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 Anno VII n° 6 GIUGNO 2011    -   FATTI & OPINIONI


Considerazioni sul razzismo
Ratko Mladic: Borghezio sostiene che è un patriota
Le colpe del razzismo sono di tutti, dei politici in particolare
Di Il Nibbio


Ratko Mladic è stato arrestato dopo 15 anni di latitanza. È accusato della strage di Srebrenica dove vennero uccisi 8.000 musulmani jugoslavi durante la guerra razziale che scoppiò a causa del disfacimento della Jugoslavia titina. Ovviamente il generale si dichiara innocente perché, secondo le dichiarazioni fatte al figlio, i fatti furono realizzati a sua insaputa.

Questo mi dà spunto ad una riflessione sul razzismo e il fatto che Mladic possa essere dichiarato innocente non cambia la realtà delle responsabilità politiche, in cui molti sono sicuramente coinvolti. Addebitare tutte le colpe, e con questo non voglio sminuirle, a poche persone è fuorviante e pericoloso: dietro di loro c'è una massa che ha sostenuto il loro ruolo, che ha condiviso e addirittura richiesto quei fatti tragici. Affermo che politicamente essi sono degli esecutori e i mandanti sono i loro sostenitori, che oggi non sono indagati, ma protestano nelle piazze per loro.

Il razzismo e la violenza si coltivano, non nascono improvvisamente. Questo è opportuno ricordarlo, perché anche noi siamo coinvolti sempre di più in fenomeni di razzismo e violenza collettiva.

Il razzismo nasce dalla “paura del diverso”, che è un fenomeno naturale di allerta e non comporta necessariamente una reazione violenta. Il “diverso” provoca sempre un senso di paura o di curiosità. Penso che tutti, quando si sono trovati di fronte per la prima volta un negro, possano aver provato un senso di timore anche ingiustificato, timore che man mano si riduce quando la presenza di persone con la pelle nera aumenta e diventa inesistente quando il fatto diventa norma. Quando non viene compreso dalla ragione, si trasforma ed eleva una barriera difensiva: il razzismo appunto; questo è un male da evitare. Purtroppo c'è chi predica invece il razzismo come un bene, come una necessità di difesa della propria identità e c'è chi usa la paura verso il diverso per avere consenso. Il diverso può essere il negro, il gay, il musulmano, ma anche il “comunista”, la femmina, il terrone, il padrone.

Spesso l'uso di una propaganda razzista fa leva su uno stato di disagio reale, creato da fattori che hanno un riscontro nella realtà. Un bell'esempio l'abbiamo con la Lega Nord che, dopo “mani pulite”, ha occupato il posto della DC in Lombardia e Veneto.

Ma cosa è successo a quelli che prima votavano DC? Si sono improvvisamente svegliati razzisti?

No, certamente no; è successo semplicemente che da decenni covava un forte risentimento verso la politica governata da uomini del sud, come l'onnipotente De Mita, come Casini e come tanti altri, che hanno dilapidato i soldi pagati con le tasse in affari che non hanno prodotto nulla per gli italiani. Corollario di quest’insofferenza c'era, e c'è tuttora, una pubblica amministrazione, a cui dobbiamo aggiungere i carabinieri e la polizia, considerata inefficiente e costosa, fatta quasi esclusivamente da persone del sud.

La Lega Nord ha intercettato lo scontento della gente, ha proposto una classe politica nuova, che in genere ha governato bene i comuni, e la sua propaganda, allora sintetizzata dalla frase “Roma Ladrona”, non si rivolgeva alla gente del sud, ma ai politici del sud ritenuti in genere corrotti e mafiosi. Allora i razzisti erano una parte del movimento e nella Lega Nord c'erano personaggi come Formentini, primo sindaco di Milano dopo tanti socialisti, che certo non erano né razzisti né di destra.

“Mani pulite” ha distrutto lo status quo della politica. La Lega ha fatto paura e, per evitare che il dissenso politico contaminasse il sud, esautorando i politici professionisti e chiudendo il flusso di soldi, è stata isolata mettendo agli elettori del Sud una gran paura verso il nord leghista. Anche questa una campagna razzista quindi. Come rezione i razzisti della lega si sono rafforzati e, usciti i moderati dal Carroccio, restarono liberi di predicare quello che volevano.

Il mezzo per mantenere i consenso restò e resta quello della politica del terrore. al Nord usando lo spauracchio dei “terroni”, a cui si sono aggiunti gli immigrati, e al Sud servendosi dei “leghisti del Nord”. Da venti anni abbiamo una scuola razzista che imperversa e Napolitano con la sua battaglia per l'Unità d'Italia ha mostrato come, per la maggior parte degli italiani, il razzismo sia ancora solo fatto di battute per ridere, ma per quanto, se si prosegue ancora per questa strada?

Sono gravi le dichiarazioni di Borghezio che ha detto “per me Ratko Mladic è un patriota . Sarebbe ora che, approfittando della perdita di consensi registrata nelle ultime elezioni, si imponesse a Bossi l'abbandono della predicazione razzista come condizione di dialogo, ma anche i politici del sud devono smettere di lanciare anatemi su più della metà degli italiani, quelli del Nord, anziché comprendere i problemi che esistono. Solo così si potrò evitare che il razzismo si ingigantisca e diventi veramente pericoloso.



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