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 Anno VII n° 4 APRILE 2011    -   FATTI & OPINIONI


17 Marzo: Festa dell'Unità d'Italia
La vittoria di Napolitano è l'inizio di un nuovo risorgimento?
Gli italiano hanno festeggiato; sono forse insorti contro l'invertebrata classe politica ?
Di Il Nibbio


17 Marzo, la Festa dell'unità d'Italia, ha sancito la vittoria di Napolitano su tutti i politici.

La Festa è stata oggetto di grande contesa tra la Lega Nord e tutti gli altri, ma l'unico a prendere posizioni decise è stato proprio Napolitano; tutti gli altri hanno detto cose poco convincenti, specialmente i politici dell'area governativa e in particolare Silvio Berlusconi. Il semisilenzio, tenuto dalla maggioranza mostra la forza di Bossi nella coalizione e forse, se si è deciso di dare vita al la festa, è stato per non peggiorare i rapporti con il Quirinale, già molto tesi per gli abusi legislativi continui che questo Governo cerca di fare.

Gli italiani hanno sancito la vittoria di Napolitano senza possibilità di discussioni. L'adesione è stata massiccia in tutta Italia, la gente ha partecipato con grande entusiasmo. Su internet le bandiere d'Italia si sono sprecate. Un risultato che nessuno si aspettava.

Ma come mai gli Italiani si sono mossi con moldo entusiasmo per questa festa? Non c'è dubbio che qualcosa è cambiato dagli anni passati, quando la bandiera si sventolava solo per i campionati del mondo e sembrava che nessuno conoscesse più l'Inno di Mameli. Forse le tiepide risposte alle feste nazionali degli anni passati sono una risposta alle troppe Feste Nazionali volute dal fascismo, (N.d.R. perfino i Natali di Roma!), ma anche la Repubblica ne ha mantenute un numero eccessivo: 25 Aprile, 2 Giugno, 4 Novembre. Pensiamo alla vicina Francia che ne ha una sola, il 14 Luglio “Presa della Bastiglia”, ed è vissuta come una grande festa. Quasi tutti gli stati hanno una sola Festa Nazionale. Le feste italiane invece sono quasi ignorate dalla gente che le vive come una qualunque domenica. Alcune poi non uniscono certo come il 25 Aprile che è sempre una festa che divide gli italiani tra buoni e cattivi.

Qualcosa certamente è cambiato: patria e bandiera erano simboli della destra; la sinistra non li filava proprio, ora, invece, è un “ex comunista” a rilanciare il valore della “patria”, evidentemente con contenuti molto diversi. Penso che il significato di “patria” oggi non sia più “il bene supremo”, cui si deve sacrificare tutto, anche la vita”, ma quello di “casa comune”, che si deve tenere in ordine e pulita perché è la nostra casa in cui viviamo e ci rappresenta. Casa comune in cui quasi tutti noi ci riconosciamo, anche buona parte degli elettori della Lega.

Gli italiani hanno risposto all'invito del Presidente della Repubblica e hanno mostrato qualcosa di preciso ai nostri politici: gli italiani vogliono uno Stato chiamato Italia e che sia uno Stato in cui tutti gli italiani si possano identificare.

Già da qualche tempo si ripetono manifestazioni di piazza contro questo Governo e contro questa politica e la gente, non solo i militanti di partito, vi partecipa nuovamente con fervore. Credo che gli italiani sentano la necessità di esternare il loro disgusto e il loro disagio per una politica che non li rappresenta.
I politici, non solo quelli che sostengono il Governo non hanno più un’idea di Stato, ma solo d’interessi più o meno personali. Credo che questo sia stato un invito rivolto loro a tornare ad occuparsi dello Stato e smetterla di occuparsi invece delle loro inutili e noiose discussioni televisive.

Da decenni si parla dello scollamento tra politica ed elettori ed ecco che, con il 17 Marzo, i cittadini hanno trovato il modo di farsi vedere e dire che 150 anni fa è nato lo stato Italiano, ma ora lo stesso Stato sta soccombendo per il disastro di questi fannulloni che lo occupano.

Un esempio?
In Giappone, malgrado le enormi difficoltà, sono riusciti a riaprire in 15 giorni più di un terzo delle autostrade disastrate dal terremoto; da noi frane e accidenti vari non vengono sistemati neanche dopo anni e la Salerno Reggio Calabria, iniziata nel 1929 e diventata “autostrada” nel 1972, è ancora un cantiere che non termina mai. In tutta Italia le frane e i disastri si susseguono, ma poco viene fatto per sistemare il territorio. L'Aquila attende ancora che inizi la ricostruzione. Ecco quello che i nostri politici sono capaci di fare.

Spero che il 17 Marzo segni un nuovo risorgimento, per rifare l'Italia e mandare a casa tutti quegli inutili politici, sproloquiatori, prostituti perché vendono il loro voto al miglior offerente e mangiapane a ufo, se non furfanti.



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