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 Anno VII n° 11 NOVEMBRE 2011    -   FATTI & OPINIONI


Il commento politico
La lettera di Berlusconi... scarlatta per la vergogna
Critica punto per punto a quanto scritto dal Governo.
Di Giovanni Gelmini


La premessa

Noi siamo bravi e facciamo più di quanto ci chiede l'Europa. Se siamo così la colpa è degli altri...

    “La situazione italiana va letta tenendo in debita considerazione gli equilibri più generali che coinvolgono l'intera area europea. Mesi di tensioni sui mercati finanziari e di aggressioni speculative contro i debiti sovrani sono, infatti, il segnale inequivocabile di una debolezza degli assetti istituzionali dell'area euro.
    Per quel che riguarda l'Italia, consapevoli di avere un debito pubblico troppo alto e una crescita troppo contenuta, abbiamo seguito sin dall'inizio della crisi una politica attenta e rigorosa. ”
La “politica rigorosa” però ha portato a un ulteriore appesantimento del debito nei tre anni dell'ultimo governo Berlusconi, seguendo la linea del precedenti 10 anni di governo del Premier di Arcore.

A. I FONDAMENTALI DELL'ECONOMIA

“Il Governo italiano ha risanato i conti pubblici e conseguirà l'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013. Il debito pubblico in rapporto al PIL è stato ricondotto su un sentiero di progressiva riduzione.” Per ora è solo una speranza, mentre è certo l'effetto di prosciugamento della liquidità delle famiglie e la depressione della domanda interna, quella che deve spingere lo sviluppo.

B. CREARE CONDIZIONI STRUTTURALI FAVOREVOLI ALLA CRESCITA

Il timing:
 
    “-Entro 2 mesi, la rimozione di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all'attività economica, così da consentire, in particolare nei servizi, livelli produttivi maggiori e costi e prezzi inferiori;

    -Entro 4 mesi, la definizione di un contesto istituzionale, amministrativo e regolatorio che favorisca il dinamismo delle imprese;

    -Entro 6 mesi, l'adozione di misure che favoriscano l'accumulazione di capitale fisico e di capitale umano e ne accrescano l'efficacia;

    -Entro 8 mesi, il completamento delle riforme del mercato del lavoro, per superarne il dualismo e favorire una maggiore partecipazione.

    Nei prossimi 4 mesi è, ad ogni modo, prioritario aggredire con decisione il dualismo Nord-Sud che storicamente caratterizza e penalizza l'economia italiana. Tale divario si estrinseca in un livello del Pil del Centro-Nord Italia che eguaglia il livello delle migliori realtà europee, e quello del Mezzogiorno, che è collocato in fondo alla graduatoria europea”

Un calendario stringente e pieno di appuntamenti pregnanti, ma fa riflettere.
In 15 anni di Governo Berlusconi ha sempre promesso la luna, ma non ha mai neanche tentato di raggiungerla.
Le sue “riforme” sono sempre state disastrose per l'Italia; oggi in pochi mesi, con una maggioranza sfilacciata e rissosa, pensa realmente di poter realizzare la svolta “epocale” che l'Itala attende da 30 anni?

L'irrealtà di questo piano di lavoro è sintetizzato dall'ultimo punto. È più di mezzo secolo che gli statisti italiani che lo hanno preceduto, da De Gasperi a Craxi, tentano invano di far partire l'economia del Sud e non ci sono riusciti perché è la “politica”, legata alla criminalità organizzata, che mantiene un livello di sottocultura delle popolazioni del sud, la palla al piede di metà Italia.

È credibile che Berlusconi, legato a doppio filo ai politici compromessi, possa in solo 4 mesi ribaltare tutto l'apparato politico che oggi lo sostiene?

