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 Anno VII n° 4 APRILE 2011    -   FATTI & OPINIONI


Lo sbuffo
Sono i giorni del terrore: nucleare, guerra, emergenza immigrati e energetica
Il governo cincischia tra moratorie, indecisione su profughi; inesistente la leadership di Berlusconi, ma ci attende la riforma della giustizia
Di Giovanni Gelmini


Potremmo chiamare questo: un “periodo del terrore”.

Terrore dal Giappone. La terrificante catastrofe naturale del terremoto e del maremoto è stata ben condita dal disastro nucleare, per ora secondo solo a Chernobyl. La catastrofe naturale ha procurato molte decine di migliaia di morti e distruzione. Questo induce un sentimento di pietà e di solidarietà, ma il disastro nucleare è peggiore, perché non si sa di che dimensioni sia e quali siano le conseguenze. I morti sono solo del Giappone, le radiazioni si diffondono nel mondo. L'acqua radioattiva è entrata nel mare ed è portata dalle correnti; le polveri entrano nell'atmosfera e sono diffuse dal vento. Questo è un disastro che si propagade contro cui poco possiamo fare. È la scelta del nucleare che non va fatta, quando la si fa, si sa che ci possono essere queste conseguenze.

La guerra in Libia ci coinvolge direttamente per gli sbarchi di migranti e per l'incertezza sui nostri approvvigionamenti energetici. I Tg ci bombardano in continuazione con notizie sugli avvenimenti, tanta cronaca, ma, a mio avviso, manca la visione del nocciolo del problema. I rischi per il futuro.

Assurdo che si siano lasciati accumulare più di 5.000 migranti a Lampedusa prima di far partire da lì la prima nave con 547 tunisini, meno della metà dei migranti arrivati nella giornata, così l'ammasso di gente a Lampedusa aumenta e tutto diventa possibile, anche fattacci e una crisi sanitaria. Solo adesso hanno pensato di sostare gli arrivi su Linosa, ma ciò non fa che aprire il problema in un'altra isola.

Dove è finita la tanto osannata Protezione Civile che ci costa tanti soldi? O forse quella funziona solo per le mega-ricostruzioni e dove ci sono tanti soldi da spendere con gli amici?

Maroni aveva annunciato che si attendeva un'invasione; perché non ha predisposto i ricoveri d’emergenza?
Zone militari dismesse e ancora di proprietà del Tesoro ce ne sono tante sparse per tutta Italia, perché non usarle?
O forse si è voluto così, per creare il casus belli?
Sappiamo che la Lega soffia sempre sul pericolo immigrati e questo sembrerebbe proprio un bel falò, utile per la propaganda leghista; quindi il pensiero cattivo è difficile da allontanare.

Ma non è solo sul problema immigrati che il Governo latita
In un momento di grande agitazione per i problemi del Nord Africa noi siamo stati alla finestra senza saper prendere una posizione precisa: non con Sarkozy, non con la Merkel, non con Geddafy. Il nostro bel ministro degli esteri, sempre abbronzantissimo, annuncia una proposta politica Italiana, che poi diventa italo-tedesca, ma possiamo credere che i tedeschi si leghino a noi specialisti nel “cucu”? Io non lo credo. O è tedesca a cui gli italiani disperati si accodano per non restare soli, o sarà ignorata perché l'Italia non è credibile. Anche in questo caso Berlusconi ha potenti conflitti d’interessi che lo rendono inaffidabile e i paesi dell'Europa non sono condizionati dalle verità diffuse dai TG1 e TG5.

Anche sul problema nucleare l'Italia è isolata. Tutti i paesi, che avevano annunciato una ripresa degli investimenti, hanno cambiato rotta di fronte alla seconda Chernobyl e stanno preparandosi a chiudere centrali attualmente in funzione. Noi insistiamo invece a proseguire su quella strada del ritorno al nucleare e il governo ha approvato solo una “moratoria” di un anno, quando è evidente che non è questo l'investimento di cui abbiamo bisogno. Dobbiamo ridurre la dipendenza dal petrolio e dal gas subito, non fra venti o trenta anni, questo per garantirci un minimo di sicurezza nel nostro approvvigionamento energetico.

E dove è Berlusconi? Sta zitto e si preoccupa per l'amico Gheddafy. Questo è il risultato di aver messo a capo del Governo una persona che non è uno statista, ma solo un affarista bravo nella comunicazione. La sua politica estera si estrinseca nelle amicizie personali, la sua economia si identifica negli utili delle aziende sue e dei suoi amici.

Il suo grande problema sono i processi, il suo obiettivo è non essere giudicato e per questo sta mettendo zeppe nella macchina giudicante.

Ha forse ragione: i giudici sono in agitazione per gli interessi loro. Infatti, se passa la riforma, tra un po’, non ci sarà più bisogno di giudici. Se passa la prescrizione breve per gli incensurati, nel giro di qualche decennio i criminali pregiudicati moriranno, i processi saranno solo per incensurati e si chiuderanno dopo poco con la prescrizione, quindi non ci sarà più bisogno di tanti giudici, cancellieri e impiegati addetti: che bel risparmio e finalmente l'Italia sarà libera dalla morsa del crimine, secondo giustizia.

Che bel quadro abbiamo per il nostro futuro: grazie Silvio!



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