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 Anno VI n° 12 DICEMBRE 2010    -   RECENSIONI


Letto per voi
“L' ultima riga delle favole” di Massimo Gramellini
Le “terme dell'anima” ci attendono...
Di Cricio


Un libro strano. Difficilmente lo avrei comprato, ma qualche settimana fa mia figlia arriva col libro e mi dice: “L'ho preso per me, ma so che non hai da leggere e te lo lascio”. Così ho iniziato a leggerlo.

L'inizio non mi ha attratto, sembra una banale storia, un poco eccessiva: Tomàs, il protagonista, cerca l'anima gemella, ma quando avvicina una donna che gli piace ha un attacco di starnuti. Mi fido di Gramellini e proseguo a leggere.

Mi trovo in un mondo fantastico:

Vuole dirmi con parole sensate in quale incubo mi trovo?”
“Alle Terme dell'Anima; signore.Sono morto, dunque?”
“A me non risulta. Lei è ricoverato qui per ricominciare a vivere”

Inizia così la fiaba vera e propria. Il nostro personaggio si muove in un mondo surreale che ricorda molto la tipologia di alcuni videogiochi. Ci sono i livelli e le prove da superare; ad ogni livello è un capitolo: L'accoglienza, La visita medica, La palestra, Il bagno turco, La tisana della volontà, La vasca dell'Io, La vasca del Noi, La tisana del distacco, La vasca della Luna, La vasca del Sole, La tisana del coraggio, La vasca del Drago, La vasca dell' Agape ed infine Epilogo.

Ogni livello ha un ambiente diverso descritto con cura, ma è sicuramente fantastico. Eccone un esempio:

    Il fuggitivo arrancò lungo il sentiero cercando una via d'uscita, ma in qualunque verso lo percorresse si ritrovava di fronte alla stessa piscina. Due fenicotteri rosa vi dormivano dentro: in piedi, la zampa destra sollevata. Gli sembrarono felici e li invidiò.

    Al centro della vasca si stagliava la statua di un drago. In mancanza di alternative Tomàs si accinse a scalarla. Aveva da poco incominciato l'arrampicata quando dalle fauci del mostro sprizzarono fiotti d'acqua gelida che gli fecero perdere l'equilibrio, scaraventandolo nella piscina.

    Non risparmiò le bracciate per riavvicinarsi alla statua, ma la corrente contraria era troppo impetuosa. Dopo una lotta selvaggia smise di opporvisi. Aveva i polmoni esausti e i denti che battevano come nacchere.


Il nostro eroe deve superare delle prove per ogni livello, prove che ricordano i passaggi della psicanalisi: Tomàs deve andare a ritroso nel suo passato, fino all'infanzia e rimuovere il lacci che imbrigliano la sua anima per poter vivere nell'amore e trovare l'anima gemella. Nelle prove Tomàs deve anche comprendere il vero significato di “amore” che non è “possesso”, ma donazione.

Per vivere l'amore si deve essere capaci di perdonare e cancellare il rancore che avvelena l'anima; ma come si fa a perdonare? La scena dei cinque pugnali che c’insegna questo. Tomas non può avanzare nella vasca delle Terme perché il cammino è impedito da cinque pugnali dalla lama affilata che puntano su di lui.

    Tomàs ne affronta uno Strofinò il sapone sul primo pugnale, ma la lama non riuscì nemmeno a scalfirlo.

    «Non può perdonare gli altri chi ancora non ha perdonato se stesso », sentenziò il Medico delle Acque.
    Tomàs provò a passarselo sulla faccia. Sapeva di mandorle amare.
    «Non si scioglie», disse.
    Noah gli toccò una costola all'altezza della milza, sotto il plesso solare.
    «È l'archivio dei ricordi. Da li la collera, l'invidia e le altre pulsioni negative vengono irradiate
    «Continua a non sciogliersi», protestò Tomàs, dopo aver sfregato con cura anche quella costola.
    «Quando il sapone è così secco, può inumidirlo solo una storia vera
    Alle parole di Noah le punte dei pugnali incominciarono a brillare e dalla palude si alzò un coro solenne.

Vi ho presentato due passaggi del libro e ora lascio a voi la decisione se leggerlo o meno. Inutile dire che è scritto benissimo, che, superato il Prologo, è avvincete. Mi soffermo invece sul fatto che fa riflettere su quanto spesso noi ci roviniamo la vita con le nostre mani, su come spesso pensiamo che le nostre sfortune vengano dal comportamento degli altri e non vediamo come siamo noi stessi a rovinarci la vita.

Oggi troppo spesso le coppie scoppiano e anche su questo argomento Gramellini ci invita a riflettere, a capire se la persona con cui vorremmo vivere è effettivamente l'anima gemella o solo un oggetto del desiderio e a renderci conto di come dobbiamo comportarci per evitare il disfacimento della coppia, cosa che oggi è forse più facile di ieri.

Insomma un libro che mi ha avvinto anche perché ho ritrovato mie intuizioni, ma che per piacere occorre lasciarsi portare per mano dall'autore nel mondo onirico che presenta. Che non ama questo genere lo troverà repellente.


L' ultima riga delle favole
Massimo Gramellini
Prezzo di copertina € 16,60
Data uscita 29/04/2010
Pagine 270, rilegato
Editore Longanesi
Collana La Gaja scienza
EAN 9788830425811
ISBAN 978-88-304-2581-1


Tomàs è una persona come tante. E, come tante, crede poco in se stesso, subisce la vita ed è convinto di non possedere gli strumenti per cambiarla. Ma una sera si ritrova proiettato in un luogo sconosciuto che riaccende in lui quella scintilla di curiosità che langue in ogni essere umano. Incomincia così un viaggio simbolico che, attraverso una serie di incontri e di prove avventurose, lo condurrà alla scoperta del proprio talento e alla realizzazione dell'amore: prima dentro di sé e poi con gli altri. Con questa favola moderna che offre un messaggio e un messaggio di speranza, Massimo Gramellini si propone di rispondere alle domande che ci ossessionano fin dall'infanzia. Quale sia il senso del dolore. Se esista, e chi sia davvero, l'anima gemella. E in che modo la nostra vita di ogni giorno sia trasformabile dai sogni.

MASSIMO GRAMELLINI è giornalista e vicedirettore de La Stampa. Con Longanesi ha pubblicato “Ci salveranno gli ingenui” (2007) e “Cuori allo specchio” (2008). Questo è il suo primo romanzo.



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