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 Anno VII n° 9 SETTEMBRE 2011    -   DOCUMENTI


Dal resoconto stenografico della Camera dei Deputati
Giorgio La Malfa (Liberal democratici- MAIE) Dichiarazione di voto della manovra bis
Disegno di legge: S. 2887 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo. Delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari (Approvato dal Senato)


Signor Presidente, per dare un giudizio risolutamente negativo sul Governo è sufficiente ricordare che, per quasi tre anni, abbiamo sentito dire e ripetere che la situazione italiana era sotto controllo, che l'Italia aveva affrontato la crisi meglio degli altri e ne stava uscendo meglio degli altri.
I nostri richiami ad agire sono tutti caduti nel vuoto. Poi, di colpo, la catastrofe. La realtà di una situazione lasciata marcire per troppo tempo si è imposta anche al Governo e alla maggioranza.
A luglio ci è stato chiesto di favorire l'approvazione rapida di una manovra, lo abbiamo fatto ed è passata in tre giorni. È stato detto che sarebbe stata sufficiente.
Ad agosto avete dovuto fare una nuova manovra e questa nuova manovra l'avete cambiata cinque volte.
Oggi il Presidente del Consiglio attacca l'opposizione, ma è colpa dell'opposizione o è colpa della vostra confusione, improvvisazione e «pressappochismo», signori della maggioranza?
Onorevole Berlusconi, signor Presidente del Consiglio, il problema non è più la manovra. Nel giudizio internazionale è venuta meno, da tempo, la fiducia in lei e nel suo Governo. Non è la manovra, ma è il manovratore. Non è l'auto, ma il conducente.
Nelle crisi di fiducia come quella che investe oggi l'Italia contano le cose che si fanno e chi fa queste cose.
Presidente del Consiglio, lei sa che il giudizio dei Governi amici e delle istituzioni internazionali europee è negativo e senza attenuanti. Lo sa lei, lo sanno i suoi Ministri, lo sanno i colleghi che siedono nella maggioranza.
Ieri, a Bruxelles, lei ha attaccato le opposizioni che non coopererebbero al risanamento finanziario del Paese, ma lei, che fino a poco tempo fa aveva sempre sostenuto che non aveva bisogno di un consenso largo, che le bastava la maggioranza, che aveva un consenso popolare, lei diceva, superiore al 50 per cento, oggi chiede il nostro sostegno.

PRESIDENTE. La prego di concludere, onorevole La Malfa.

GIORGIO LA MALFA. Evidentemente i sondaggi mostrano che il suo gradimento è ai minimi termini.
Ecco perché lei chiede un aiuto. Vuole questo aiuto? Apra la strada ad un Governo di unità nazionale, si dimetta.
Questa è la ragione per cui il gruppo Misto-Liberal Democratici-MAIE vota «no», con chiarezza, sulla fiducia, perché si possa aprire la strada ad una nuova soluzione che restituisca fiducia all'Italia e agli italiani (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Liberal Democratici-MAIE e Italia dei Valori).



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