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 Anno VI n° 11 NOVEMBRE 2010    -   RECENSIONI


Letto per voi
Blu come il sangue di Massimo Picozzi e Alfonso Signorini
Non è un saggio non è un romanzo, ma la ricostruzione romanzata di famose tragedie familiari nella società bene
Di Cricio


Mi sono trovato tra le mani questo libro e sono rimasto incuriosito dall'indice dei casi che affronta. Il primo in particolare: il caso “Murri”. Me ne parlava a volte mia madre, quando era il momento di prendere un purgante, il RIM, appunto del professor Augusto Murri.

Ho letto con interesse quindi il primo capitolo “1902 - Mistero a Bologna “La storia di Linda Murri e Francesco Bonmartini”: interessante come un romanzo giallo. Così sono andato avanti a leggere i casi successivi. Dei tre successivi (“1911 La tragedia della camera numero 8, La storia di Giulia Trigona e Vincenzo Paternò ”, “1947 - Il delitto dell'alabarda”, “La storia del conte Giovanni Pellegrini Malfatti”, “1948 - Il delitto dell'ermellino La storia della contessa Pia Bellentani” ) non sapevo nulla. Il modo di scrivere li rende piacevoli, ma mi accorgo che il romanzo costruito sui fatti noti può essere una fervida invenzione della coppia che li ha descritti, spacciandoli quindi come realtà vere; a me piace invece la chiarezza, sapere cosa è “verità acquisita”, cosa è ricostruzione e cosa è invenzione romanzesca.

Questa sensazione ha preso consistenza nei capitoli successivi, troppi particolari e pensieri dei personaggi, che sono descritti come se fossero stati visti e sentiti da chi scrive e cosa che, invece, sicuramente non è stato possibile. A questa sensazione si aggiungono i “particolari scabrosi” che, in alcuni passaggi, tramutano: quello che dovrebbe essere un noire, in un racconto erotico.

Traendo le conclusioni, il libro è scritto sicuramente bene, ma non mi è piaciuto, forse perché odio il gossip e l'erotismo da guardoni.

So però che molta gente vive di questo; i recenti avvenimenti dell'omicidio di Sara e delle molteplici vicende, vere o fasulle che siano, di Berlusconi con escort dimostrano come queste cose interessino a tanti. A loro e solo a loro posso consigliare questa lettura ed è inutile ricordare loro che la realtà romanzata non necessariamente è realtà.


Blu come il sangue. Storie di delitti nell'alta società
Picozzi Massimo Signorini Alfonso

Editore: Mondadori
Argomento: omicidio
Collana: Strade blu. Non Fiction
ISBN:8804594853
Data pubblIcazione.: 11 maggio '10
Prezzo: € 17,50

Descrizione:
Un viaggio tra "i crimini dei famosi e dei nobili" e insieme uno sguardo dentro al torbido che si annida dove regnano lusso e glamour, ricchezza e potere. Massimo Picozzi e Alfonso Signorini si mettono sulle piste di quindici tra i più celebri casi di violenza dal "sangue blu" dell'ultimo secolo: il criminologo Picozzi ricostruisce le dinamiche dei delitti con la competenza dello psichiatra criminale e la precisione dell'investigatore; il giornalista Signorini, con lo stile e le conoscenze del grande esperto di cronaca, offre un punto di vista particolare sulle vite di ricchi e potenti, sui vizi e le manie di giovani nobildonne e star in declino. Una sintesi tra nero e rosa, un libro sulle follie, le vendette e gli intrighi che si consumano dentro a mondi che siamo abituati a considerare dorati e splendenti. Nell'ambiente glamour per eccellenza, la moda, sono eclatanti i casi di Gianni Versace e di Maurizio Gucci. Nel mondo dello spettacolo spicca il racconto della parabola discendente dell'attore porno John Holmes. In Italia il nero si tinge di rosa soprattutto nei salotti dell'alta società: la morte della contessa Vacca Agusta, l'omicidio della contessa Alberica Filo della Torre. Ma anche agli inizi del Novecento si sono consumati crimini che ricordano quelli di oggi, con tanto di processo mediatico e plastico della scena del delitto. La follia e il crimine non albergano solo nelle periferie dimenticate, ma abitano anche nelle ville dei famosi: anche a "loro" tocca l'umana sofferenza.