Berlusconi afferma nella lettera:
    “A riguardo, l'esecutivo è intenzionato a utilizzare pienamente i fondi strutturali, impegnandosi in una loro revisione globale, inclusi quelli per lo sviluppo delle infrastrutture, allo scopo di migliorarne l'utilizzo e ridefinirne le priorità in stretta collaborazione con la Commissione Europea.”

Questo è uno dei punti che da decenni si dice e non si fa. Sarà adesso la volta buona? Perché solo adesso e non prima? Ci sono stati dei vincoli culturali nell'utilizzo di questi fondi strutturali; come si supereranno adesso è sicuramente un qualcosa di ignoto, non chiarito dalla “lettera”.
Anche un paragrafo successivo lascia tanti dubbi da farlo credere una bugia:

    “Esso si basa su una più forte concentrazione dei Programmi sugli investimenti maggiormente in grado di rilanciare la competitività e la crescita del Paese, segnatamente intervenendo sul potenziale non utilizzato nel Sud, e su un più stringente orientamento delle azioni ai risultati (istruzione, banda larga, ferrovie, nuova occupazione). Tale revisione potrà comportare una riduzione del tasso di cofinanziamento nazionale dei programmi comunitari.”
 

Se Berlusconi avesse veramente voluto quanto qui sopra afferma, poteva non sprecare l'enormità di soldi che sta sprecando per l'inutile “Ponte di Messina”. Ad esempio, con quello che si è speso fino ad ora per questo inutile progetto avremmo già in tutta Italia la banda larghissima.
Ma la conferma eclatante che tutto questo è una bugia la traiamo in modo evidente dal termine posto:

    “Tale piano d'azione sarà definito entro il 15 novembre 2011”.

Nove sono i punti qualificanti:

a. Promozione e valorizzazione del capitale umano
    “L'accountability delle singole scuole verrà accresciuta (sulla base delle prove INVALSI), definendo per l'anno scolastico 2012-13 un programma di ristrutturazione per quelle con risultati insoddisfacenti; si valorizzerà il ruolo dei docenti (elevandone, nell'arco d'un quinquennio, impegno didattico e livello stipendiale relativo); si introdurrà un nuovo sistema di selezione e reclutamento.
    Si amplieranno autonomia e competizione tra Università. Si accrescerà la quota di finanziamento legata alle valutazioni avviate dall'ANVUR e si accresceranno i margini di manovra nella fissazione delle rette di iscrizione, con l'obbligo di destinare una parte rilevante dei maggiori fondi a beneficio degli studenti meno abbienti. Si avvierà anche uno schema nazionale di prestiti d'onore.
    Da ultimo, tutti i provvedimenti attuativi della riforma universitaria saranno approvati entro il 31 dicembre 2011”

Se fino ad ora si è fatto il contrario è credibile che entro due mesi si cancellino anni di politica sbagliata della coppia Tremonti – Gelmini, con la supervisione dell'esimio Premier?

Anche il punto successivo, “b. Efficientamento del mercato del lavoro”, non sembra avere le gambe. Da decenni si rileva la disoccupazione giovanile e l'eccessivo ricorso ai contratti atipici, introdotti da Berlusconi nella precedente sua legislatura, troppo favorevoli ai datori di lavoro: il precariato deve essere pagato molto di più dell'assunzione a tempo indeterminato, invece costa meno. Ora il governo si appresta a “una riforma della legislazione del lavoro funzionale alla maggiore propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell'impresa anche attraverso una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato”.

Riforma certamente necessaria, ma che deve trovare gli equilibri per evitare che un “licenziato” poi resti in balia dei contratti atipici o magari attendere per decenni come disoccupato l'arrivo della pensione.

