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 Anno VII n° 11 NOVEMBRE 2011    -   DOCUMENTI


Intervento del Presidente della Repubblica
Napolitano interviene pesantemente sulla situazione del paese


C'è da far conoscere e apprezzare meglio l'intero quadro delle nostre istituzioni, senza sottovalutare gli 'organi ausiliari', il loro ruolo e la loro 'indipendenza di fronte al governo'. Si avverte oggi un acuto bisogno di più cultura delle istituzioni, di più senso delle istituzioni, di più attenzione all'esercizio delle funzioni dello Stato e alle condizioni in cui versano le sue strutture portanti". Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al Quirinale in occasione della cerimonia dedicata al 180° anniversario del Consiglio di Stato.

Il Capo dello Stato ha quindi richiamato quanto ebbe a mettere "in luce Benedetto Croce in una vigorosa pagina del giugno 1925, reagendo in modo sprezzante al tentativo del fascismo ormai dominante di presentare lo Spaventa come precursore della propria idolatria dello Stato. A quel 'forte giurista', che aveva pagato con l'esilio e con la condanna all'ergastolo di Santo Stefano la sua fede liberale, 'importava semplicemente', nel richiamarsi al concetto dello Stato di diritto - così scrisse Croce - 'la necessità di garantire a tutti i cittadini la giustizia, rendendo più certe e meglio amministrate le norme legislative e impedendo o frenando l'arbitrio dei partiti che prendono il governo'".

Per il Presidente Napolitano "è ormai essenziale una visione ampia, innanzitutto europea, dell'evolversi e dell'intrecciarsi delle esperienze istituzionali, senza cadere peraltro in equivoci pericolosi. La necessità, cioè, sempre più matura, di estendere l'area della sovranità condivisa il cui esercizio sia affidato in Europa alle istituzioni dell'Unione, nulla toglie all'esigenza di un efficace funzionamento e quindi di un rafforzamento delle strutture di uno Stato nazionale come il nostro, storicamente caratterizzato da intrinseche debolezze e oggi esposto a rischi di grave inadeguatezza. Anche nel quadro di un ulteriore avanzamento del processo di integrazione europea, restano affidate inderogabili funzioni agli Stati nazionali, e decisivo resta il loro concorso al perseguimento delle stesse politiche comuni europee".

Il Capo dello Stato ha sostenuto l'esigenza di una migliore legislazione: "Per quanto antico o permanente sia il rischio del legiferare confusamente, in modo contraddittorio e tecnicamente difettoso, non c'è dubbio che in tempi recenti vi sia stato un sensibile scadimento del processo di formazione delle leggi". Il Presidente Napolitano ha quindi auspicato "che un forte impegno a reagire a tale scadimento possa venire dalle energie che per varii canali può dispensare il corpo dei Consiglieri di Stato: in particolare nello svolgimento di funzioni di consulenza e collaborazione in seno ai ministeri, da assolvere sempre con pieno senso e scrupolo del servizio esclusivamente rivolto all'interesse pubblico".

"Sappiamo d'altronde - ha osservato il Presidente - quale magnifica fucina e scuola di formazione di servitori della cosa pubblica responsabili, professionali e indipendenti sia stato e resti il Consiglio di Stato. Questa è certamente l'occasione per tributare un omaggio a tante figure del passato e del presente, in special modo a coloro che si affermano anche in età assai giovane nel superare rigorose selezioni e nell'adempiere il loro servizio. Sono stati evocati oggi, com'era giusto, in primo luogo nomi di grandi italiani, da quello già da me citato di Silvio Spaventa, a quello di Giovanni Giolitti - guida sapiente, in un periodo storico cruciale, dello Stato liberale - a quello di Meuccio Ruini, la cui significativa esperienza in Consiglio di Stato lo predispose in non lieve misura a fare al meglio la sua parte di accurato conduttore dell'opera di progettazione della nostra Carta fondamentale in seno all'Assemblea Costituente".

"E il modo migliore di raccogliere queste molteplici eredità - ha concluso il Presidente Napolitano - resta quello di consolidare le basi della Costituzione repubblicana, gli equilibri e le garanzie che essa ha fondato, di partire di qui anche nel guardare a ogni esigenza di riforma che si possa seriamente proporre nell'interesse generale".



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