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 Anno VII n° 8 AGOSTO 2011    -   DOCUMENTI


Bozze non corrette in corso di seduta
Pino Pisicchio (API): informativa urgente del Presidente del Consiglio dei ministri sulla situazione economica del Paese
Intervento a seguito dell’informativa fatta dal Presidente del Consiglio dei ministri nella seduta della Camera dei Deputati di mercoledì 3 agosto 2011


Signor Presidente, onorevole Presidente del Consiglio, io non ho la familiarità che ha con lei l'onorevole Di Pietro, quindi la chiamerò Presidente. Questo dibattito è il risultato dell'azione congiunta delle opposizioni e delle forze sociali che, facendosi carico della difficoltà in cui versa il Paese, hanno chiesto che il Presidente del Consiglio rompesse il suo inusitato periodo di autismo comunicativo per venire a dichiarare al Paese come intende superare la crisi finanziaria. Ammettiamo che l'epifania del Presidente quest'oggi in Aula rappresenti una prova di coraggio. Non si poteva venire in Parlamento a raccontare che la manovra triennale, approvata grazie all'impulso del Presidente della Repubblica e alla disponibilità delle opposizioni e che sposta peraltro al 2014 i suoi effetti più rilevanti, rappresenti la risposta perfetta alla crisi, né che l'Italia vive le stesse difficoltà degli altri Paesi dell'area euro, facendo finta di non conoscere il di più di fragilità che ci appartiene. Nell'epifania presidenziale avrebbe potuto eludere la delicata questione politica del ministro Tremonti dimezzato, il responsabile da sempre della politica economica dei governi Berlusconi, oggi fatto prigioniero di una tutela vicariale. Ebbene, il Presidente del Consiglio ha detto e omesso, invece, proprio quelle cose, le cose di sempre, in un'edizione agostana del suo antico mantra da marketing televisivo. Ci voleva del coraggio per venir qui, perché solo se questa comunicazione al Paese avesse avuto il significato del necessario cambio di passo con l'annuncio di una svolta capace di ridurre lo spread tra i nostri buoni del tesoro e i BOT tedeschi, il Premier avrebbe potuto accreditarsi come leader e come statista. Ma questo non è avvenuto e speriamo davvero che la riapertura dei mercati non ci presenti il definitivo conto, perché l'attacco portato al sistema finanziario si alimenta della debolezza del nostro Governo. A pagare è il popolo dei risparmiatori, che vedono eroso del 10-15 per cento il valore dei titoli di Stato. Pagano i cittadini con le proprie tasche il prezzo di un Governo che non governa. Vede, Presidente del Consiglio, lei ha messo l'Italia in un paradosso: la maggioranza degli italiani vorrebbe chiudere con questa esperienza di Governo, ma al tempo stesso gli italiani che hanno a cuore le sorti del Paese non vorrebbero che a decidere della fine del suo Governo fosse il tracollo finanziario dell'Italia.

Non è con il default Italia che si dà risposta all'appello alla discontinuità, fatto dalle parti sociali: imprenditori, sindacati, operatori per la prima volta insieme a chiedere il cambiamento. Per questo riteniamo che sia piena di senso la proposta del Terzo Polo, di un Governo nuovo, di unità nazionale, convinti come siamo che il Governo in carica rappresenti la difficoltà del Paese e non la soluzione. Ma abbiamo fatto anche altre proposte: l'obbligo costituzionale del pareggio di bilancio in linea con le scelte compiute in Germania e in Francia, è un gesto di lealtà nei confronti delle giovani generazioni.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Pisicchio.

PINO PISICCHIO. Bisogna comprendere - concludo Presidente - che si è chiuso un ciclo. Se ne prenda atto, onorevole Presidente, ricordando che a volte si può servire la nazione facendo un passo indietro, quello evocato questo oggi così tante volte. E poi diciamo la verità. Lei, Presidente, in 17 anni ha fatto tanti passi avanti, che un solo passo indietro lascerebbe il Paese ancora molto in credito (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Alleanza per l'Italia).



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