Dai risguardi di copertina:
«Da quegli occhi scuri come la notte sta per uscire una lacrima di vergogna e innocenza. Lui stringe i denti, cerca di trattenerla. Ha solo undici anni, e una cosa tanto brutta e difficile non gli è mai capitata. "Allora mi racconti cosa diavolo è successo in quel maledetto ranch?"» Il ranch è quello in cui Michael Jackson portava i «suoi bambini» e proprio alla vita dell'ex rock star è dedicato l'ultimo capitolo di “Blu come il sangue”, un viaggio avvincente tra «i crimini dei famosi e dei nobili» e insieme uno sguardo dentro al torbido che si annida dove regnano lusso e glamour, ricchezza e potere. Massimo Picozzi e Alfonso Signorini si mettono infatti sulle piste di quindici tra i più celebri casi di violenza dal «sangue blu» dell'ultimo secolo: il criminologo Picozzi ricostruisce le dinamiche dei delitti con la competenza dello psichiatra criminale e la precisione dell'investigatore; il giornalista Signorini, con lo stile e le conoscenze del grande esperto di cronaca, offre un punto di vista particolare sulle vite di ricchi e potenti, sui vizi e le manie di giovani nobildonne e star in declino.

Il risultato è una sintesi perfetta tra nero e rosa, un libro drammatico ma anche appassionante sulle follie, le vendette e gli intrighi che si consumano dentro a mondi che siamo abituati a considerare dorati e splendenti. Nell'ambiente glamour per eccellenza, la moda, sono eclatanti i casi di Gianni Versace, assassinato a Miami dallo psicopatico Andrew Cunanan, e di Maurizio Gucci, colpito a morte a Milano da un killer, assoldato dall'ex moglie Patrizia Reggiani, mentre nel mondo dello spettacolo spicca il racconto della parabola discendente del famoso attore porno lohn Holmes. In Italia il nero si tinge di rosa soprattutto nei salotti dell'alta società: la misteriosa morte della contessa Vacca Agusta, sparita dalla sua villa di Portofino e ritrovata, senza vita, nei mari della Costa Azzurra, l'omicidio della contessa Alberica Filo della Torre, passato alla cronaca come «il delitto dell'Olgiata», sono tra i casi più recenti e famosi. Ma anche agli inizi del Novecento si sono consumati crimini che, riletti ora, ricordano in maniera impressionante quelli di oggi, con tanto di processo mediatico e plastico della scena del delitto.
Plcozzi e Signorini ci ricordano come la follia e il crimine non alberghino solo nelle periferie dimenticate, ma abitino anche nelle ville dei famosi, diversa però la reazione del pubblico: incredulo quando si accorge che persino in quelle esistenze, apparentemente perfette, si nascondono i germi della violenza; confortato - un po' sadicamente - nel sapere che anche a «loro» tocca l'umana sofferenza.

Massimo Picozzi (Milano, 1956), psichiatra e criminologo, insegna criminologia all'Università Carlo Cattaneo -lIUC di Castellanza, dove dirige il Centro di ricerca sul crimine. Collabora con la Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato e i Reparti investigazioni scientifiche (RIS).ln qualità di perito psichiatra, si è occupato dei casi più discussi degli ultimi anni, dal delitto di Novi Ligure all'omicidio di Samuele Lorenzi a Cogne, fino alla strage di Erba. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche e di quattordici volumi, tra i quali “Criminal Profiling” (2001) e “Scienze Forensi” (UTET, premio Falcone e Borsellino 2009). Ha pubblicato per Mondadori “Un oscuro bisogno di uccidere” (2008) e, in coppia con Carlo Lucarelli, “Serial Killer (2003)”, “Scena del crimine” (2005), “Tracce criminali” (2006), “La nera” (2006), “Il genio criminale” (2009). Collabora con il settimanale «Oggi» e con i mensili «Airone», «GQ» e «Mente&Cervello».

Alfonso Signorini si è laureato in Filologia Medioevale all'Università Cattolica di Milano. ~ direttore di «Chi» e di «Tv Sorrisi e Canzoni». Con Mondadori ha pubblicato “Il Signorini” (2006), “Troppo fiera, troppo fragile”. “Il romanzo della Callas” (2007) e “Chanel. Una vita da favola” (2009).



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