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 Anno VII n° 3 MARZO 2011    -   FATTI & OPINIONI


Camera dei deputati - Bozze non corrette in corso di seduta
Antonio Borghesi (IDV)- dichiarazioni di voto su “federalismo municipale”
Discussione sulle comunicazioni del Governo ai sensi dell'articolo 2, comma 4, secondo periodo, della legge 5 maggio 2009, n. 42, in relazione allo schema di decreto legislativo in materia di federalismo fiscale municipale


Signor Presidente, l'Italia dei Valori dirà «no» al federalismo con le «ossa rotte» che ci viene proposto dal decreto sul federalismo municipale. Oggi non il Governo, ma la Lega Nord chiede un voto di fiducia, che dimostra che non ha fiducia nella sua maggioranza. Ed ha ragione perché una maggioranza che sta in piedi grazie ad una compravendita di voti parlamentare del Presidente del Consiglio Berlusconi non sarà mai una maggioranza di cui fidarsi (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

L'Italia dei Valori, sin dal suo programma politico del 2001, ha considerato il federalismo fiscale come uno strumento essenziale per affrontare adeguatamente il problema della distribuzione delle risorse nel Paese. Per questo, ha collaborato e votato a favore della legge quadro sul federalismo, che era ispirata ai seguenti principi: autonomia finanziaria ed impositiva degli enti locali, responsabilizzazione degli amministratori locali sull'uso del denaro dei cittadini, riduzione della pressione fiscale complessiva, giunta a livelli mai raggiunti in passato.

Il gruppo dell'Italia dei Valori considera un federalismo responsabile e solidale come l'ultima occasione di riscatto di tante realtà del nostro Paese e di tante realtà del sud, costrette a subire la soffocante sanatoria di sprechi locali ed interventi in sanatoria dello «Stato bancomat», come ha spesso sottolineato l'onorevole Leoluca Orlando. Questo è lo stesso motivo per il quale abbiamo dato il nostro voto favorevole anche al federalismo demaniale, in quanto potenzialità di valorizzazione virtuosa di beni spesso abbandonati a loro stessi da uno Stato centrale troppo lontano e disinteressato.

Ma il vero «killer» di questo federalismo è stato un uomo che continua ad affermarne il valore di riforma storica ed il suo spirito salvifico.

Ministro Tremonti, lei ha «spezzato» le «ali» al federalismo nel momento stesso in cui, non riuscendo a ridurre la spesa del Governo centrale, ha tagliato di 8 miliardi di euro l'anno i trasferimenti agli enti locali (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori). Fu subito evidente agli addetti ai lavori che togliere una tale enorme somma di denaro dalla massa possibile di manovra utilizzabile per il riequilibrio fra territori, ad esempio nord e sud, nella distribuzione delle risorse basandole su fabbisogni e costi standard avrebbe reso impossibile una prosecuzione efficace della sua realizzazione. Così è stato.

Da quel momento, i decreti attuativi del federalismo sono diventati strumenti attraverso i quali far recuperare almeno in parte agli enti locali gli 8 miliardi di tagli che avevano subito. Ma a carico di chi? A carico dei cittadini, aumentando la pressione fiscale in sede locale. È appunto un federalismo con le «ossa rotte», quelle dei cittadini e delle imprese ulteriormente tartassate. Come spesso ha detto anche il nostro presidente Di Pietro: il federalismo è uno strumento e perciò non è buono in sé, ma dipende da come lo si usa.

È infatti un federalismo con le «ossa rotte» quello che non lascia autonomia impositiva agli enti locali, facendo di fatto derivare le loro entrate da decisioni di livello centrale e dando avvio al principio tanto caro alla Lega che i soldi restano a casa nostra. Non sarà così, i soldi continueranno ad andare a Roma (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valor) e da qui saranno distribuiti, ma con automatismi che non premieranno i sindaci virtuosi. È un federalismo con le «ossa rotte» quello che impone alle regioni, attraverso il «milleproroghe», la tassa sulle disgrazie, che i cittadini dovranno pagare tutte le volte che la loro regione sarà colpita da una calamità naturale. Quindi, oltre che con le «ossa rotte», è anche un federalismo non solidale.

È un federalismo con le «ossa rotte» quello che istituisce la tassa sui turisti, che causerà danni difficilmente calcolabili alla nostra economia, in un momento in cui di tutto avremmo bisogno fuorché di misure che ne reprimano lo sviluppo. Un sindaco della lega di Verona, Tosi, ha già dichiarato che l'applicherà per far fronte al deficit della fondazione dell'ente lirico. Dunque, per creare nuova spesa pubblica, alla faccia del debito pubblico. È un federalismo con le «ossa rotte» quello che farà sostituire l'ICI con l'IMU, che per come è concepita introdurrà una patrimoniale fino al 50 per cento più elevata dell'ICI, che colpirà soprattutto artigiani, commercianti, imprese e le seconde case dei cittadini (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori). È un federalismo con le «ossa rotte» quello che non permetterà a chi sarà obbligato a contribuire alle finanze comunali di giudicare, attraverso il voto, gli amministratori che hanno tolto loro di tasca i soldi che usano, alla faccia del principio continuamente sbandierato da Berlusconi: no taxation without representation. È un federalismo con le «ossa rotte» quello che porterà più tasse e più spesa pubblica, con un inevitabile aumento della pressione fiscale locale, lasciando intatti sprechi e sperperi di denaro pubblico.

La Lega Nord ha fatto un baratto, un patto con sopra scritto federalismo contro un indegno salvacondotto a Berlusconi, che ancora una volta vuole scappare ai suoi giusti processi (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori). Ma poiché Berlusconi è un esperto in pacchi, ha confezionato un vero e proprio pacco per gli italiani: una scatola vuota. Alla Lega Nord, che sa bene che il federalismo con le «ossa rotte» che stanno approvando è un fallimento del loro progetto diciamo: lasciate questo Governo moribondo al suo destino, un Governo al quale il nostro referendum sul legittimo impedimento darà un colpo finale, e poi riscriviamo insieme questo decreto legislativo, ma stabilendo prima fabbisogni e costi standard.

Italia dei Valori è per un federalismo vero e solidale che premi gli amministratori virtuosi, metta i cittadini in condizione di cacciarli quando usano male i loro soldi e riduca loro le tasse. Tutto il contrario di ciò che fa questo federalismo con le «ossa rotte». A questo federalismo, non potremo che dire «no» (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori – Congratulazioni).



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