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 Anno VII n° 9 SETTEMBRE 2011    -   TERZA PAGINA


Riflessioni sul neutrino superveloce
La scienza è esatta! Ma.... non è immutabile né certa
I neutrini viaggiano più veloce della luce. Da dimostrare definitivamente, ma questo sconvolge chi non è avvezzo al ragionamento scientifico
Di Giovanni Gelmini


La professoressa d'italiano soleva dire:
“È scientificamente provato...”
Chissà perché il professore di fisica non lo diceva mai!

È di questi giorni la notizia che i neutrini viaggiano più veloci di quanto dovrebbero, secondo Einstein, e così crolla la teoria della relatività.

È diffusa negli ignoranti di scienze l'idea che la scienza sia scevra da errori e immutabile: “1+1 è sempre eguale a due, è scientificamente provato!”. Errore: non è scientificamente provato ma è un assunto, cioè qualcosa che imponi nel ragionamento, se non lo accetti cambia tutto ed ovviamente esiste la matematica, ad esempio quella binaria usata dai microprocessori, che non accetta quest’assunto e così 1+1 è eguale a 10.

Uno dei capisaldi di questi ignoranti è il pilastro della Teoria di Einstein e non sanno che una “teoria” indica che non è ancora dimostrata completamente, e tante teorie si sono dimostrate sbagliate o insufficienti. È interessante notare che nel primo periodo “scientifico” le affermazioni venivano chiamate “leggi”, poi gli scienziati, visto che queste leggi non erano così ferree, hanno pensato bene di chiamarle “teorie”.

La Teoria di Einstein non è mai stata dimostrata oltre “ogni ragionevole dubbio”, direbbe un giudice. Molti invece i dubbi ci sono stati e qualcuno anche supportato da fatti anomali che mostravano la sua inadeguatezza; ma la Teoria di Einstein spiega correttamente a moltissime situazioni e pensate che tutte le conquiste spaziali sono state fatte basandosi su di essa. Oggi l'esperimento ha mostrato che i dubbi possono avere fondamento, anche se il condizionale è necessario perché il metodo scientifico vuole che l'esperimento sia fatto nuovamente da altri per essere considerato certo.

La verità è che la scienza, a differenza degli umanisti da “studio”, è sempre dubbiosa e non ha “verità” incrollabili, ma mette in discussione tutto in continuazione.

La scoperta fatta dal CERN non è “strana”; infatti, la scienza lavora per affinazioni successive. Il primo a esprimere una teoria gravitazionale fu Isaac Newton che, data l'epoca, fu chiamata “La legge di gravitazione universale ”, ma la sua validità era compresa in certi limiti. Quando i mezzi di misurazione si affinarono si trovò la necessità di ampliare questa “legge”. Einstein lo fece con la “ Teoria della Relatività Generale” e la Legge di Newton divenne un caso particolare della Teoria di Einstein.

La nuova scoperta quindi non cancella la Teoria precedente, ma, probabilmente, indica che non è “generale” e introducendo altri elementi, considerati da Einstein come “costanti” o irrilevanti, otterremo altre formule più complesse che spiegheranno anche questi fenomeni. Si parla di superare le quattro dimensioni fino ad ora considerate.

Il Professor Zichicchi in un’intervista rilasciata a “Tiscali interviste” dice “ … non solo, crollerebbe anche il principio di causalità ovvero il principio che l’effetto avviene dopo la causa e mai prima e crollerebbe anche la visione del mondo basata su quattro dimensioni (3 dimensioni spaziali più quella temporale) a favore di una nuova visione basata su 43 dimensioni”. Crollerebbe quindi una delle basi della filosofia scientifica, con buona pace dei professori di lettere e filosofia.

Prima di lasciarvi però voglio ricordare uno scienziato, Marco Todeschini, che ho avuto come docente, che tra il 1914 e il 1946 ha elaborato, in contrasto a quella di Einstein, una teoria, “La teoria delle apparenze” (N.d.R. di cui vedete in alto la copertina del libro che ne raccoglie la sintesi).

Quanto esposto nel libro appare matematicamente coerente e con la sua applicazione sembrerebbe spiegare anche molti fenomeni oggi classificati come “paranormali”.

La sua teoria non si basa sul “vuoto”, come quella di Newton e Einstein, ma si basa sull'esistenza di un fluido ,detto "etere", in cui le masse materiali dell’universo sono immerse. Non crediate che quest’ipotesi sia strana, perché fu accettata da Cartesio da Fresnel più tardi Herz, ma la fisica moderna non ha dato mai credito a teorie basate su quest’ipotesi.

Ora mi chiedo: chissà se la “Teoria delle apparenze” riesce a spiegare la velocità eccessiva del neutrino? Sarebbe una bella scoperta: di certo la scienza è abituata a cose simili.

Dopo aver raccontato della Teoria delle apparenze posso dichiarami soddisfatto per aver ottemperato alla dedica fattami dal Professor Marco Todeschini.



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