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Vinitaly 2011: progetti per il futuro e preoccupazione per il presente

Successo della manifestazione, ma c'è una preoccupazione per i consumi italiani in forte calo, da 100 litri pro capite degli anni '70 ai 40 litri a testa di oggi. Si spende di più per l'acqua minerale! Bene le esportazioni. Forte incremento dei consumi in Usa e Cina

Di Luana Scanu

Per gli appassionati del mondo vino, Aprile è sempre un mese importante, e non solo perché scegliere il vino e il menù del pranzo pasquale in famiglia è un compito arduo, ma anche perché Verona si trasforma da città d'arte a città enologica. Da ormai 45 anni questa bellissima città ospita la più importante manifestazione enologica italiana: il Vinitaly.

Come tutti gli anni, anche il 2011 è stato segnato dal successo della manifestazione, che, con oltre 4.000 espositori provenienti da 23 paesi, su 92.000 metri quadrati espositivi, si conferma la più grande fiera del mondo del vino.

Grandi personalità della sfera politica italiana sono presenti all'inaugurazione della 45esima edizione del Vinitaly, tra cui il ministro Saverio Romano, il ministro per i beni culturali Giancarlo Galan, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il sindaco di Verona Flavio Tosi, il presidente della Provincia Giovanni Miozzi, il presidente dell' Ice Umberto Vattani, il presidente di Federvini Lamberto Vallarino Gancia, il presidente dell' Uiv Lucio Mastroberardino e il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani.

La prima notizia, comunicata durante la cerimonia di inaugurazione da Ettore Riello, presidente di Veronafiere, è la modifica delle giornate per il Vinitaly 2012.
Infatti, da sempre, questa importante manifestazione si svolge dal giovedì al lunedì, giornate sfavorevoli per i numerosi ristoratori, chef, proprietari di wine bar, che vorrebbero cogliere l'occasione di crescere partecipando alla grande fiera del vino, ma che non possono farlo essendo quelle, per loro, le giornate di maggior lavoro. L'organizzazione della manifestazione ha deciso quindi di provare per il 2012 a cambiare le date, in modo da favorire “gli addetti ai lavori” che sino ad ora non hanno avuto la possibilità di partecipare alla manifestazione.

Il prossimo anno dunque, il Vinitaly si aprirà Domenica 1 Aprile e si chiuderà Mercoledì 4 Aprile.

Un altro argomento caro a questa edizione del Vinitaly è il calo dei consumi interni. Infatti il ministro Romano sottolinea che è di fondamentale importanza pensare al mercato estero, dove l'Italia conferma sempre di avere grande forza, ma senza trascurare il mercato interno, che necessita di un forte incremento, altrimenti si corre il rischio di sminuire un prodotto tradizionale italiano quale è il vino.

La preoccupazione che trapela dalle parole del ministro Romano non è certo una novità per gli addetti ai lavori, che hanno lanciato l'allarme già da tempo. La Coldiretti, proprio in occasione del Vinitaly, ha divulgato un'analisi dal quale emerge che per la prima volta nella storia italiana le esportazioni del 2010 hanno superato i consumi nazionali.

L'incremento dell'export è sicuramente una buona notizia per tutti i produttori, che accolgono con soddisfazione l'aumento di vendita estera del 12%, con una cifra record di 3,93 miliardi di euro, ma non si può fare a meno di far trapelare la preoccupazione per un consumo interno inferiore alla norma, precisamente del 4,8% degli acquisti familiari, che ha portato le vendite a livello nazionali a 3,89 miliardi di euro.

Insomma, la preoccupazione che aleggia tra i padiglioni del Vinitaly è sicuramente giustificata dai numeri, ma allo stesso si tiene ben presente che il 2010 è stato un anno in cui lo scenario internazionale del consumo e della produzione del vino è cambiato sensibilmente.

Infatti per la prima volta gli Stati Uniti sono diventati il paese dove si consuma più vino, davanti a Francia e Italia, consumo che per il 61% deriva dalla produzione californiana, ma un 11% è stato invece guadagnato dall'Italia che nel mercato si piazza davanti a Francia e Australia.

La grande sorpresa del 2010 è invece la Cina, dove l'esportazione del vino italiano è aumentata del 108 percento e per l'India abbiamo invece un +65 percento.

Per farla breve, negli anni settanta il consumo pro capite di vino era di 100 litri ma ha intrapreso un' inesorabile discesa sino ad arrivare ai 45 litri del 2007 e ai 40 litri a testa di oggi. E sembra che questa discesa non sia destinata ad arrestarsi, ma anzi le previsioni anticipano un peggioramento entro il 2015.

Ma quali sono le motivazioni che spingono gli italiani a spendere più per l'acqua minerale, precisamente 19,71 euro mensili per famiglia, che per il vino, il cui costo per famiglia è stato stimato attorno ai 12 euro?

Potrebbero essere le restrizioni dettate dal nuovo codice per la strada, e su questo argomento si espone Gianni Zonin che propone un lavoro di educazione alimentare e del bere consapevole, con l'obiettivo di eliminare, prima o poi, l'etilometro, oppure è probabile che gli italiani bevano mediamente meno per bere meglio, e quindi per acquistare, ogni tanto, bottiglie “migliori”.

Non è facile ancora capire quale siano le motivazioni di questo calo che gli addetti ai lavori non sottovalutano, ma anzi lo sottolineano anche all'interno della più grande fiera enologica, che, nonostante il calo preoccupante dei consumi interni, è riuscita anche quest'anno ad attirare migliaia di visitatori, precisamente 156.000.

Argomenti: #verona , #vinitaly , #vino

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