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 Anno VII n° 6 GIUGNO 2011    -   FATTI & OPINIONI



Bruno Tabacci (API). Dichiarazione sull’ Informativa di Berlusconi sulla composizione del Governo
Camera dei Deputati - Dal Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 490 di mercoledì 22 giugno 2011


Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, ha fatto bene il Capo dello Stato a chiederle di riferire qui sui mutamenti intervenuti nella compagine governativa. È un fatto che i 317 voti sono il risultato dell'apporto di almeno 15 deputati eletti nel 2008 tra i gruppi dell'opposizione e che anche i 304 voti del 14 dicembre erano il frutto della stessa operazione.
Nel 1998 lei gridò al ribaltone per il Governo D'Alema, considerando che, secondo lei, è il popolo che elegge direttamente il Governo: allora ci fu il distacco di Bertinotti, ora c'è quello di Fini. Credo che i Governi traggano la loro fiducia dal Parlamento e non dal popolo: ora lei organizza un «autoribaltone» e dice che c'è il rispetto degli elettori, poi gioca con furbizia da sempre sul tema istituzionale. Ha fatto credere agli italiani che siano i cittadini ad eleggere il Capo del Governo, ma non è così e lei domani potrebbe essere ribaltato in Parlamento. D'Alema nel 2000 prese atto del voto e si dimise, lei no, nonostante abbia chiesto un referendum sulla sua persona sia con le elezioni amministrative di Milano, sia contro magistrati e poi con l'invito a disertare i referendum. Il suo Governo vuole andare avanti, questo è legittimo - bene, dico io - ma lei, poi, aggiunge che ha ben governato. Purtroppo, non è vero: il prodotto interno lordo del 2007, considerato pari a 100, vede oggi una regressione del 5,3 per cento in Italia. Pertanto, la crisi ha toccato tutti, ma noi siamo rimasti indietro del 5,3 per cento. Cosa hanno fatto gli altri Paesi? Gli spagnoli, che pure hanno dei problemi, hanno subito una regressione del 3 per cento, i francesi dello 0,8 per cento, i tedeschi dello 0,3 per cento. Come fa a dire che siamo i più bravi in Europa? Siamo il fanalino di coda e lo registri questo fatto perché tra un po', quando verrà discussa la manovra, è chiaro che il problema si porrà in quei termini: siete gli ultimi in Europa e in questa posizione avete trascinato l'Italia.
Lei dice che non vuole restare a vita a palazzo Chigi - lo capisco - però rivendica un'eredità politica. Vorrei dirle, sommessamente e con rispetto, che lei non è Alcide De Gasperi. Lei ha diviso il Paese e questa è la sua grande responsabilità; ha indicato in maniera ossessiva e strumentale i suoi avversari anche se erano solo colpevoli di pensarla diversamente, oppure di svolgere un altro ruolo istituzionale. Penso ai comunisti, eppure ha continuato a frequentare tranquillamente il Presidente Putin che, credo, si intendesse di comunisti; al Parlamento, che non la faceva lavorare; ai magistrati che la controllavano; alla Corte Costituzionale, che è una istituzione zeppa di sovversivi e al Capo dello Stato, che avrebbe usato la forzatura delle regole e delle garanzie rispetto alla sua personale Costituzione materiale.
Ha parlato di tenaglia mediatica, lei che controlla le televisioni pubbliche e quelle private. Lei ha diviso consapevolmente il Paese, per questo, la storia sarà severa con lei. Lei ha disconosciuto l'interesse generale, non conosce il bene comune e cavalca interessi particolari, a cominciare dai suoi. Ha parlato di eredità negative, ma lei è in campo, come Capo del Governo, più o meno da dieci anni: non la sfiora il sospetto che l'eredità abbia il timbro della sua persona? Al più, ormai lei è un coerede. La disconosce? Purtroppo questa è la sua eredità. Da ultimo, non è stato un buon esempio, specie per i più giovani: ha preteso di essere al di sopra della legge e delle regole, ha esaltato la furbizia e la forza dei più forti, talvolta ha umiliato i più deboli.
Ha dato, specie negli ultimi anni, un'immagine dell'Italia sempre più discutibile e mal sopportata. L'immagine di Parigi, dove lei costringe il Presidente Obama ad ascoltarla per segnalargli che in Italia c'è una dittatura del potere giudiziario, è nelle nostre menti. L'espressione incredula di Obama ha fatto il giro del mondo. Gli italiani hanno voltato pagina e questo è avvenuto ben oltre la disperazione civile di molti. Anch'io non ci credevo quasi più, invece si può guardare al futuro con fiducia e con speranza. Quello che mi pare molto certo è che lei sta lavorando per realizzare un miracolo, quello di risvegliare oggi la coscienza civile degli italiani (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Alleanza per l'Italia e Partito Democratico).



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