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 Anno VII n° 4 APRILE 2011    -   RECENSIONI


Letto per voi
“L'insostenibile leggerezza del ponte” di Lucio Gellio Metello
Cos'è il ponte? E' utile o no? Quanto costerà? Chi né finanzierà la realizzazione? Siciliani e Calabresi davvero né otterranno beneficio? Queste le domande più comuni a cui dà risposte questo libro
Di Francesca Bisbano


Un'ambizione secolare, che inizia nel 251 a. C. con un tentativo di Lucio Gellio Metello e si protrae sino ad oggi, priva di risultati soddisfacenti; un'opera grandiosa senza precedenti, che i romani, maestri nella costruzione di ponti e barche, cercarono per primi di attuare; un progetto, che dopo mille vicissitudini politico-giudiziarie, viene ripreso nel 2008, quando, con la sentenza del 30 settembre, il Cipe né riconferma l'utilità pubblica, decretando così la ripresa dei lavori a lungo interrotti.

Il ponte sullo Stretto di Messina è un annuncio perenne, che ha indotto ed induce a nutrire aspettative più o meno lecite, che genera visioni di sviluppo non sempre proficue, accompagnate da un considerevole impegno di spesa pubblica improduttiva. Sul ponte si è detto e scritto molto, per cui, dopo la pubblicazione di innumerevoli volumi tecnici, atti a difendere o condannare il progetto, si assiste alla stesura di un breve ed innovativo saggio di Domenico Marino.

“L'insostenibile leggerezza del ponte”, questo il titolo del libro del professore Marino, che con semplicità e chiarezza, vuole raccontare la storia di un'opera sognata da secoli, ma impossibile da realizzare (almeno fino ad oggi). Con la perizia del ricercatore e lo sguardo divertito del filosofo, l'autore presenta un percorso intricato e costellato di innumerevoli dubbi, che porterà il lettore a guardare in prospettiva diversa, ciò che negli ultimi anni ha costituito un ottimo slogan per le campagne elettorali di politici locali e nazionali.

Cos'è il ponte? E' utile o no? Quanto costerà? Chi né finanzierà la realizzazione? Siciliani e Calabresi davvero ne otterranno beneficio? Queste le domande più comuni, che gli abitanti dello stretto, ma qualunque altro italiano, potrebbe porsi in merito; quesiti che Marino sceglie come punti di partenza, per condurre un'indagine approfondita e dettagliata del fenomeno. Il libro non è una presa di posizione contro il ponte, bensì un'analisi ponderata delle ragioni, che spingerebbero gli italiani, Siciliani e Calabresi in primis, a preferire ad esso la realizzazione di opere diverse, meno costose e senz'altro per loro più vantaggiose.

Il ponte non servirà alle comunità locali, né faciliterà gli spostamenti di lunga distanza. Non si finanzierà da solo e sicuramente attrarrà l'interesse di organizzazioni, che oggi investono in modo globale, tramite società, i cui mezzi di finanziamento nella maggior parte dei casi provengono da attività di dubbia liceità.
Sicilia e Calabria non hanno nulla da guadagnare. Il ponte avrà sulle due terre un effetto devastante, non solo dal punto di vista economico ed ambientale, ma anche per tutta un'altra serie di ragioni, che l'autore tratta di volta in volta in modo sintetico, ma incisivo. Dati tecnici ed economici, richiami a fatti di cronaca più o meno recente, ma anche al lungo iter giudiziario che ne accompagna la storia, sono sicuramente utili al lettore per comprendere quale sia la vera realtà del ponte.

Un ponte che sembra ormai legato ad una filosofia vecchia ed arretrata dello sviluppo. Un ponte che nemmeno i nostri nipoti riusciranno a ripagare nel tempo, un investimento di per se stesso incerto, i cui risultati lasciano aperti molti interrogativi. Perché allora investire e puntare su un'infrastruttura, che rischia di presentarsi come un nuovo colosso di Rodi e dunque di crollare sulle sue stessi basi?


L'insostenibile leggerezza del ponte sullo Stretto
di Lucio Gellio Metello
Prezzo € 10,00
Editore Rubbettino
Collana Problemi aperti
Data uscita 22/09/2010
Pagine 122, brossura
EAN 9788849826623
ISBN: 978-88-498-2662-3

Dopo molti volumi tecnici in cui sono stati espressi pareri più o meno autorevoli circa il Ponte sullo Stretto, questo libro vuole tentare di raccontarne, con il rigore attento del ricercatore e con lo sguardo divertito del filosofo scettico, la storia. Un percorso intricato, costellato da molti dubbi e molte domande a cui si cercherà di dare risposta e che porterà a dimostrare che il Ponte non è una priorità per l'Italia; che molto probabilmente non è utile allo sviluppo di Calabria e Sicilia, anzi è potenzialmente dannoso. Il Ponte è un annuncio perenne, che ha generato e continua a generare un considerevole impegno di spesa pubblica (improduttiva); che crea aspettative (lecite e illecite), visioni e sogni di sviluppo, ma che bisognerebbe attentamente evitare di realizzare perché il sogno diventerebbe realtà e il risveglio in questa realtà sarebbe un incubo senza fine.



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