Riguardo al terzo punto “c. Apertura dei mercati in chiave concorrenziale” sarebbe stato sufficiente proseguire nell'azione intrapresa cinque anni fa da Bersani. Questa però va contro gli interessi delle lobby potenti come i petrolieri, gli avvocati, i farmacisti. Il Decreto Legge n.138/2011, che riforma gli ordini è troppo generico e non considera le grandi diversità fa i vari Ordini professionali. Come abitudine Tremonti agisce senza considerare le peculiarità delle situazioni, crea cos' un gran caos, e difficilmente potrà essere applicata entro l'agosto 2012, come ormai prassi di queste leggi che, perchè, senza le leggi applicative, restano solo puri enunciati.

d. Sostegno all'imprenditorialità e all'innovazione.
Da tanto tempo ne sentiamo parlare e fino ad ora abbiamo visto molto poco, specialmente sul sostegno all'innovazione. Ora in qualche riga Berlusconi ci vuol far credere di aver trovato la bacchetta magica per rilanciare l'imprenditoria.

Tra le tante cose che le imprese lamentano c'è il fortissimo ritardo in cui la Pubblica Amministrazione paga i suoi fornitori, e buona parte della causa di questo ritardo è nel meccanismo assurdo del “Patto di stabilità”. Invece di procedere alla revisione di questo meccanismo che penalizza le Amministrazioni virtuose, si parla di:
    “Per garantire la liquidità delle imprese si prevede un sistema di certificazione di debiti delle Pubbliche Amministrazioni locali nei confronti delle imprese stesse al fine di consentire lo sconto e successivo pagamento da parte delle banche, in conformità alle procedure di calcolo Eurostat e senza impatto addizionale sull'indebitamento della Pubblica Amministrazione.”
cioè le imprese saranno gravate di interessi che non scaricheranno sulla P.A. Bel sistema per aiutare le imprese!

Ora vengono dei punti cruciali “e. Semplificazione normativa e amministrativa” e “f. Modernizzazione della pubblica amministrazione.”

Una pagina piena d’illusioni: l'illusione che basti “l'auto certificazione” per snellire la burocrazia, che l'abolizione delle Province porti ad una riduzione delle spese e non ad un aumento con una parallela diminuzione dell'efficienza, a causa del “ trasferimento del relativo personale nei ruoli delle regioni e dei comuni” e delle relative competenze. Non si toccano invece la miriade di enti inutili o utili che si intralciano nella gestione delle proprie competenze.

g. Efficientamento e snellimento dell'amministrazione della giustizia
    “Proseguendo sulla linea delle misure definite in estate, verranno rafforzati il contrasto della litigiosità e la prevenzione del contenzioso (anche attraverso la costituzione presso il Ministero della Giustizia di un gruppo tecnico che individui situazioni a forte incidenza di litigiosità e proponga specifici interventi di contrasto). Entro il 30 aprile 2012 verrà completato il progetto in corso presso il Ministero della Giustizia per la creazione di una banca dati centralizzata per le statistiche civili e per quelle fallimentari. Verranno rafforzati i meccanismi incentivanti per gli uffici virtuosi di cui alla Legge n. 111 del 2011. L'obiettivo è quello della riduzione della durata delle controversie civili di almeno il 20 per cento in 3 anni.”

E questo basta a rimettere in efficienza un sistema dalle modalità esecutive antiquate quale quello della giustizia? Qualche anno fa l'ANM ha predisposto una serie di proposte semplici e poco costose, che, eliminando procedure macchinose e manuali, aumenta di molto l'efficienza dei tribunali. Basta una legge che modifichi certi iter e l'utilizzo della posta certificata per tagliare in modo enorme i costi e i tempi delle cause. Perché non viene applicata? Forse perché non c'è la vera volontà di far funzionare la giustizia sia civile sia penale. Quando la Giustizia non funziona, i reati non vengono colpiti e i prepotenti possono fare.

h. Accelerazione della realizzazione delle infrastrutture ed edilizia
    “Oltre alla realizzazione degli investimenti già concordati con le società concessionarie, il Governo solleciterà una maggiore partecipazione degli investitori privati, definendo entro il 31 dicembre 2011 standard contrattuali tipo che facilitino il ricorso al project financing …”

