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 Anno VII n° 6 GIUGNO 2011    -   PRIMA PAGINA


Lo sbuffo
Meglio tardi che mai: giustizia per gli indiani negli Stati Uniti
In Italia invece… la prescrizione cancella i diritti
Di Giovanni Gelmini


È di questi giorni una notizia proveniente dagli Stati Uniti che rende giustizia agli Indiani per le prepotenze fatte dall'uomo bianco. Un giudice federale ha dato ragione ai ricorrenti rappresentati da Elouise Cobell, della tribù dei Piedi Neri di Browing, nel Montana ed ha approvato il rimborso di 3,4 miliardi di dollari da parte del governo di Washington per le perdite subite a causa degli espropri fatti. La controversia parte da lontano, precisamente dal 1880, quando l’allora presidente degli Stati Uniti Rutherford B. Hayes decise una lottizzazione di 40 milioni d’ettari popolati dalle tribù indiane. Con quest’operazione al governo federale andava il diritto di sfruttare le risorse minerarie, energetiche e naturali e i guadagni imprenditoriali.

È un bell'esempio di cosa vuol dire “giustizia”: processi brevi, non prescrizione breve, e quando ci sono prevaricazioni è possibile rimettere a posto le cose, superando anche grosse difficoltà. La nostra giustizia invece non arriva da nessuna parte, un gran numero di processi si perde per strada grazie a tempi di prescrizione, che non tengono conto dell'elefantiaco lavoro che devono fare i magistrati, spesso dovendo usare sistemi antiquati e non le tecnologie moderne.

Gli avvocati non sono pagati per il risultato che ottengono, ma per il numero di atti che compiono, così per loro più il processo si allunga, più guadagnano. La linea di difesa migliore è “raggiungere la prescrizione” e questo non è difficile perché si dispone di ben tre gradi di processo: una garanzia tanto elevata che diventa ingiustizia per chi vuole giustizia.

Se la giustizia non funziona a dovere, il paese s’imbarbarisce e noi ci stiamo imbarbarendo. Occorrerebbe una riforma sostanziale, specialmente nei modi operativi; l’hanno promessa, ma l'impressione, non solo mia, è che quella che vogliono fare vada in senso opposto al necessario.

Cosa possiamo pretendere da una classe politica che va a braccetto con corrotti e corruttori?



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