovanni Gelmini
Condividi  
Twitter
stampa

Il sito utilizza cockies solo a fini statistici, non per profilazione. Parti terze potrebero usare cockeis di profilazione