Ancora una volta il problema che ha sotto gli occhi questo governo è “come far pagare agli altri quello che dovrebbe pagare lo Stato con la grande quantità di tasse che incassa”. Tutto questo punto è fumoso e non affronta il vero problema: la macchinosità dell'iter di realizzazione delle infrastrutture e la concentrazione degli investimenti sulle opere faraoniche invece che su un gran numero di investimenti di medie e piccole dimensioni diffuse su tutto il territorio. Oggi per realizzare una semplice rotonda ci vogliono dai 3 a 5 anni e non è con il project financing che si accelerano i tempi e si riducono i costi.

Ed ecco un punto caro al nostro Premier “i. Riforma dell'architettura costituzionale dello Stato”.
Sono ormai ben due legislature che Berlusconi tenta di smantellare la costituzione democratica per introdurre una forma di “premierato” che ricorda bene l'ideologia fascista.
Perché dovremmo attenderci che con la scusa di ridurre i parlamentari non ci ritenti?

Una riforma costituzionale non si fa senza un ampio dibattito e con il consenso di almeno una buona parte della minoranza.

Una riforma costituzionale non la si fa a colpi di decreti e di fiducia, che è l'unico modo con cui Berlusconi riesce a governare.

Una riforma costituzionale non la si fa in pochi mesi a fine legislatura.

Anche questo punto non è credibile!

UNA FINANZA PUBBLICA SOSTENIBILE
    Le pensioni
    Grazie al meccanismo di aggancio dell'età pensionabile alla speranza di vita introdotto nel 2010 (art. 12 commi 12-bis e 12-ter, DL 78/2010, come modificato con art. 18 comma 4, DL 98/2011), il Governo italiano prevede che il requisito anagrafico per il pensionamento sarà pari ad almeno 67 anni per uomini e donne nel 2026. Sono già stati rivisti i requisiti necessari per l'accesso al pensionamento di anzianità. Tali requisiti aumenteranno gradualmente fino ad arrivare a regime a partire dal 2013. Questi requisiti sono in ogni caso agganciati in aumento all'evoluzione della speranza di vita.”

Cioè non cambia nulla!!!! (come ha voluto Bossi)

    La delega fiscale e assistenziale previdenziale
    Il provvedimento di iniziativa governativa è già all'esame del Parlamento e sarà approvato, entro il 31 gennaio 2012, quindi con tempi compatibili all'emanazione dei provvedimenti delegati entro il 2012. Comunque, anche al fine di accrescere la fiducia degli investitori, nel rispetto del percorso di risanamento programmato, il Governo ha fornito, con la Legge 148 del 14 settembre 2011, le risorse che saranno reperite con l'esercizio della delega per la riforma dei sistemi fiscale e assistenziale sulla base degli attuali regimi di favore fiscale e delle sovrapposizioni fra agevolazioni e conseguenti inefficienze ad oggi individuate.”
Cioè già fatto!

    Le dismissioni
    Entro il 30 novembre 2011, il Governo definirà un piano di dismissioni e valorizzazioni del patrimonio pubblico che prevede almeno 5 miliardi di proventi all'anno nel prossimo triennio. Previo accordo con la Conferenza Stato-Regioni, gli enti territoriali dovranno definire con la massima urgenza un programma di privatizzazione delle aziende da essi controllate. I proventi verranno utilizzati per ridurre il debito o realizzare progetti di investimento locali.”

Di dismissioni si parla da decenni. Già Berlusconi ci ha provato con pessimi risultati, possiamo sperare questa volta? Perché non mettere sul mercato anche le partecipazioni del Tesoro nelle imprese che non siano strategiche, come tutto il gruppo Finsider?
O forse queste sono strategiche per piazzare gli “amici” nei posti ben retribuiti?

