REGISTRATO PRESSO IL TRIBUNALE DI AREZZO IL 9/6/2005 N 8
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 Anno VI n° 8 AGOSTO 2010    -   FATTI & OPINIONI


Camera dei Deputati - Bozze non corrette in corso di seduta
Dichiarazione di voto: Pier Ferdinando Casini (UDC)
Mozione Franceschini, Donadi ed altri n. 1-00416 concernente iniziative volte alla presentazione delle dimissioni da parte del sottosegretario di Stato Giacomo Caliendo


Signor Presidente, al contrario dell'onorevole Di Pietro e condividendo, invece, le parole dell'onorevole Della Vedova ritengo importante che si materializzi in queste ore un'area di responsabilità istituzionale e vorrei sul caso specifico fare due riflessioni.
Prima considerazione: il gruppo dell'Unione di Centro rifiuta il giustizialismo come metodo di lotta politica, il gruppo dell'Unione di Centro rifiuta di minimizzare la questione Pag. 144morale. Lo ha detto questa mattina l'onorevole Mantini: la questione morale esiste e, onorevole Ministro guardasigilli, non basta non commettere reati, la politica prevede ragioni di opportunità, di decoro ed anche di decenza.
Chi rappresenta il Governo del Paese dovrebbe astenersi da frequentare abitualmente gente discutibile, piccoli o grandi intrallazzatori o pluricondannati bancarottieri. È un problema penalmente irrilevante? Può darsi, certamente dimostra una preoccupante disinvoltura (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro).
Seconda considerazione: il giustizialismo non ha mai rappresentato un contributo serio a moralizzare il Paese. Come sa bene l'onorevole Di Pietro, i più grandi moralisti di solito hanno una radicata vocazione all'immoralità (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro e di deputati del gruppo Popolo della Libertà). Noi non approviamo la condotta del sottosegretario ma, allo stato, non ravvisiamo un quadro di responsabilità sufficienti ad impegnare il Parlamento nella richiesta di revoca della sua delega. Lasciamo al Governo, che ne risponde davanti al Paese, la responsabilità di ogni decisione in merito: noi non decapitiamo gli uomini per prendere una manciata di voti elettorali in più (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro).
E dunque, onorevoli colleghi, la nostra astensione è figlia di una decisione seria, ponderata, serena. L'Italia dei Valori - bisogna riconoscerlo - è coerente anche oggi con le vergognose parole che l'onorevole De Magistris ha rivolto ieri al neovicepresidente del CSM, onorevole Vietti, applaudito dall'Aula e figlio di una illuminata convergenza tra togati ed eletti dal Parlamento.
In realtà, c'è chi vuole una guerra permanente tra politici e giudici, c'è chi prospera nella divisione tra giudici e legislatori. Io credo che sia stata importante la convergenza che ha dato vita all'elezione di Vietti e do atto di questo ad un grande partito, come il Partito Democratico, ed anche al Popolo della Libertà: assieme hanno capito che un gesto di distensione era necessario tra potere legislativo ed ordine giudiziario e noi lavoriamo su questa strada.
Onorevole Presidente, il dibattito di oggi ha assunto però un significato più ampio ed uno spessore diverso rispetto al solo tema del caso Caliendo.
Vorrei rassicurare tutti, anche quei Ministri che si scoprono leoni nello scomunicare tutti gli altri mentre fino a ieri sono stati conigli nel difendere le loro amministrazioni dai tagli lineari: tutti tranquilli, colleghi, tutti tranquilli, qui non c'è nostalgia della DC, qui non c'è trasformismo, qui non c'è «grande centro», qui non ci sono manovre di Palazzo.
Apro una parentesi: è singolare che ci venga fatta lezione di trasformismo da chi in privato e in pubblico fino a ieri ha cercato di indurci a compiere atti trasformistici, che noi abbiamo sdegnosamente rifiutato, per aiutare l'attuale maggioranza. Cerchiamo di essere seri (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro)!
L'onorevole Cesa ieri ha definito quest'area (lo ha detto adesso l'onorevole Della Vedova) un'area di responsabilità nazionale. È un'area vasta: è figlia, onorevoli colleghi, della crisi di un bipolarismo che si sta sgretolando; almeno, per come lo abbiamo concepito in Italia, con partiti minoritari che spadroneggiano e dettano legge, come abbiamo visto fin troppo spesso e come fin troppo spesso hanno purtroppo visto anche i ministri del Governo Berlusconi, smentiti dagli atti parlamentari della loro maggioranza.
C'è chi non accetta, davanti ai problemi dell'Italia, di dividersi tra gli adulatori di Berlusconi e i suoi carnefici, salvandosi così la coscienza. Eravamo soli alle elezioni: sì, onorevoli amici del mio gruppo, eravamo soli alle elezioni. Oggi la compagnia è più folta. E mi permetto di fare una valutazione serena al Presidente del Consiglio: egli oggi ha due modi, ha due strade per affrontare la situazione. La prima: affidare la resurrezione alla magia dell'aritmetica parlamentare, magari per rafforzare i 316 voti auspicati nella votazione di oggi. La seconda è affrontare la questione politica, prendere atto che così si può solo tirare a campare, e certo senza alcuno slancio riformatore, ma magari affidandosi a qualche ulteriore spot televisivo. Le nostre carte le abbiamo messe in tavola da tempo, le nostre proposte anche: altro che complotti!
Onorevoli colleghi, si evocano fuori dall'Aula: le elezioni anticipate sono un'eventualità. Non nascondiamoci dietro un dito! Ma se la strada, che per ora si minaccia solo nei corridoi per spaventare qualche sprovveduto, dovesse diventare la via maestra, allora, davanti ad una fuga, ciascuno di noi dovrebbe assumersi le proprie responsabilità; e, colleghi, in quel caso penso che le sorprese sarebbero ben più forti dell'inedita creazione di quest'area di responsabilità nazionale.
In conclusione, Sant'Agostino diceva una cosa molto bella: meglio zoppicare sulla strada giusta che correre sulla strada sbagliata. Noi tutti stiamo correndo sulla strada sbagliata: chi nella maggioranza indugia a non vedere la realtà, chi rappresenta una realtà di comodo, chi crede che con qualche campagna intimidatoria di stampa o con qualche compravendita di parlamentare si possa risollevare una questione che è esclusivamente politica.
Colleghi, pensiamoci sopra con serenità durante le vacanze estive. Speriamo che il riposo serva a tutti, perché credo che la situazione di oggi è figlia in particolare di chi l'ha prodotta e di chi si ostina a non vederla.
Ritengo che bisognerebbe avere, in casi come questi, un po' di umiltà, un po' più di umiltà, perché la situazione del Paese, la situazione internazionale, la crisi delle famiglie italiane non possono essere affrontate facendo finta di non vedere una realtà deteriorata. Oggi tra l'Italia dei Valori e noi vi è un nuovo gruppo, che ha svolto una dichiarazione di voto: non penso sia un fatto casuale, penso che sia un fatto su cui tutti siamo chiamati a meditare, perché può cambiare il corso di questa legislatura. Non credo che dei fatti nuovi, che si producono, si debbano produrre con le metodologie vecchie, o per ricalcare strade vecchie.

PRESIDENTE. La invito a concludere.

PIER FERDINANDO CASINI. Ho concluso, signor Presidente. Fatti nuovi debbono produrre gli elementi di novità che il Paese chiede, perché l'autoreferenzialità non è mai stata una soluzione (Applausi dei deputati dei gruppi Unione di Centro e Misto-Alleanza per l'Italia - Congratulazioni).



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