    La razionalizzazione della spesa pubblica
    Il Governo ribadisce l'impegno a definire entro il 31 dicembre 2011 il programma per la riorganizzazione della spesa previsto dalla Legge 14 settembre 2011, n. 148, in particolare per quanto riguarda: l'integrazione operativa delle agenzie fiscali; la razionalizzazione di tutte le strutture periferiche dell'amministrazione dello Stato e degli enti della previdenza pubblica in modo da creare sinergie e ottimizzare l'uso delle risorse; il coordinamento delle attività delle forze dell'ordine; la razionalizzazione dell'organizzazione giudiziaria nel suo complesso in modo da accelerare i tempi della giustizia civile; e la riorganizzazione della rete consolare e diplomatica. Il Governo attuerà i primi interventi dal 1° gennaio 2012 e darà conto dei progressi realizzati con cadenza trimestrale.”

Sicuramente se fosse realizzato sarebbe un buon punto, ma non c'è solo questo: ci sono innumerevoli società pubbliche che non servono a nulla, liquidarle vorrebbe dire semplificare e tagliare la spesa. Non si fa il minimo cenno a ridurre i “compensi” a qualunque titolo dei politici e dei loro amici.

    Debito pubblico
    Entro il 31 dicembre 2011, il governo affiderà l'elaborazione di un piano organico per l'abbattimento del debito attraverso anche le dismissioni ad una commissione ristretta di personalità di prestigio, in collaborazione con gli enti territoriali e con le principali istituzioni economiche e finanziarie nazionali ed internazionali.”
La commissione ci mancava, se si riducono le spese si riduce anche il debito pubblico, senza alcuna commissione!
     

    Il costo degli apparati istituzionali
    Il Governo riconosce la necessità di rafforzare gli interventi volti a ridurre i costi degli apparati istituzionali. In particolare, verrà perseguita entro il 2012, una razionalizzazione e soppressione delle province e la riallocazione delle funzioni delle Province alle Regioni o ai Comuni, in modo da assicurare un significativo snellimento dei relativi apparati burocratici e degli organi rappresentativi. Verrà rafforzato il regime di incompatibilità fra le cariche elettive ai diversi livelli di governo.”

È tutto da dimostrare che la soppressione delle Province provochi immediatamente e automaticamente minori costi. Sicuramente procurerà disagi e difficoltà ed è molto probabile che, almeno nella fase iniziale, i costi aumentino invece di diminuire.

    Il pareggio di bilancio
    Il disegno di legge di riforma della Costituzione in materia di pareggio di bilancio è già all'esame della Camera dei Deputati. L'obiettivo è di una sua definitiva approvazione entro la metà del 2012...”

Non è un problema di Costituzione, ma di capacità politica di dire no agli sprechi e alle richieste di compiacere gli “amici”.


    CONCLUSIONI
    “Siamo sicuri che, con l'impegno di tutti, scaturito dalla consapevolezza che ci troviamo a fronteggiare problemi che riguardano l'intera Unione e la tenuta stessa della moneta comune, dunque problemi non circoscrivibili a questa o quella debolezza o forza nazionali, consegneremo ai giovani un'Europa più forte e più coesa.”

Se Berlusconi e il suo Governo “sono sicuri”, a noi invece appare una lettera che resterà per gran parte inattuata e per quello che si farà, sarà fatto male, usato come cavallo di troia per leggi “ad personam” o “ad famigliam”. Non sembra che neanche l'UE ci creda molto se la risposta alla Lettera di Intenti chiude nel modo seguente:

    ”Sosteniamo l'intenzione dell'Italia di rivedere i programmi dei fondi strutturali ridefinendo le priorità dei progetti e concentrandosi sull'istruzione, l'occupazione, l'agenda digitale e le reti infrastrutturali e ferroviarie con l'obiettivo di migliorare le condizioni per favorire la crescita e ridurre il divario regionale.

    Invitiamo la Commissione a presentare una valutazione dettagliata delle misure e a monitorarne l'attuazione.”



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